Les Jeux Sont Faits

da Ve. 16 Luglio il nuovo singolo “Les jeux sont faits” (Prod. Lo Spettro & Monky B) su tutti i Digital Stores

Tamburi battenti dal sapore africano definiscono un mood energico, scandito da una ritmica ostinata, incalzante e orgiastica. Riusciresti a non muoverti? 

Rap, Trap, Hip-Hop e Afro si fondono nel nuovo singolo di Smeco Da Rua: “Les jeux sont faits”, prodotto da Lo Spettro e Monky B, in uscita su tutti i Digital Stores, il giorno Ve. 16 Luglio, per l’etichetta BabuZzle, edizioni Thaurus Publishing

Smeco Da Rua

Con un testo tagliente e tutt’altro che scanzonato (a dispetto dello stile happy), una metrica matematica e un flow accattivante, Smeco Da Rua propone la #CALAFROTRAP . 

Che cos’è la #Calafrotrap?  

 Smeco Da Rua scrive: ˂˂ Quando mi chiedono ”di dove sei?”,  io rispondo  “Calafrika!”. Forse perché ci separa solo il mare, forse per il caldo d’estate che fa dire che ti sembra di stare in Africa. Credo anche perché qualcuno, per denigrare le nostre città o la nostra regione Calabria, ci abbia definito “calafrikani”, come per offenderci; ma noi non ci siamo offesi, anzi! Ci siamo tenuti l’appellativo con orgoglio e senza vergogna. Calafrika è, dunque, qualcosa di storico e radicato nella nostra tradizione. 

La musica afro mi ha sempre attratto fortemente e i gruppi, i dj, i cantanti più famosi della mia città (Catanzaro) sono molto legati alla cultura black, suonano Reggae, Dance Hall, Afro e Hip-Hop. Da qualche tempo ho scoperto l’Afrotrap che, dopo tutte le declinazioni del Rap, è un sotto-genere della Trap. Ed è l’unico sotto-genere che mi entra dentro.

Smeco Da Rua

Ma, come non ho mai fatto Rap classico, come pur rappando su beat trap non sono un trapper, così  la mia metrica, le mie parole e il mood sul beat afro non sono, per me,  pura Afrotrap. Dunque, un po’ per omaggiare la terra che mi ha cresciuto, un po’ per scelta stilistica personale, l’obiettivo è stato quello di surfare su una nuova wave: #CALAFROTRAP!!!˃˃

Smeco Da Rua: Ettore Posca, classe ’91. Inizia a scrivere all’età di 12 anni, avvicinandosi alla cultura Hip-Hop la cui ricerca, scoperta e comprensione, attraverso l’ascolto dei grandi classici, lo conduce a trasformare in canzoni le proprie poesie. Arrivano presto le prime pubblicazioni: “Metafora” (200); il MixTape “La Voce dei Muti” (2014); “Paranoia MixTape” (2015). 

Lo Spettro e Smeco Da Rua

La ricerca di nuovi stimoli porta al singolo “Vittima” (base di Watchowski, lavoro in studio de Lo Spettro), parte di un ampio progetto artistico (Greenta Music) che sancisce la collaborazione tra Smeco Da Rua e il producer Lo Spettro, fondatore de La Stanza dei Fantasmi (Netlabel e Officina Sonora nata con l’obiettivo di produrre e promuovere musica Urban emergente). Seguirà anche la collaborazione con l’amico e producer Monky B (con cui firma il brano “Dancing Marijuana”).

Monky B

Nel 2018, Smeco Da Rua si trasferisce a Milano, dove registra diverse tracce presso il Caveau Studios di Jack The Smoker, sempre su beat di Watchowski. Nel 2020, durante il lockdown, pensa, scrive e registra “Al Piano di Sotto Mixtape”, insieme al suo socio di sempre (Lo Spettro). Ad Ottobre 2020 pubblica su YouTube, insieme a Lo Spettro DJ, il video ufficiale di “Vintage” (regia di AnywayAgency). 

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“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

Medioego – Inoki

Il ritorno di INOKI per come lo abbiamo conosciuto, non per come lo abbiamo visto negli ultimi anni. Mi spiego meglio: Per molti “Boomer” e/o “Millenials” , Inoki è uno dei rapper che ha deluso di più nel corso degli anni per via dei suoi atteggiamenti, almeno per me è stato così ( e noi della “Stanza” abbiamo aperto diversi suoi Live in Calabria nonchè siamo stati punto “Rap Pirata Calabria” per la provincia di Cosenza) ed ho ritrovato questo pensiero in molti miei coetanei. Oggi però siamo qui a parlare del nuovo INOKI, un rapper che ha una storia da far invidia a qualsiasi B-BOY.

Infatti lui nasce come rapper nella Bologna di Zona Dopa, di Sangua Misto e di Joe Cassano. Tutti noi conosciamo e cantiamo brani iconici di quest’ultimo insieme proprio ad inoki: “Giorno e Notte” ne è un esempio lampante. Il Ness, all’inizio della sua carriera è un Bolo Rappresent, rappresentante di quell’hip hop fatto di colori, vestiti larghi e jam. Pietra miliare “Bolo by Night” presente nel disco 60Hz di Dj Shocca

Ma veniamo al fulcro della questione. “MEDIOEGO”, l’ultimo disco di Inoki, rilasciato il 15 Gennaio 2021, per cui un disco freschissimo, recente, che però al suo interno nasconde una profondità e maturità artistica e personale.

A sette anni da L’Antidoto, il suo quarto disco, del 2014, Inoki è tornato a fare parlare di sé per un disco con una finalità precisa: sottolineare le incoerenze e le controversie della società moderna e del suo periodo storico, ribattezzato – da qui il titolo del CD – “MedioEgo“.

