Les Jeux Sont Faits

da Ve. 16 Luglio il nuovo singolo “Les jeux sont faits” (Prod. Lo Spettro & Monky B) su tutti i Digital Stores

Tamburi battenti dal sapore africano definiscono un mood energico, scandito da una ritmica ostinata, incalzante e orgiastica. Riusciresti a non muoverti? 

Rap, Trap, Hip-Hop e Afro si fondono nel nuovo singolo di Smeco Da Rua: “Les jeux sont faits”, prodotto da Lo Spettro e Monky B, in uscita su tutti i Digital Stores, il giorno Ve. 16 Luglio, per l’etichetta BabuZzle, edizioni Thaurus Publishing

Smeco Da Rua

Con un testo tagliente e tutt’altro che scanzonato (a dispetto dello stile happy), una metrica matematica e un flow accattivante, Smeco Da Rua propone la #CALAFROTRAP . 

Che cos’è la #Calafrotrap?  

 Smeco Da Rua scrive: ˂˂ Quando mi chiedono ”di dove sei?”,  io rispondo  “Calafrika!”. Forse perché ci separa solo il mare, forse per il caldo d’estate che fa dire che ti sembra di stare in Africa. Credo anche perché qualcuno, per denigrare le nostre città o la nostra regione Calabria, ci abbia definito “calafrikani”, come per offenderci; ma noi non ci siamo offesi, anzi! Ci siamo tenuti l’appellativo con orgoglio e senza vergogna. Calafrika è, dunque, qualcosa di storico e radicato nella nostra tradizione. 

La musica afro mi ha sempre attratto fortemente e i gruppi, i dj, i cantanti più famosi della mia città (Catanzaro) sono molto legati alla cultura black, suonano Reggae, Dance Hall, Afro e Hip-Hop. Da qualche tempo ho scoperto l’Afrotrap che, dopo tutte le declinazioni del Rap, è un sotto-genere della Trap. Ed è l’unico sotto-genere che mi entra dentro.

Smeco Da Rua

Ma, come non ho mai fatto Rap classico, come pur rappando su beat trap non sono un trapper, così  la mia metrica, le mie parole e il mood sul beat afro non sono, per me,  pura Afrotrap. Dunque, un po’ per omaggiare la terra che mi ha cresciuto, un po’ per scelta stilistica personale, l’obiettivo è stato quello di surfare su una nuova wave: #CALAFROTRAP!!!˃˃

Smeco Da Rua: Ettore Posca, classe ’91. Inizia a scrivere all’età di 12 anni, avvicinandosi alla cultura Hip-Hop la cui ricerca, scoperta e comprensione, attraverso l’ascolto dei grandi classici, lo conduce a trasformare in canzoni le proprie poesie. Arrivano presto le prime pubblicazioni: “Metafora” (200); il MixTape “La Voce dei Muti” (2014); “Paranoia MixTape” (2015). 

Lo Spettro e Smeco Da Rua

La ricerca di nuovi stimoli porta al singolo “Vittima” (base di Watchowski, lavoro in studio de Lo Spettro), parte di un ampio progetto artistico (Greenta Music) che sancisce la collaborazione tra Smeco Da Rua e il producer Lo Spettro, fondatore de La Stanza dei Fantasmi (Netlabel e Officina Sonora nata con l’obiettivo di produrre e promuovere musica Urban emergente). Seguirà anche la collaborazione con l’amico e producer Monky B (con cui firma il brano “Dancing Marijuana”).

Monky B

Nel 2018, Smeco Da Rua si trasferisce a Milano, dove registra diverse tracce presso il Caveau Studios di Jack The Smoker, sempre su beat di Watchowski. Nel 2020, durante il lockdown, pensa, scrive e registra “Al Piano di Sotto Mixtape”, insieme al suo socio di sempre (Lo Spettro). Ad Ottobre 2020 pubblica su YouTube, insieme a Lo Spettro DJ, il video ufficiale di “Vintage” (regia di AnywayAgency). 

Segui Smeco Da Rua su:

https://www.facebook.com/SMECOLOSVITATO/

https://www.instagram.com/smeco_da_rua/ 

https://soundcloud.com/smecodarua https://www.youtube.com/channel/UC9RLOAYU6e4Y9am9U67YVjg

https://open.spotify.com/artist/2FJ8za3o0zKj0rDQsgnSIl 

https://www.instagram.com/babuzzlesas/

https://www.instagram.com/thauruspublishing/

Maxtape è il nuovo progetto di Nerone: non un semplice mixtape, ma qualcosa di più, come suggerisce il titolo. Il titolo è chiaramente ispirato al nome di battesimo, Massimiliano,  ma di fatto è aggettivo adatto a presentare il prodotto.