Contenuto 👻👻👻👻(4)

Il punto di partenza dell’album è da ricercare nel suo titolo “Medioego“, termine generato dalla fusione di “Medioevo“, era associata in molte interpretazioni a decadenza e stagnazione intellettuale, ed “egoismo“, inteso come la ricerca permanente del proprio vantaggio davanti a quello della collettività. Dunque Medioego, presentandosi come un disco sociale, consisteva in una sfida ardua e piena di potenziali ostacoli: su tutti, la necessità di evitare qualsiasi forma di superficialità e soprattutto – specialmente per una persona emotiva e impulsiva come Inoki – di evitare ragionamenti “di pancia”. A livello lirico-testuale, inoltre, Medioego è un disco di gran qualità, che affronta argomenti complicati in maniera convincente, che graffia quando deve colpire e provocare e che rallenta quando bisogna far riflettere l’ascoltatore. Soprattutto, come si è detto precedentemente, ha un pregio fondamentale: l’unicità.

Sound : 👻👻👻👻 (4)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound.

La sensazione è che lo stile musicale del rapper sia ormai talmente definito da essere impermeabile alle tendenze dei colleghiMedioego non suona come un album degli anni ’90 o del 2010 o ancora del 2020, ma come un progetto “alla Inoki“, portando una ventata d’aria fresca a una scena spesso troppo uniforme. A livello di sound, infatti, si parla di un CD di grande caratura, realizzato con l’impegno, la cura e l’intelligenza con cui si lavora ai capolavori del genere, e ne va dato il merito allo straordinario e polivalente Chryverde, con cui Inoki ha evidentemente un’intesa fuori dal comune, e agli altri producer che hanno lavorato al progetto: Stabber, Salmo, DJ Shocca, Garelli, Chris Nolan, Big Joe e Phra dei Crookers. In particolare va sottolineato il proficuo dialogo artistico di Inoki con Salmo e con Stabber, autore delle splendide strumentali di Duomo Trema e, ancora di più, la capacità di Chryverde di esaltare, da un lato, le tracce più aggressive e avvelenate e, dall’altro, di regalare al rapper beat catartici e magici come Immortali Ispirazione, che mettono l’anima dell’ascoltatore direttamente in contatto con la natura. Quest’ultima, infatti, impreziosita da un ritornello di Noemi che altro non è che pura arte, permette di ragionare sul “fattore featuring“. La scelta di Inoki, per Medioego, è stata la seguente: “pochi ma fondamentali“. Solo tre ospiti: una Noemi preziosa come l’oro che canta nel ritornello di Ispirazione, una travolgente BigMama al debutto nella “Serie A del rap italiano” e un Tedua più decisivo che brillante. Infatti, la strofa e il ritornello del genovese in WildPirata non sono qualitativamente straordinarie, ma la loro collaborazione è molto significativa proprio perché fortemente voluta e nata per sincera ammirazione reciproca.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻 (8)

Per concludere, comunque, “Medioego” è un disco ottimo e brillante, di qualità elevata sotto tutti i punti di vista, con una struttura chiara e d’impatto e, soprattutto, unico, perché affronta un tema diverso, un tema controverso e complicato. È un grande album perché porta l’ascoltatore a riflettere e, che si trovi d’accordo o meno con i pensieri di Inoki, lo mette nella condizione di porsi dei dubbi e darsi delle risposte.

E forse è proprio questo il senso dell’arte e – più nello specifico – del rap...

Fonti:


La Stanza Dei Fantasmi
presenta
il primo EP Ufficiale di
Ed Crain

interamente prodotto da Lo Spettro DJ

“TETRIS EP”


Tetris,
di Ed Crain
vuole esprimere e descrivere attraverso i testi e la musicalità la condizione di disagio che viviamo quotidianamente.”

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EP completo
disponibile su Spotify / Apple Music / Amazon Music e Youtube.

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Pensato e scritto da Ed Crain,
durante il LockDown,
prodotto | registrato | mixato | masterizzato da Lo Spettro,
al Piano di Sotto” de La Stanza Dei Fantasmi,
a Milano.

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Il progetto vuole esprimere e descrivere attraverso i testi e la musicalità la condizione di disagio che viviamo quotidianamente nella società. Tutto questo viene espresso attraverso una metafora: “IL TETRIS“. Come nel TETRIS anche nella vita si “gioca” con gli incastri. Ogni individuo è incastrato nel suo “piccolo mondo” e dà li non esce! Pezzo dopo Pezzo vede la sua vita scorrere, mentre un pezzo della sua vita va via, ne arriva un’altro e si crea il “nuovo incastro”.
L’EP vuole porre l’attenzione sul flusso continuo che caratterizza le scelte individuali di soggetti tendenti ad un uso spregiudicato delle droghe. L’obiettivo principale è quello di descrivere le “tentazioni” che portano un individuo a scegliere una determinata strada fino alla chiusura totale in sé stesso, quale parte di noi teniamo nascosta e infine quale decidiamo di mostrare. Nella traccia “PEZZI” è facile notare come la scrittura attraverso i termini e i contenuti combacia perfettamente con i ritmi e le musicalità del beat. In questa traccia in particolare viene espresso in modo molto chiaro la “direzione” che l’EP intende seguire riguardo ai concetti espressi.

Le produzioni, oltre che la cura del progetto in sè, sono affidate a Lo Spettro Dj, socio e compagno di una vita. Infatti i due sono gli ultimi membri attivi della crew calabrese “Scratch Your Mind” fondata nel 2012. Tutte le traccie sono diverse tra loro, proprio come i pezzi del tetris, che solo nel momento in cui si allineano, e dunque con uno sguardo e ascolto generale, prendono una forma intera fino alla completa assimilazione tra loro. Troviamo sound latini ma anche sound syntetizzati, dal boom bap hardcore all’electro house.

Ed Crain

Italo Matteo De Luca (in arte Ed Crainclasse ‘80.
Si avvicina alla scrittura
con stesura di abbozzati testi in prosa,
dall’età adolescenziale.
Le influenze d’oltreoceano, come Gang Starr e Chali 2na,
e quelle nostrane, come Salmo e Primo,
hanno modellato la passione per la cultura Hip-Hop,
attraverso l’approccio alla pratica del Rap.
Nel 2015 pubblica il suo primo MixTape “Fuori Orbita.
Nel 2018 pubblica, di seguito,
 “A Cosa Pensi ¿” e “A Cosa Pensi ¿ 2.0“.
Nel 2019, rilascia il singolo “Fallo Pure Tu“,
disponibile su tutte le piattaforme digitali,
in collaborazione con Lo Spettro,
autore della composizione e del lavoro in studio,
presso “La Stanza Dei Fantasmi“, a Milano.

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Lo Spettro DJ

Inizia a scoprire la passione da DJ all’età di 13 anni,
cresciuto tra giradischi “a cinghia” e “Vinili” Disco/Funk anni ‘80 del padre.
Dai 17 anni nei locali e nei centri sociali della sua Città, Cosenza,
diventa pian piano il punto di riferimento della nuova scena Hip-Hop,
in tutta la Calabria, con la crew “Scratch Your Mind”.
Nel 2014 fonda un’etichetta discografica indipendente
La Stanza Dei Fantasmi”,
con uno studio di registrazione che ha ospitato
il gotha della musica calabrese.

“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

DNA – GHALI

Caduta e rinascita di Ghali, che in “DNA” mette in versi la sua crisi (stavolta senza Charlie Charles)

La finta caduta di Ghali dalle scale del palco dell’Ariston, trovata che ha fatto molto parlare della sua esibizione come ospite al Festival di Sanremo, è stata la metafora di una caduta reale, che però ha destato meno scalpore. Nei tre anni successivi all’uscita di “Album“, il disco d’esordio del rapper di origini tunisine che nel 2017 spalancò le porte della scena (t)rap italiana a una nuova generazione di artisti partiti dal basso e intenzionati a cambiare – grazie allo streaming e al web più in generale – le regole della discografia italiana, Ghali non ha fatto altro che interrogarsi sul successo e sul suo futuro.

Temendo di non avere altro da aggiungere a quanto già raccontato in “Ninna nanna” e nelle altre canzoni (dal non-rapporto con il padre – finito in prigione quando lui era solo un bambino – al fortissimo legame con la madre, passando per l’adolescenza tra le palazzine popolari della sua Baggio, il quartiere periferico di Milano in cui è cresciuto), il rapper si è rinchiuso in un lungo silenzio, precipitando in un vortice buio. È proprio mettendo in versi la crisi che stava vivendo che Ghali è riuscito ad uscirne fuori. Le canzoni di “DNA” sono nate così: il nuovo album è il racconto di quella silenziosa caduta e della rinascita artistica del rapper, che a distanza di tre anni dall’esordio torna per dimostrare di avere ancora qualcosa da dire.

Contenuto 👻👻👻👻(4)

Il successo che diventa una droga, l’ansia, le false amicizie, le parole di chi gli diceva “non farai mai nulla e resterai per sempre nel buio in un angolo” che rimbombando nella testa di Ghali in quel vortice buio fanno ancora più rumore, i party e i red carpet che prendono il posto dei cortili grigi delle palazzine di Baggio: “DNA” è il diario che il rapper ha scritto negli ultimi tre anni, cercando un equilibrio – psicologico prima di tutto – tra passato e presente. Ghali racconta le sue esperienze senza cadere nel patetico, con la stessa leggerezza e la stessa ironia che ai tempi di “Happy days” e “Cara Italia” – sono passati “solo” quattro anni, ma dal 2017 ad oggi sono successe così tante cose che sembra essere passata un’era – lo aveva reso un’idolo dei giovanissimi, e che lo rende simpatico anche a chi non ama il genere (un’attitudine che ha spinto molti a descriverlo come uno dei potenziali eredi di Jovanotti).

Sound : 👻👻👻👻 (4)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound.

In questo disco troviamo un sound tutto nuovo: dopo il divorzio da Charlie Charles, che aveva dato alle tracce di “Album” un sapore molto riconoscibile, mischiando pop, electro house à la Stromae e atmosfere arabeggianti (una miscela che il producer milanese ha poi applicato anche a “Soldi” di Mahmood e a “Calipso”, la hit estiva con lo stesso Mahmood, Sfera Ebbasta, Fabri Fibra e Dardust, facendola diventare di fatto una formula di successo), Ghali ha deciso di percorrere altre strade. Ci sono invece rappresentanti della scena urban italiana come i Mamakass in “22:22”, Zef in “Boogieman” (con Salmo), Merk & Kremont in “Good times” (è la terza canzone di Ghali ad essere stata scelta per uno spot, dopo “Cara Italia” e “Lascia stare”), Sick Luke in “Fast food” e “Scooby”, Mace e Venerus (presenti in più di un pezzo), che orientano Ghali più verso sonorità da club che da grandi arene. Senza dimenticare il fenomeno ThaSupreme in “Marymango” e Michele Canova, già braccio destro di popstar come Tiziano Ferro, Marco Mengoni e lo stesso Jovanotti, che mette mano ai quattro pezzi più sfacciatamente pop – e meglio riusciti, per melodie, costruzione e sviluppi – del disco, dalla title track a “Fallito”, passando per “Barcellona” (sarebbe da folli non sceglierla come singolo) e “Cuore a destra”. Tanti mondi diversi che convivono in un unico disco, insomma, e che raccontano le tante sfaccettature di Ghali.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻 (8)

Non abbiamo la sfera di cristallo e non sappiamo cosa il futuro riserverà al rapper e alle sue canzoni. Se continueranno a piacere così tanto alle pubblicità, se diventeranno hit internazionali (lui punta a quella dimensione: lo testimoniano le recenti collaborazioni con Ed Sheeran e la star del rap britannico Stormzy e quella, contenuta nel nuovo album, con il nigeriano Mr Eazi su “Combo”), se saranno cantate dai palasport gremiti o dalle folle dei club. Ma siamo curiosi di scoprirlo. Lo eravamo ai tempi di “Album” e continuiamo ad esserlo anche dopo questo “DNA”.

Fonti:

https://www.rockol.it/recensioni-musicali/album/9095/ghali-dna

La cultura “Hip-Hop” ha conquistato molti aspetti della vita di tutti i giorni: l’abbigliamento, la musica, i modi di fare e il cinema. Proprio grazie a quest’ultimo aspetto, noi di LSDF, non potevamo fermarci a raccontarvi il nostro mondo solo attraverso 5 titoli, la strada è ancora lunga e piena di chicche nascoste: Film semi-romantici, film puramente rap e commedie demenziali.