All’interno infatti troviamo tantissimi rapper, di fama e livello tecnico elevatissimo. Troviamo Emis Killa & Jake la Furia, Fabri Fibra, Boro Boro, Gianni Bismark, Axos, Nitro, Gemitaiz, Highsnob, Danti, Tormento, J-Ax, Maruego, Mido e Clementino. Insomma, non proprio gli ultimi della scena.

Nerone è riuscito a fare da fulcro e trovare affinità con tutti i rapper ospitati nel proprio progetto, anche se apparentemente molto distanti tra loro. Giovani e veterani, rapper vecchia scuola e trapper innovativi. Nerone riesce ad affiancarsi a tutti questi, senza mai sfigurare, anzi… Cosa non banale, quando si hanno tanti ospiti in un proprio progetto: il rischio è quello perdere la propria identità creando un effetto “compilation”. Invece Nerone riesce a tenere in mano le redini del progetto, per dimostrare che non ha nulla da invidiare  ai più grandi della scena.


Lo stile di Nerone, caratterizzato da barre potenti, incastri e giochi di parole non viene meno in nessuno dei brani. Il suo rap polemico, dissacrante, con tante punchline come una volta è accompagnato da un sound fresco e variegato. Le produzioni sono curate da Sine, Bella Espo, A-Kurt, Funkyman, 2P, Foreigner, Biggie Paul, Frenkie G, Marco Azara, Mastermaind, Garelli, PJ Gionson e Big Joe.


All’interno del disco sono contenuti i singoli già pubblicati negli ultimi mesi: Bataclan (feat Fabri Fibra), Radici (feat Clementino) e Un sec (feat Nitro e Gemitaiz).

Se il Real Talk di qualche giorno fa aveva fatto crescere l’hype intorno a Maxtape, con la release del progetto intero possiamo dire che questa attesa è stata ben ripagata. Per restare aggiornati seguite i social di Nerone ed il sito dedicato a Maxtape!

Fonte:

https://www.rapologia.it/2021/03/26/maxtape-nerone-streaming/

“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

Medioego – Inoki

Il ritorno di INOKI per come lo abbiamo conosciuto, non per come lo abbiamo visto negli ultimi anni. Mi spiego meglio: Per molti “Boomer” e/o “Millenials” , Inoki è uno dei rapper che ha deluso di più nel corso degli anni per via dei suoi atteggiamenti, almeno per me è stato così ( e noi della “Stanza” abbiamo aperto diversi suoi Live in Calabria nonchè siamo stati punto “Rap Pirata Calabria” per la provincia di Cosenza) ed ho ritrovato questo pensiero in molti miei coetanei. Oggi però siamo qui a parlare del nuovo INOKI, un rapper che ha una storia da far invidia a qualsiasi B-BOY.

Infatti lui nasce come rapper nella Bologna di Zona Dopa, di Sangua Misto e di Joe Cassano. Tutti noi conosciamo e cantiamo brani iconici di quest’ultimo insieme proprio ad inoki: “Giorno e Notte” ne è un esempio lampante. Il Ness, all’inizio della sua carriera è un Bolo Rappresent, rappresentante di quell’hip hop fatto di colori, vestiti larghi e jam. Pietra miliare “Bolo by Night” presente nel disco 60Hz di Dj Shocca

Ma veniamo al fulcro della questione. “MEDIOEGO”, l’ultimo disco di Inoki, rilasciato il 15 Gennaio 2021, per cui un disco freschissimo, recente, che però al suo interno nasconde una profondità e maturità artistica e personale.

A sette anni da L’Antidoto, il suo quarto disco, del 2014, Inoki è tornato a fare parlare di sé per un disco con una finalità precisa: sottolineare le incoerenze e le controversie della società moderna e del suo periodo storico, ribattezzato – da qui il titolo del CD – “MedioEgo“.

Contenuto 👻👻👻👻(4)

Il punto di partenza dell’album è da ricercare nel suo titolo “Medioego“, termine generato dalla fusione di “Medioevo“, era associata in molte interpretazioni a decadenza e stagnazione intellettuale, ed “egoismo“, inteso come la ricerca permanente del proprio vantaggio davanti a quello della collettività. Dunque Medioego, presentandosi come un disco sociale, consisteva in una sfida ardua e piena di potenziali ostacoli: su tutti, la necessità di evitare qualsiasi forma di superficialità e soprattutto – specialmente per una persona emotiva e impulsiva come Inoki – di evitare ragionamenti “di pancia”. A livello lirico-testuale, inoltre, Medioego è un disco di gran qualità, che affronta argomenti complicati in maniera convincente, che graffia quando deve colpire e provocare e che rallenta quando bisogna far riflettere l’ascoltatore. Soprattutto, come si è detto precedentemente, ha un pregio fondamentale: l’unicità.

Sound : 👻👻👻👻 (4)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound.

La sensazione è che lo stile musicale del rapper sia ormai talmente definito da essere impermeabile alle tendenze dei colleghiMedioego non suona come un album degli anni ’90 o del 2010 o ancora del 2020, ma come un progetto “alla Inoki“, portando una ventata d’aria fresca a una scena spesso troppo uniforme. A livello di sound, infatti, si parla di un CD di grande caratura, realizzato con l’impegno, la cura e l’intelligenza con cui si lavora ai capolavori del genere, e ne va dato il merito allo straordinario e polivalente Chryverde, con cui Inoki ha evidentemente un’intesa fuori dal comune, e agli altri producer che hanno lavorato al progetto: Stabber, Salmo, DJ Shocca, Garelli, Chris Nolan, Big Joe e Phra dei Crookers. In particolare va sottolineato il proficuo dialogo artistico di Inoki con Salmo e con Stabber, autore delle splendide strumentali di Duomo Trema e, ancora di più, la capacità di Chryverde di esaltare, da un lato, le tracce più aggressive e avvelenate e, dall’altro, di regalare al rapper beat catartici e magici come Immortali Ispirazione, che mettono l’anima dell’ascoltatore direttamente in contatto con la natura. Quest’ultima, infatti, impreziosita da un ritornello di Noemi che altro non è che pura arte, permette di ragionare sul “fattore featuring“. La scelta di Inoki, per Medioego, è stata la seguente: “pochi ma fondamentali“. Solo tre ospiti: una Noemi preziosa come l’oro che canta nel ritornello di Ispirazione, una travolgente BigMama al debutto nella “Serie A del rap italiano” e un Tedua più decisivo che brillante. Infatti, la strofa e il ritornello del genovese in WildPirata non sono qualitativamente straordinarie, ma la loro collaborazione è molto significativa proprio perché fortemente voluta e nata per sincera ammirazione reciproca.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻 (8)

Per concludere, comunque, “Medioego” è un disco ottimo e brillante, di qualità elevata sotto tutti i punti di vista, con una struttura chiara e d’impatto e, soprattutto, unico, perché affronta un tema diverso, un tema controverso e complicato. È un grande album perché porta l’ascoltatore a riflettere e, che si trovi d’accordo o meno con i pensieri di Inoki, lo mette nella condizione di porsi dei dubbi e darsi delle risposte.

E forse è proprio questo il senso dell’arte e – più nello specifico – del rap...

Fonti:


La Stanza Dei Fantasmi
presenta
il primo EP Ufficiale di
Ed Crain

interamente prodotto da Lo Spettro DJ

“TETRIS EP”


Tetris,
di Ed Crain
vuole esprimere e descrivere attraverso i testi e la musicalità la condizione di disagio che viviamo quotidianamente.”

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EP completo
disponibile su Spotify / Apple Music / Amazon Music e Youtube.

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Pensato e scritto da Ed Crain,
durante il LockDown,
prodotto | registrato | mixato | masterizzato da Lo Spettro,
al Piano di Sotto” de La Stanza Dei Fantasmi,
a Milano.

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Il progetto vuole esprimere e descrivere attraverso i testi e la musicalità la condizione di disagio che viviamo quotidianamente nella società. Tutto questo viene espresso attraverso una metafora: “IL TETRIS“. Come nel TETRIS anche nella vita si “gioca” con gli incastri. Ogni individuo è incastrato nel suo “piccolo mondo” e dà li non esce! Pezzo dopo Pezzo vede la sua vita scorrere, mentre un pezzo della sua vita va via, ne arriva un’altro e si crea il “nuovo incastro”.
L’EP vuole porre l’attenzione sul flusso continuo che caratterizza le scelte individuali di soggetti tendenti ad un uso spregiudicato delle droghe. L’obiettivo principale è quello di descrivere le “tentazioni” che portano un individuo a scegliere una determinata strada fino alla chiusura totale in sé stesso, quale parte di noi teniamo nascosta e infine quale decidiamo di mostrare. Nella traccia “PEZZI” è facile notare come la scrittura attraverso i termini e i contenuti combacia perfettamente con i ritmi e le musicalità del beat. In questa traccia in particolare viene espresso in modo molto chiaro la “direzione” che l’EP intende seguire riguardo ai concetti espressi.