Ecco perchè abbiamo selezionato per voi “Altri 5 Film HipHop da vedere assolutamente”

1) 8 MILE

Alle soglie dei vent’anni, si può dire che 8 Mile (2002) sia un film che è rimasto a segnare un’epoca. Riesce a fotografare bene un determinato periodo storico, gli anni Novanta, di un determinato paese, gli Stati Uniti, e un determinato ambiente sociale, prima ancora che scena musicale. Infine, ruota attorno a un uomo che, checché se ne dica- Eminem è personaggio ostico, capace di attirare su di sé critiche e antipatie almeno quanto apprezzato sulla scena hip-hop – di quella scena è ed è stato indiscusso protagonista.

Il film è un viaggio nella Detroit più difficile, quella da cui la storia di Marshall Bruce Mathers III – vero nome di Eminem – è iniziata proprio agli albori degli anni Novanta. 8 Mile fu un successo non solo in patria, dove vinse il Premio Oscar per la miglior canzone, Lose Yourself, ad opera di Eminem stesso, che chiudeva il film – per la prima volta fu una canzone rap ad aggiudicarsi il premio. Con questo film Eminem guadagnò anche due MTV Movie Awards – miglior interpretazione maschile e miglior rivelazione – e due Grammy Awards  – miglior canzone rap e miglior performance solista.

2) STEP UP

Step up è un film del 2006 diretto dalla coreografa Anne Fletcher con Channing Tatum e Jenna Dewan. Racconta la storia di Tyler, un ragazzo che vive alla giornata e insieme agli amici Mac e Skinny Carter si diverte a commettere piccoli furti e bravate. Una sera i tre si intrufolano nel teatro della Maryland School of art danneggiando delle scenografie. Sorpresi da una guardia di sicurezza Tyler si addossa le colpe facendo scappare i due amici. Viene condannato a svolgere 200 ore di lavori socialmente utili proprio nella scuola che ha danneggiato.

Qui Tyler conosce Nora Clark un’allieva della scuola che sta preparando una coreografia a due per il saggio di fine anno durante il quale avrà la possibilità di farsi notare da importanti coreografi e di ottenere un ingaggio. Il suo partner però si sloga una caviglia e Tyler propone a Nora di sostituirlo perché, nonostante non abbia mai studiato, è un bravo ballerino. La ragazza accetta e tra i due nasce un grande affiatamento e presto anche un sentimento. Ma molti sono gli ostacoli che metteranno a repentaglio il loro rapporto e il futuro di Nora.

3) 2 SBALLATI AL COLLEGE

Due sballati al college (How High) è una commedia del 2001, diretto da Jesse Dylan e con attori protagonisti i 2 mitici MC “Method Man & RedMan”. La storia si incentra su due fumatori d’erba, Silas e Jamal. Quando l’amico Ivory muore, Silas fa uso delle sue ceneri come fertilizzante per un nuovo lotto di Ganja ma prima del suo esame per il college incontra Jamal. Entrambi vorrebbero fumare della marijuana ma hanno bisogno l’uno dell’aiuto dell’altro; iniziano così la loro amicizia. In quanto la pianta che fumano è stata concimata con le ceneri di Ivory, il suo fantasma appare ai due amici e li aiuta nel test facendoli passare con punteggio pieno. Mentre i docenti sono dubbiosi nell’offrire una borsa di studio ai due, loro si dimostrano non particolarmente attratti da ciò. Il preside Huntley, alla fine, suggerisce ai due di entrare all’università di Harvard. I due accettano l’offerta e continuano a usare l’erba “magica” per avere successo, ottenendo risultati sempre più grandiosi.

4) GET RICH OR DIE TRYIN’

Get Rich or Die Tryin’ è un film di genere Drammatico, Poliziesco del 2005 diretto da Jim Sheridan con Curtis Jackson e Benz Antoine. Distribuito in Italia da Universal Pictures. Possiamo dire che è una sorta di biografia dell’attore protagonista: “50 Cent”. Ovviamente stiamo parlando di una storia ritoccata e infiorettata per il grande pubblico, ma in linea di massima possiamo dire che sia la storia di Curtis Jackson.

Marcus (50 Cent), ragazzone timido e introverso, spaccia droga per strada, ma il suo sogno è fare soldi e diventare una star del panorama musicale. Grazie alla sua passione, riuscirà a salvarsi da un destino di delinquenza già segnato. Dopo Il mio piede sinistro (1989) e Nel nome del padre (1993), Jim Sheridan solca terreni più pop nel biopic su 50 Cent, celebre rapper colpito da nove colpi di pallottola, uno dei quali, sulla lingua, provoca il difetto sonoro diventato suo marchio di fabbrica. Sorta di gangster-movie, che trae il titolo dall’album d’esordio dell’artista e che richiama (troppo) da vicino 8 Mile (2002) di Curtis Hanson con Eminem: anche qui strada, rap e un passato difficile, ma con scelte narrative ancor meno convincenti, sono gli ingredienti di un prodotto prevedibile e senza guizzi, con uno sbilanciamento tra momenti introspettivi e inserti musicali.

5) NOTORIUS

Concludiamo questi altri 5 film con “Notorius”, film biografico sulla vita e sulla morte di “The Notorius B.I.G”.