Le produzioni, oltre che la cura del progetto in sè, sono affidate a Lo Spettro Dj, socio e compagno di una vita. Infatti i due sono gli ultimi membri attivi della crew calabrese “Scratch Your Mind” fondata nel 2012. Tutte le traccie sono diverse tra loro, proprio come i pezzi del tetris, che solo nel momento in cui si allineano, e dunque con uno sguardo e ascolto generale, prendono una forma intera fino alla completa assimilazione tra loro. Troviamo sound latini ma anche sound syntetizzati, dal boom bap hardcore all’electro house.

Ed Crain

Italo Matteo De Luca (in arte Ed Crainclasse ‘80.
Si avvicina alla scrittura
con stesura di abbozzati testi in prosa,
dall’età adolescenziale.
Le influenze d’oltreoceano, come Gang Starr e Chali 2na,
e quelle nostrane, come Salmo e Primo,
hanno modellato la passione per la cultura Hip-Hop,
attraverso l’approccio alla pratica del Rap.
Nel 2015 pubblica il suo primo MixTape “Fuori Orbita.
Nel 2018 pubblica, di seguito,
 “A Cosa Pensi ¿” e “A Cosa Pensi ¿ 2.0“.
Nel 2019, rilascia il singolo “Fallo Pure Tu“,
disponibile su tutte le piattaforme digitali,
in collaborazione con Lo Spettro,
autore della composizione e del lavoro in studio,
presso “La Stanza Dei Fantasmi“, a Milano.

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Lo Spettro DJ

Inizia a scoprire la passione da DJ all’età di 13 anni,
cresciuto tra giradischi “a cinghia” e “Vinili” Disco/Funk anni ‘80 del padre.
Dai 17 anni nei locali e nei centri sociali della sua Città, Cosenza,
diventa pian piano il punto di riferimento della nuova scena Hip-Hop,
in tutta la Calabria, con la crew “Scratch Your Mind”.
Nel 2014 fonda un’etichetta discografica indipendente
La Stanza Dei Fantasmi”,
con uno studio di registrazione che ha ospitato
il gotha della musica calabrese.

“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

DNA – GHALI

Caduta e rinascita di Ghali, che in “DNA” mette in versi la sua crisi (stavolta senza Charlie Charles)

La finta caduta di Ghali dalle scale del palco dell’Ariston, trovata che ha fatto molto parlare della sua esibizione come ospite al Festival di Sanremo, è stata la metafora di una caduta reale, che però ha destato meno scalpore. Nei tre anni successivi all’uscita di “Album“, il disco d’esordio del rapper di origini tunisine che nel 2017 spalancò le porte della scena (t)rap italiana a una nuova generazione di artisti partiti dal basso e intenzionati a cambiare – grazie allo streaming e al web più in generale – le regole della discografia italiana, Ghali non ha fatto altro che interrogarsi sul successo e sul suo futuro.

Temendo di non avere altro da aggiungere a quanto già raccontato in “Ninna nanna” e nelle altre canzoni (dal non-rapporto con il padre – finito in prigione quando lui era solo un bambino – al fortissimo legame con la madre, passando per l’adolescenza tra le palazzine popolari della sua Baggio, il quartiere periferico di Milano in cui è cresciuto), il rapper si è rinchiuso in un lungo silenzio, precipitando in un vortice buio. È proprio mettendo in versi la crisi che stava vivendo che Ghali è riuscito ad uscirne fuori. Le canzoni di “DNA” sono nate così: il nuovo album è il racconto di quella silenziosa caduta e della rinascita artistica del rapper, che a distanza di tre anni dall’esordio torna per dimostrare di avere ancora qualcosa da dire.

Contenuto 👻👻👻👻(4)

Il successo che diventa una droga, l’ansia, le false amicizie, le parole di chi gli diceva “non farai mai nulla e resterai per sempre nel buio in un angolo” che rimbombando nella testa di Ghali in quel vortice buio fanno ancora più rumore, i party e i red carpet che prendono il posto dei cortili grigi delle palazzine di Baggio: “DNA” è il diario che il rapper ha scritto negli ultimi tre anni, cercando un equilibrio – psicologico prima di tutto – tra passato e presente. Ghali racconta le sue esperienze senza cadere nel patetico, con la stessa leggerezza e la stessa ironia che ai tempi di “Happy days” e “Cara Italia” – sono passati “solo” quattro anni, ma dal 2017 ad oggi sono successe così tante cose che sembra essere passata un’era – lo aveva reso un’idolo dei giovanissimi, e che lo rende simpatico anche a chi non ama il genere (un’attitudine che ha spinto molti a descriverlo come uno dei potenziali eredi di Jovanotti).

Sound : 👻👻👻👻 (4)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound.

In questo disco troviamo un sound tutto nuovo: dopo il divorzio da Charlie Charles, che aveva dato alle tracce di “Album” un sapore molto riconoscibile, mischiando pop, electro house à la Stromae e atmosfere arabeggianti (una miscela che il producer milanese ha poi applicato anche a “Soldi” di Mahmood e a “Calipso”, la hit estiva con lo stesso Mahmood, Sfera Ebbasta, Fabri Fibra e Dardust, facendola diventare di fatto una formula di successo), Ghali ha deciso di percorrere altre strade. Ci sono invece rappresentanti della scena urban italiana come i Mamakass in “22:22”, Zef in “Boogieman” (con Salmo), Merk & Kremont in “Good times” (è la terza canzone di Ghali ad essere stata scelta per uno spot, dopo “Cara Italia” e “Lascia stare”), Sick Luke in “Fast food” e “Scooby”, Mace e Venerus (presenti in più di un pezzo), che orientano Ghali più verso sonorità da club che da grandi arene. Senza dimenticare il fenomeno ThaSupreme in “Marymango” e Michele Canova, già braccio destro di popstar come Tiziano Ferro, Marco Mengoni e lo stesso Jovanotti, che mette mano ai quattro pezzi più sfacciatamente pop – e meglio riusciti, per melodie, costruzione e sviluppi – del disco, dalla title track a “Fallito”, passando per “Barcellona” (sarebbe da folli non sceglierla come singolo) e “Cuore a destra”. Tanti mondi diversi che convivono in un unico disco, insomma, e che raccontano le tante sfaccettature di Ghali.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻 (8)

Non abbiamo la sfera di cristallo e non sappiamo cosa il futuro riserverà al rapper e alle sue canzoni. Se continueranno a piacere così tanto alle pubblicità, se diventeranno hit internazionali (lui punta a quella dimensione: lo testimoniano le recenti collaborazioni con Ed Sheeran e la star del rap britannico Stormzy e quella, contenuta nel nuovo album, con il nigeriano Mr Eazi su “Combo”), se saranno cantate dai palasport gremiti o dalle folle dei club. Ma siamo curiosi di scoprirlo. Lo eravamo ai tempi di “Album” e continuiamo ad esserlo anche dopo questo “DNA”.

Fonti:

https://www.rockol.it/recensioni-musicali/album/9095/ghali-dna

“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

OGGI – ENSI

Oggi è il presente di Ensi, il primo capitolo del suo nuovo viaggio.

Cambia tutto sempre ma alla fine non cambia nada” rappa Ensi nella prima rima di “090320“, il pezzo che apre Oggi, il suo nuovo EP. Una barra dal sapore gattopardiano in cui si racchiude il senso di questo progetto, nato “dalla voglia di fare qualcosa di diverso, di uscire dalla comfort zone, anche se il rap ce l’ho sempre sottopelle” e che “non vuole ammiccare al sound del momento o ad una corrente che in parte vedo distante da me, ma vuole essere un lavoro attuale per il 2020, mantenendo comunque quei punti fermi che mi hanno sempre contraddistinto e quel rap fatto con le maiuscole”.

Contenuto 👻👻👻👻👻(5)

Se la forma cambia, la materia resta invariata: anche su un nuovo sound, ancora una volta Ensi dimostra di essere un peso massimo del genere, di quelli che non ne dimenticano la storia e le origini, e le sue rime restano incisive come sempre e colpiscono come schiaffi in pieno volto, tra un riferimento alla storia del rap in Italia (“Non ho mai sopportato quella musica elettronica, da ragazzino volevo entrare in Area Cronica”), e frecciate ben assestate a certa scena odierna, artisti e addetti ai lavori compresi (“Mi scrollo la minchia con questi gossip del rap, chiamami solo se si riuniscono i Dogo o i Co’Sang”, “Molla se non reggi questa merda, sembra che fate i rapper qua per non andare in guerra”). “Nessun dissing velato però” – assicura durante la conferenza stampa, rigorosamente in streaming – “se dovessi fare nomi lo farei; arrivo dalle battle di freestyle, non avrei problemi a sistemare qualche conto in sospeso con qualcuno. Mi riferisco più che altro ad una corrente che sembra dare troppo peso a certe cose, come se i numeri siano un sinonimo di quanto la tua arte sia di valore, e non c’è niente di più sbagliato.”

Sound : 👻👻👻👻👻 (5)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound.

Un incontro generazionale avviene nelle produzioni, affidate sia ad un coetaneo come Gemitaiz, sia ad alcuni dei nomi più freschi in circolazione come Chris NolanAndry The HitmakerStrageKanesh e Lazza, che stavolta lascia la penna per il beatmaking.