Il 9 marzo 1997 Christopher George Latore Wallace, meglio conosciuto come The Notorious B.I.G., sta rientrando in macchina al suo hotel dopo essere stato al Soul Train Award di Los Angeles quando un uomo a bordo di un’auto apre il fuoco uccidendolo all’istante. Il secondo album del celebre rapper della East Coast, “Life After Death”, esce quindici giorni più tardi e debutta al primo posto delle classifiche. Notorious è la cronaca (romanzata) della vita di Wallace. Partendo dalla notte dell’omicidio, il regista George Tillman, Jr. ne ripercorre in maniera cronologica tutte le tappe, da quando ragazzino veniva deriso dai compagni di scuola per la sua stazza e perché scriveva rime, al primo contratto discografico con la Bad Boy Records di Sean “Puffy” Combs, dagli anni in cui, giovanissimo, si guadagnava da vivere spacciando droga per le strade di Brooklyn alle tormentate storie d’amore con baby mama Jan, Kimberly “Lil’ Kim” Jones e Faith Evans.
A scandire l’ascesa dell’icona del rap sono i brani (editi) dello stesso Notorious B.I.G. che raccontano la sua storia e allo stesso tempo offrono la colonna sonora ideale per mettere in luce il contesto in cui nascevano i suoi testi taglienti, violenti e autobiografici. All’epoca l’hip-hop si divideva principalmente in due fazioni; da una parte risuonava la West Coast con Snoop Doggy Dogg, Dr. Dre, Tupac Shakur e la Death Row Records e dall’altra ribatteva la East Coast con la Bad Boy Records di Sean “Puffy” Combs e Craig Mack, The Notorious B.I.G. e i suoi “protetti”, i Junior M.A.F.I.A.. La battaglia a colpi di rime (e di armi da fuoco) diviene del biopic punto focale nel momento in cui i rapporti tra Biggie Smalls (altro moniker del massiccio Mc) e 2Pac si irrigidiscono culminando con minacce e spari, ma la cronaca dei fatti manca di obiettività e presenta qualche lacuna. Laddove il film addita i media come principali responsabili del crescente astio tra le due fazioni rivali, la storia perde parte della sua credibilità e cede al buonismo liberando gli esponenti della East Coast dalle accuse e tramutando persino Puff Daddy in una sorta di paladino della giustizia.
Se è vero che da un’opera, per quanto biografica, prodotta da amici e parenti non ci si può aspettare assoluta franchezza e veridicità, Notorious (prodotta dalla signora Voletta Wallace, da Sean Combs e soci, e interpretata dal figlio del rapper, CJ, nel ruolo di Chris bambino) può essere considerata più un omaggio a un grande artista che non un puro biopic. Tuttavia la bravura degli attori – l’esordiente Jamal Woolard offre corpo e movenze a Biggie Smalls in una prova eccellente, Angela Bassett si confronta magistralmente col ruolo della madre e Derek Luke si dimostra più che capace a vestire gli eleganti abiti di Combs – fa del film di George Tillman, Jr. un buon prodotto d’intrattenimento per i seguaci della scena hip-hop e per quanti non conoscessero l’uomo che iniziò la scalata al successo sentendosi pronto a morire e la terminò a soli ventiquattro anni quando si era finalmente detto pronto a vivere

Vans ne ha fatta di strada, sopra e sotto la tavola, da quel lontano 1966 quando era conosciuta come The Van Doren Rubber Company. Fu una delle prime a produrre scarpe e venderle direttamente al pubblico: pensate che venivano realizzate in giornata, pronte per il ritiro nel pomeriggio. La prima Vans #44, che ora è conosciuta come Authentic, nacque in quel periodo.
Per questo noi di LSDF (da ex sk8ter ci sono particolarmente legato, soprattutto al modello “Slip-on”) abbiamo deciso di ripercorrere le tappe più importanti della storia di questo “Brand” e di spiegarvi le caratteristiche che le hanno rese non solo immediatamente riconoscibili, ma anche iconiche ed indimenticabili.


Cosa significa “Off The Wall“?

L’espressione “Off The Wall” è stata coniata negli anni ‘70 dagli skater che provavano nuovi trick nelle piscine vuote e facendo acrobazie staccandosi dalle pareti con la tavola, ovvero “off the wall” nel vero senso della parola. In quel periodo, gli skater erano emarginati dalla società e si esprimevano attraverso lo stile del loro sport. Non sono stati solo i pionieri dello skateboard, ma hanno espresso la loro creatività attraverso l’arte, la musica, la moda e la cultura di strada. Da più di 50 anni, “Off The Wall” è sinonimo di quell’originale spirito di ribellione e di espressione creativa.

Vans ha fatto suo questo slogan, perché incarna perfettamente l’etica e l’identità del brand, nonché la passione per gli action sport, l’arte, la musica e la street culture.

1976

Le Vans #95, ora note come Era, dal collo imbottito e in diverse combinazioni di colori, vengono disegnate da Tony Alva e Stacy Peralta e diventano le scarpe predilette di una generazione di skater.

Le Vans #36, le Old Skool, debuttano con la ora celebre banda laterale Vans. Sono le prime scarpe da skate di Vans a incorporare i pannelli in pelle per garantire una maggiore resistenza. La banda laterale, in origine nient’altro che un semplice scarabocchio di Paul Van Doren noto come “Jazz Stripe”, è invece diventata il marchio distintivo di Vans.

Vengono presentate anche le Vans #98 e, con l’aiuto di skater e rider di BMX, le Vans Classic Slip-On spopolano nella California del sud, gettando le basi per l’originale profilo Slip-On che diventerà un’icona per le generazioni a venire.

1978

Le Sk8-Hi vengono presentate nel 1978 come le “Style 38” e sfoggiano l’ormai iconica banda laterale Vans su un altro modello innovativo. Con questo modello la funzionalità delle scarpe da skate raggiunge un nuovo livello: fino alla caviglia, un punto degli arti inferiori spesso usato e abusato. Le Sk8-Hi non solo proteggono le ossa dagli urti con lo skate, ma introducono anche un look completamente nuovo nello skate park.

Il modello più iconico di Vans è stato presentato al mondo intero nel film Fuori di testa. La cultura giovanile della California, assieme alle Classic Slip-On, è diventata un fenomeno dilagante grazie a un surfista e alle sue scarpe. L’inconfondibile motivo checkerboard diventa subito un’icona.

1984

Vans attiva la procedura di protezione prevista dal Capitolo 11 della legge fallimentare statunitense. Sebbene i principali modelli di scarpe Vans stiano vendendo bene, l’ampia gamma di prodotti offerti da Vans ha prosciugato le risorse aziendali e Vans non è in grado di onorare i suoi debiti.

I tribunali approvano il piano di riorganizzazione quando Paul Van Doren ritorna Presidente; Paul dice a tutti i dipendenti che potrebbero non ottenere un aumento per tre anni e che ci saranno tagli su tutto tranne che sulla qualità delle scarpe Vans.

1988

Lancio della Vans Steve Caballero, la prima scarpa da skate firmata. Le Half Cab sono poi diventate uno dei modelli più iconici e influenti nella storia dello skateboard.