Non sappiamo ancora quale sarà il proseguimento di questo viaggio, ma se questo è il prologo non possiamo non essere impazienti di conoscere il capitolo successivo. Del resto, Ensi corre da sempre per la maratona, e – anche dopo tutti questi anni – Oggi è più in forma che mai.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻 (10)

Oggi è il primo disco dei nostri consigli che a mani basse si aggiudica il punteggio di 10 fantasmi su 10, sarà per gusti personali, nostalgici o altro, ma Ensi rimane un King, da sempre e per sempre.

Molte cose da dare alla nuova generazione di rapper, tra i feat. troviamo Dani Faiv (in Clamo, un “corso di aggiornamento del rap italiano”) e Giaime (in Mari “il pezzo più leggero dell’EP, in cui si affronta la tematica della marijuana ma con un tono più adulto e maturo”), con cui ha deciso di condividere il mic, sperimentando e mantenendo vivo il concetto di legacy, fondamentale nella cultura hip hop: “Ho voluto far coesistere varie generazioni; io sono un giovane veterano, un middle child, non sono un pioniere ma mi trovo a metà tra coloro che sono nati con l’analogico e coloro che invece sono nati completamente col digitale”.

Fonti:

La carriera di Guè Pequeno potrebbe benissimo parlare da sola,
anche senza l’ascolto di Mr Fini,
disco pubblicato lo scorso 26 giugno 2020 e che farà sicuramente discutere
(forse molto più delle sue ultime dichiarazioni, tra razzismo ed abbigliamento da donna) tutti gli appassionati del genere.
L’artista milanese mancava dalle scene da settembre 2018: un’eternità per chi era abituato a sfornare un album a cadenza annuale.
Sinatra era un mash-up di generi, un disco che ha ampiamente risentito della iper-produttività di un artista che sentiva il bisogno di staccare; dopo essere salito sulla giostra del rap italiano quasi dieci anni fa (senza contare la carriera coi Dogo, iniziata addirittura nel secolo scorso) era normale auspicare un periodo di stop.

Mr. Fini: 17 tracce, 17 fotogrammi di un film.
Se volessimo paragonarlo all’universo cinematografico è immediato l’accostamento a The Irishman di Martin Scorsese, ennesimo capolavoro nella filmografia di uno dei registi più influenti degli ultimi quarant’anni.
Un disco lungo, intenso, proprio come il film di Scorsese, in cui Guè Pequeno toglie la maschera da spaccone e svela lati di sé finora inediti.
Un continuo oscillare tra i classici cliché del rap-game e pezzi più intimi, sperimentando e variando molto a livello sonoro: Mr. Fini potrebbe essere un degno successore di Vero, disco diventato caposaldo nella discografia solista di Guè.
E non solo per la cover, che già si preannuncia come sequel di quell’album.

Sin da L’amico degli amici, Guè ci catapulta nel mood del disco: a parlare sono le barre, e le barre raccontano storie di vita vissuta.
L’incalzare del flow è un crescendo continuo di rimandi ai soldi, alla figa ed ai classici topic del rap.

Mi appello come sempre all’articolo quinto
Ovvero chi c’ha i soldi ha vinto…
Togli il cappello quando G è nel building
Io compro opere d’arte, tu gli streaming

L’abilità di Guè è quella di alternare le sue molte anime, che con lo scorrere del disco accontentano sia i puristi del rap che la nuova fanbase avvicinatasi solo recentemente. Si passa da pezzi più conscious e letterari come Il tipo, figura mitologica che vive nell’ombra ma che tutti conoscono, a ballad come il singolo Saigon.
La prima parte del disco si chiude con 25 ore, per poi inoltrarci nel core dell’album, dove sono racchiusi quasi tutti i feat.
Cosa balza all’occhio?
Sicuramente Immortale con Sfera, cui è stato affidato solo il ritornello: un pezzo cupo, malinconico, in cui Guè affronta anche l’eventualità (mancata) di diventare padre, concludendo che è stato meglio così.

Medellin ci lascia l’ennesima strofa ineccepibile di Lazza,
Cyborg l’ottima connessione NA-MI.
Sino all’epilogo del disco, i titoli di coda: Ti levo le collane con la next big thing Paky, dimostrazione che a fare le trappate Guè resta uno dei migliori,
Stanza 106 e Ti ricordi?.

Sono tante le atmosfere create ad hoc per questo colossal e molte le teste chiamate a lavorarci.
L’ormai fidato 2nd Roof la fa da padrone, firmando metà delle produzioni del disco, campionando Carmen Consoli con L’ultimo Bacio ne Il Tipo,
ma variando molto coi suoni, sino alle atmosfere cupe dei brani più intimi del disco, Immortale e Stanza 106.
Low Kidd ritorna in America Latina (era suo il beat di Sparare alla luna di Salmo e Coez, col concept ispirato a Narcos) curando il beat di Medellin, mentre ai super-premiati Takagi&Ketra è da attribuire Tardissimo.
Non manca nemmeno il pezzo a tinte reggaeDem Fake, o quelli più spudoratamente rap.
Curiosità: in Ti levo le collane torna quel ritmo ipnotico che ricorda vagamente Buonanotte, pezzo di Emis Killa contenuto in Terza Stagione,
sempre realizzato da 2nd Roof.

Come per Vero, anche questo Mr. Fini ha un taglio molto cinematografico, l’intento è chiaramente quello di raccontarci delle storie, degli scorci della vita di Guè.
Ne è l’esempio perfetto Giacomo, storytelling su un novello Tony Montana che parte dal suo quartiere con ambizioni di prendersi il mondo.
Ma sono tantissimi i rimandi cinefili, più o meno evidenti.
Già nel primo pezzo viene citato Russell Bufalino,
il boss mafioso interpretato da Joe Pesci in The Irishman.
In Chico il ritornello da Rose Villain è una delle frasi più iconiche di Scarface.

La stessa Saigon è uno dei luoghi culto per il cinema di genere, viene subito in mente Denzel Washington in American Gangster che viaggia per ore su un aereo per andare a rifornirsi di eroina direttamente tra i campi vietnamiti.
Insomma, come detto da Guè, l’album va inteso come un film, e lui stesso ce lo fa capire con un immaginario notevolmente influenzato dai suoi registi preferiti.

“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

HO FATTO TARDI – JACK THE SMOKER

Il ventennale della carriera di Jack The Smoker è stato coronato dalla pubblicazione di “Ho fatto tardi”,
il quinto album del rapper milanese affiliato da quasi otto anni alla “Machete Crew”.
Un ottimo prodotto, ricco di continui cambi di flow
e punchline decisamente efficaci.

Durante l’ascolto dell’album esce tutto l’universo di Jack:
la prima traccia prodotta da Big Joe, è un misto tra un beat ambient, per allietare l’ingresso nel club di “Ho fatto tardi“, ed una ritmica Boom Bap“, che con dirompenza ti richiama all’attenzione.
Non mancano gli scatti dalla sedia provocati dalle barre di Jack e dai suoi flow alieni.
Meritevoli di menzione ovviamente anche le collaborazioni del progetto: spiccano la doppia performance di Dani Faiv e le barre di Lazza e MadMan, ma è di Jack La Furia la strofa più street ed incisiva.

Contenuto 👻👻👻👻 (4)

Giacomo il Fumatore” decanta la sua esperienza nel settore ormai decennale e critica senza mezzi termini gli stereotipi della società moderna, comprendendo tra questi le nuove leve della scena nostrana.
C’e spazio anche per brani più riflessivi, nostalgici o sentimentalmente coinvolti (“Una come te”).

Non ci sono pezzi radiofonici, e questo rafforza lo spirito poco mainstream che ha sempre avuto Jack The Smoker: il rapper non cerca di guadagnare consensi tramite il ritornello, e questo gioca a favore della qualità delle liriche, mai banali.

Sound : 👻👻👻👻👻 (5)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound. Nel disco si evidenzia una spiccata attitudine Trap, ma non mancano mai le contaminazioni del Rap. L’immaginario generale fa letteralmente “viaggiare“,
come ad alcuni del genere piace dire, dando la carica e lo stimolo per affrontare le “pare” giornaliere. Sostanzialmente è una boccata d’aria fresca per i feticisti della lingua italiana in quanto lui è un maestro nel giocare e manipolare con i mille suoni e sfumature della lingua lasciando spesso da parte la parte melodica.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻👻 (9)

Ho Fatto Tardi” è un buon connubio tra il rap più classico e le ibridazioni attuali, in cui Jack The Smoker dimostra, a chi ne avesse bisogno, di non aver smarrito quelle capacità che lo contraddistinguono fin dai primi anni del 2000.

Greenta Music & La Stanza Dei Fantasmi
presentano
il nuovo Singolo di
Smeco Da Rua
prodotto da Monky B.


XanaX,
di Smeco Da Rua
in collaborazione con Monky B,
è un arrangiamento
di un vecchio freestyle di Smeco
Xanax Freestyle.”
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Amici, collaborano ormai da anni, Smeco Da Rua e Monky B, hanno riarrangiato un freestyle di Smeco, pubblicato su Soundcloud “Xanax Freestyle.

La produzione di Monky B sposa perfettamente l’intenzione e le atmosfere che Smeco Da Rua vuole evocare nel suo testo.
Non mancano le skills metriche del rapper e magie ritmiche del beatmaker.