1995

Vans organizza la prima edizione del Warped Tour, una tournée di musica e sport estremi. Inizialmente celebre per l’essere una vetrina per i gruppi Punk Rock ospita annualmente anche Alternative Rock, Emo e Post Hardcore. Il fondatore del Warped Tour, Kevin Lyman, ha dichiarato che il Vans Warped Tour del 2018 sarebbe stato l’ultimo. Per il 25esimo anniversario del tour si sono tenuti altri tre eventi nel 2019.

Nel 96′ Vans e Supreme lanciano una partnership a lungo termine con una serie di Old Skool in co-branding e nel 98′ Vans apre una struttura unica nel suo genere: Uno Skate-Park Indoor/Outdoor di 4000 metri quandrati nel centro commerciale Block at Orange nella contea di Orange in California

2001

Vans collabora alla produzione di “Dogtown and Z-Boys”, il documentario di Stacy Peralta sugli inizi dello skateboard e sulle personalità che hanno contribuito all’evoluzione di questo sport. Il film si aggiudica il premio del pubblico e il premio per la migliore regia al Sundance Film Festival (Noi consigliamo la visione di “Lords of Dogtown” del 2005 scritto sempre da Stacy Peralta).

2003

Il team di skater Vans intraprende il suo primo tour internazionale: il Pleased to Meet You Tour raggiunge sette Paesi in Europa e 30 città negli Stati Uniti.

Vans lancia la collezione Vault by Vans, una linea di modelli di scarpe intramontabili che combina alta moda e design esclusivo con le silhouette classiche di Vans. Oggi, Vault by Vans continua a dare vita a partnership innovative, annoverando collaborazioni con colossi della moda del calibro di Marc Jacobs e l’artista contemporaneo Takashi Murakami.

2004

Vans lancia Vans Customs su http://www.vans.com, consentendo ad aspiranti stilisti di creare le proprie Classic Slip-on utilizzando centinaia di combinazioni di colori e motivi. A ottobre, le Old Skool vengono aggiunte ai modelli disponibili.

2005

In un evento che molti nel settore dello skateboard ritengono il miglior bowl contest di tutti i tempi, Rune Glifberg, Chris Miller e Cara-Beth Burnside sono i vincitori dell’inaugurale Pro-tec Pool Party, una replica della leggendaria e ormai defunta Combi Bowl del Vans Skatepark al centro commerciale Block at Orange. L’evento del 14 maggio si svolge di fronte a un pubblico numerosissimo e attira una folla di maestri e professionisti ai massimi livelli.

2006

Conosciuta da tempo come leader nel settore delle scarpe per sport estremi, Vans lancia un’intera collezione di abbigliamento da uomo e donna. Lo skater professionista Anthony Van Engelen diventa il primo rider del team Vans Apparel.

Vans rinnova una vecchia conoscenza quando il leggendario skater Christian Hosoi entra a far parte della squadra. Gli skater festeggiano con l’uscita del modello in edizione limitata Hosoi Rising Sun Sk8-Hi.

2007

Vans presenta la sua collezione speciale più attesa di sempre con la serie Vans x The Simpsons. Le grafiche sono curate da Kaws, Stash, Gary Panter, Geoff McFetridge, Dave Flores, Futura, Mr. Cartoon, Sam Messner, Taka Hayashi, Tony Munoz, Todd James e Neckface.

2009

HARRY N. ABRAMS PUBBLICA “VANS: OFF THE WALL, STORIES OF SOLE FROM VANS ORIGINALS”, CHE RACCONTA LA STORIA DELLE NUMEROSE LEGGENDE DEGLI SPORT D’AZIONE, DEGLI ARTISTI E DEI MUSICISTI CHE HANNO CONTRIBUITO A FARE DEL MARCHIO VANS UN’ICONA DELLA CULTURA CALIFORNIANA. PER CELEBRARE IL 50° ANNIVERSARIO DEL BRAND, IL LIBRO VIENE RISTAMPATO CON NUOVI CAPITOLI E UNA COPERTINA IN EDIZIONE LIMITATA, DISPONIBILE DA SUBITO PER L’ACQUISTO.

2010

Vans apre House of Vans a Brooklyn, uno skate park e spazio per eventi a New York, con la musica dei Public Enemy e un’impegnativa sessione di skate nelle bowl con leggende quali Tony Alva, Steve Caballero e Omar Hassan.

2011

Vans pubblica il suo primo film sul surf, “Get-N Classic, Vol. 1”, con i fratelli Pat e Dane GudauskasJoel TudorJohn Florence e il resto del team di surfisti Vans. La squadra raggiunge poi il suo massimo potenziale con l’ingresso di Wade Goodall, primo surfista australiano del team, e Dane Reynolds, uno dei surfisti più talentuosi al mondo.

2012

Vans presenta la prima cupsole vulcanizzata. La nuova tecnologia WAFFLECUP™ combina il supporto e la resistenza di una cupsole con la sensazione di una migliore aderenza, tipica delle scarpe vulcanizzate Vans

2013

Vans collabora con la rock band Metallica. Ciascun membro dei Metallica (James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett e Robert Trujillo) progetta la propria scarpa e collabora con atleti Vans tra cui Pat Moore, Steve Caballero, Nathan Fletcher e Tony Trujillo per una serie speciale di OffTheWall.TV, ridefinendo ulteriormente cosa significa far parte della famiglia Vans.

Vans collabora con Disney per la collezione Autunno 2013 in cui prendono vita alcuni dei più amati personaggi Disney, come TopolinoWinnie the Pooh e Paperino. In questa serie, le classiche scarpe Vans riprendono i modelli della fine degli anni ’80 andati perduti negli archivi aziendali.

Lo skateboarder professionista Chima Ferguson e Vans creano la collezione di scarpe Chima Pro, il primo modello pro firmato in sei anni.

2014

IOURI ‘IPOD’ PODLADTCHIKOV VINCE L’ORO AI GIOCHI OLIMPICI DI SOCHI INDOSSANDO SCARPONI DA SNOWBOARD VANS E DETRONIZZANDO LA PRECEDENTE MEDAGLIA D’ORO SHAUN WHITE.

Vans collabora con il franchise dei Beatles per creare la collezione The Beatles Yellow Submarine by Vans (primavera 2014), ispirata alle iconiche immagini dell’album e del film The Yellow Submarine.