Il brano è stato lavorato in collaborazione con Lo Spettro che ha curato la registrazione, pre-mix e Master nella Stanza dei Fantasmi a Milano
Il 13 novembre sarà disponibile su Spotify / Apple Music / Amazon Music / YouTube e tutti i distributori Digitali.

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Ettore Posca (in arte Smeco Da Ruaclasse ‘91.
Inizia a scrivere all’età di 12 anni, avvicinandosi alla cultura Hip/Hop attraverso l’ascolto dei grandi classici,
con l’obiettivo di trasformare le “prime poesie” in canzoni.
RicercaScoperta e Comprensione,
di quella cultura e di quel genere
sono state parte integrante del percorso di crescita.
18 anni i primi “successi” come “Metafora”.
Nel 2014 pubblica il MixTape “La Voce dei Muti“.
Nel 2015  “Paranoia MixTape”.
La ricerca di nuovi stimoli
porta al singolo, molto apprezzato su YouTube,
Vittima“,
parte del progetto “Greenta Music”,
su base di Watchowski, e lavoro in studio de Lo Spettro,
presso “La Stanza Dei Fantasmi“.

Alberto Mauro in arte Monky B.
Nato a Catanzaro classe ’91.
Cresciuto nella periferia della città inizia a comporre le prime basi per gli amici e a caricarle su YouTube come “Dancing Marijuana” insieme a Smeco Da Rua.
Si trasferisce a Roma dove conobbe altri beatmaker e fondono un gruppo dal nome “Ram Jam Production”,
collaborando con artisti come Brusco e Attila.
Successivamente il gruppo si sciolse,
ma l’amicizia con gli altri produttori non finì e iniziarono a comporre brani
per “Connor las Americas“, artista di Anzio.
Notevole riscontro su YouTube e sui digital store,
con i pezzi “Alaska”- “Pretty Boy” – “Inverno ad Agosto” – “ONDV”.
Notati dal produttore Michele Canova,
che firma un contratto con il cantante
ed inizia a collaborare con i produttori.
Pubblicano “Eivissa” e “Diamanti” per Universal Music.

“al Piano di Sotto” MixTape Playlist

Dopo qualche mese di stop, nel 2020,
Smeco Da Rua & Lo Spettro DJ
tornano con un nuovo progetto:

al Piano di Sotto” MixTape

Sonorità Hip-Hop, Boom Bap, Old School, Trap ed Electro
sono solo il sottofondo di questo MixTape.
L’inserimento di skit, insert e scratch è il fulcro fondamentale del progetto.

Pensato e scritto da Smeco Da Rua,
nell’arco di 2 mesi, è stato registrato, missato e masterizzato, da Lo Spettro,
al Piano di Sotto“,
della Stanza Dei Fantasmi, a Milano.

Il MixTape è stato poi elaborato, da entrambi
in un disco che nasconde un intento principale:
il Live Show.

Tutte le pause, gli inserimenti e il susseguirsi dei beat,
completamente diversi tra loro,
sono studiati e concepiti per culminare
in un Live Show esplosivo e pieno di colpi di scena.

Ettore Posca (in arte Smeco Da Rua) classe ‘91.
Inizia a scrivere all’età di 12 anni, avvicinandosi alla cultura Hip/Hop attraverso l’ascolto dei grandi classici,
con l’obiettivo di trasformare le “prime poesie” in canzoni.
Ricerca, Scoperta e Comprensione,
di quella cultura e di quel genere
sono state parte integrante del percorso di crescita.
A 18 anni i primi “successi” come “Metafora”.
Nel 2014 pubblica il MixTapeLa Voce dei Muti“.
Nel 2015  “Paranoia MixTape”.
La ricerca di nuovi stimoli
porta al singolo, molto apprezzato su YouTube,
Vittima“,
parte del progetto “Greenta Music”,
su base di Watchowski, e lavoro in studio de Lo Spettro,
presso “La Stanza Dei Fantasmi“.

Alvaro Alessio Capizzano (in arte Lo Spettro DJ)
Inizia a scoprire la passione da DJ all’età di 13 anni,
cresciuto tra giradischi “a cinghia” e “Vinili” Disco/Funk anni ‘80 del padre.
Dai 17 anni nei locali e nei centri sociali della sua Città, Cosenza,
diventa pian piano il punto di riferimento della nuova scena Hip-Hop,
a Cosenza ed in Calabria, con la crew “Scratch Your Mind”.
Nel 2014 fonda un’etichetta discografica indipendente
La Stanza Dei Fantasmi”,
con uno studio di registrazione che ha ospitato
il gotha della musica calabrese.

Ascolta “al Piano di Sotto – MixTape”

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Playlist YouTube “al Piano di Sotto MixTape”