A maggio, Vans festeggia il decimo Vans Pool Party annuale e introduce per la prima volta una divisione Legends. I vincitori della divisione Legends sono Chris Miller, Jeff Grosso e Christian Hosoi. I vincitori della divisione Masters sono Bruno Passos, Brian Patch e Darren Navarrette.

Il leggendario skater Geoff Rowley si unisce all’impressionante programma di abbigliamento del marchio. Geoff Rowley, skater al cento per cento, è ora Vans al cento per cento.

Vans parte per una galassia lontana lontana… una collezione fuori dal mondo con grafiche della trilogia originale di Star Wars. Che la Forza sia con te, Vans! La collezione offre scarpe Classics e Vault by Vans, abbigliamento da uomo e accessori da donna. Combinando le tradizionali stampe Vans con gli iconici personaggi di Star Wars, le due entità offrono una collezione capsule davvero inedita in tutta la galassia.

Ad agosto, la House of Vans London, uno spazio di 3.000 mq dedicato ad arte, musica e skate, apre sotto la Waterloo Station, nel pieno centro creativo di Londra. Rappresentando a pieno l’eclettica diversità della città e gli ambienti culturali che hanno sposato Vans fin dai suoi albori ben cinque decenni prima, House of Vans apre mettendo la creatività al centro di tutto e impegnandosi a coltivare le nuove generazioni.

VANS VIENE SCELTO COME “MARCHIO DELL’ANNO” DA FOOTWEAR NEWS DURANTE I PREMI ANNUALI DEL SETTORE NEL DICEMBRE 2014. CAROL LIM E HUMBERTO LEON DI OPENING CEREMONY E DIRETTORI CREATIVI DI KENZO CONSEGNANO IL PREMIO AL PRESIDENTE DI VANS, KEVIN BAILEY.

2015

A maggio 2015, Vans fa la storia dello skate con l’attesissimo lancio di PROPELLER: A Vans Skateboarding Video, il primo film del brand a tema skateboard. Questo evento memorabile non solo ha acceso i riflettori di tutto il mondo sull’intero team Vans Pro Skate, ma ha anche rappresentato un riconoscimento globale della storica eredità di Vans nello skateboard. PROPELLER diventa uno dei film di skate più venduti su iTunes.

Nell’estate del 2015 Vans presenta le collezioni Disney and Vans “Young at Heart” e Vault by Vans x Takashi Murakami. Queste collaborazioni diventano immediatamente dei best seller in tutto il mondo.

VANS PRESENTA LA PRIMA COLLEZIONE DI ABBIGLIAMENTO FIRMATA GEOFF ROWLEY CON IL LANCIO DELLE NUOVE ROWLEY SOLO PER LA SEZIONE PRO SKATE.

2016

Il 16 marzo 2016 Vans festeggia 50 anni di tradizione “Off The Wall” con il lancio della campagna The Story of Vans. La storica campagna multimediale batte tutti i record con visualizzazioni in tutto il mondo e in più lingue. Con un cenno al passato e uno sguardo al futuro, Vans espande la House of Vans aprendo dieci nuove sedi in tutto il mondo per onorare la variegata storia del marchio e dando il benvenuto ai nuovi arrivati nella famiglia Vans.

Vans istituisce la prima serie di Park Terrain World Championship maschile e femminile, la Vans Park Series. La Vans Park Series mira a far crescere la cultura e i valori dello skateboard a livello globale.

Nel mese di giugno, al Mohawk di Austin (Texas), Vans presenta in anteprima Illustrated, il primo lungometraggio del marchio sul mondo delle BMX. Il team BMX di Vans è composto da persone che si spingono costantemente oltre i limiti del possibile. Per darcene una prova, questi maestri delle due ruote hanno utilizzato asfalto, terra e legno come una tela per esprimere lo stile e l’approccio artistico che li contraddistinguono. I luoghi in cui sfrecciano i rider rimangono segnati dal loro passaggio: dalle tracce dei pneumatici sul terreno ai segni su muri, rail e ledge. Tutto questo è Illustrated.

2017

La talentuosa skater Vans Lizzie Armanto diventa professionista! Lizzie si guadagna l’ambita copertina di Thrasher Magazine a maggio 2017. È la prima donna a ottenere la copertina della famosa bibbia dello skateboard in oltre vent’anni.

Vans lancia le UltraRange, una vera innovazione nel settore delle scarpe. Sempre con la valigia pronta, il surfista professionista del team Vans Pat Gudauskas trova infinita ispirazione viaggiando in tutto il mondo alla ricerca dell’onda perfetta. Grazie alla sua collaborazione, Vans si avventura nella creazione di un nuovo modello per offrire la massima versatilità in diversi contesti e stili di vita, dando vita alle UltraRange. Le UltraRange rappresentano il percorso di Vans verso un nuovo livello di innovazione, ampliando la visione del marchio per creare prodotti funzionali e confortevoli.

Il 2017 vede il debutto del campionato Vans BMX Pro Cup come evento definitivo per le gare di BMX park su terra battuta, una vetrina per mettere in mostra il talento dei migliori atleti di tutto il mondo in questa disciplina. La Vans BMX Pro Cup dà il via alla sua stagione inaugurale a Sydney, in Australia, chiudendo con un finale straordinario all’US Open of Surfing di Huntington Beach, in California. Larry Edgar viene incoronato primo campione del mondo alla Vans BMX Pro Cup.

Vans e Karl Lagerfeld annunciano il lancio di un’esclusiva capsule collection Vans x Karl Lagerfeld a settembre. La collezione in tono chic parigino reinterpreta i classici modelli Vans attraverso lo sguardo di un’icona di stile dando espressione alla collaborazione naturalmente trendy tra due nomi prestigiosi della moda.

Vans celebra i 25 anni della Half Cab, la scarpa da skateboard più iconica al mondo. Creata dagli street skater all’inizio degli anni ’90 tagliando il collo dell’originale modello Vans ”Caballero” Pro, l’iconica scarpa firmata dalla leggenda dello skateboard Steve Caballero ha superato la prova del tempo rimanendo una delle più apprezzate scarpe Vans Pro Skate.

Fonte:

https://www.vans.it/since66.html#2017

“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

OGGI – ENSI

Oggi è il presente di Ensi, il primo capitolo del suo nuovo viaggio.

Cambia tutto sempre ma alla fine non cambia nada” rappa Ensi nella prima rima di “090320“, il pezzo che apre Oggi, il suo nuovo EP. Una barra dal sapore gattopardiano in cui si racchiude il senso di questo progetto, nato “dalla voglia di fare qualcosa di diverso, di uscire dalla comfort zone, anche se il rap ce l’ho sempre sottopelle” e che “non vuole ammiccare al sound del momento o ad una corrente che in parte vedo distante da me, ma vuole essere un lavoro attuale per il 2020, mantenendo comunque quei punti fermi che mi hanno sempre contraddistinto e quel rap fatto con le maiuscole”.

Contenuto 👻👻👻👻👻(5)

Se la forma cambia, la materia resta invariata: anche su un nuovo sound, ancora una volta Ensi dimostra di essere un peso massimo del genere, di quelli che non ne dimenticano la storia e le origini, e le sue rime restano incisive come sempre e colpiscono come schiaffi in pieno volto, tra un riferimento alla storia del rap in Italia (“Non ho mai sopportato quella musica elettronica, da ragazzino volevo entrare in Area Cronica”), e frecciate ben assestate a certa scena odierna, artisti e addetti ai lavori compresi (“Mi scrollo la minchia con questi gossip del rap, chiamami solo se si riuniscono i Dogo o i Co’Sang”, “Molla se non reggi questa merda, sembra che fate i rapper qua per non andare in guerra”). “Nessun dissing velato però” – assicura durante la conferenza stampa, rigorosamente in streaming – “se dovessi fare nomi lo farei; arrivo dalle battle di freestyle, non avrei problemi a sistemare qualche conto in sospeso con qualcuno. Mi riferisco più che altro ad una corrente che sembra dare troppo peso a certe cose, come se i numeri siano un sinonimo di quanto la tua arte sia di valore, e non c’è niente di più sbagliato.”

Sound : 👻👻👻👻👻 (5)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound.

Un incontro generazionale avviene nelle produzioni, affidate sia ad un coetaneo come Gemitaiz, sia ad alcuni dei nomi più freschi in circolazione come Chris NolanAndry The HitmakerStrageKanesh e Lazza, che stavolta lascia la penna per il beatmaking.

Non sappiamo ancora quale sarà il proseguimento di questo viaggio, ma se questo è il prologo non possiamo non essere impazienti di conoscere il capitolo successivo. Del resto, Ensi corre da sempre per la maratona, e – anche dopo tutti questi anni – Oggi è più in forma che mai.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻 (10)

Oggi è il primo disco dei nostri consigli che a mani basse si aggiudica il punteggio di 10 fantasmi su 10, sarà per gusti personali, nostalgici o altro, ma Ensi rimane un King, da sempre e per sempre.

Molte cose da dare alla nuova generazione di rapper, tra i feat. troviamo Dani Faiv (in Clamo, un “corso di aggiornamento del rap italiano”) e Giaime (in Mari “il pezzo più leggero dell’EP, in cui si affronta la tematica della marijuana ma con un tono più adulto e maturo”), con cui ha deciso di condividere il mic, sperimentando e mantenendo vivo il concetto di legacy, fondamentale nella cultura hip hop: “Ho voluto far coesistere varie generazioni; io sono un giovane veterano, un middle child, non sono un pioniere ma mi trovo a metà tra coloro che sono nati con l’analogico e coloro che invece sono nati completamente col digitale”.

Fonti:

Le Adidas Originals Superstar hanno compiuto 50 anni!
Solo le vere leggende possono arrivare a questo traguardo e anche oltre.
Per questo noi di LSDF abbiamo deciso di ripercorrere le tappe più importanti della storia di questo modello e di spiegarvi le caratteristiche che le hanno rese non solo immediatamente riconoscibili, ma anche iconiche ed indimenticabili.

Dal campo agli spalti

Le Superstar nacquero nel 1969 come scarpe da basket basse in pelle indossate dal famoso giocatore dei Lakers Kareem Abdul-Jabbar.
15 anni dopo furono adottate dalla scena Hip-Hop per diventare un’icona di strada, infatti il gruppo Run DMC gli dedicò addirittura una canzone intitolata “My Adidas”:

We make a good team my Adidas and me
We get around together, rhyme forever
And we won’t be mad when worn in bad weather
My Adidas
My Adidas
My Adidas

Riconoscendo il grande potenziale commerciale di questi artisti, il brand tedesco fece loro firmare un contratto da 1 milione di dollari e così i Run DMC divennero i primi ambasciatori non sportivi di una marca di attrezzatura per lo sport lanciando al contempo la moda della linguetta in avanti senza stringhe:

With no shoe string in em, I did not win em

A metà degli anni ’90 le Supestar erano così popolari che arrivarono perfino al mondo dello skateboarding schiacciando il mito Vans ed iniziando a comparire ovunque per la città ai piedi degli skater.
E i liceali, che si potevano atteggiare a b-boy aggiungendo i famosi fat laces alla silhouette.
Queste sneakers rappresentavano il simbolo dell’appartenenza ad un club, ad una nicchia esclusiva di cui tutti volevano formarne parte.
Possiamo dire che la superstar è stata la prima grande sneaker universale.

Disegno e materiali delle Superstar

Queste sneakers puntano molto sulla qualità dei materiali utilizzati per la fabbricazione.
Soprattutto in riferimento agli anni ’70, la pelle della tomaia era tecnicamente superiore a quella degli altri modelli sul mercato, il che le rendeva ideali per praticare sport a livello professionale come tennis e basket.

Rispetto alle altre sneakers, le Superstar presentavano anche una serie di altri miglioramenti tecnici: softprotect nel tallone, linguetta imbottita, interno in nylon, trazione eccezionale e leggerezza della struttura.
Ma gli elementi più identificativi rimangono la punta in gomma a conchiglia, da qui il soprannome shell shoe, e le 3 strisce a zig zag sui fianchi che hanno fatto la storia di Adidas Originals.

Di questo modello bisogna fare particolare riferimento agli esemplari degli anni ’70 fabbricati in Francia che, con una grande tradizione manifatturiera alle spalle, riusciva ad amplificare e perfezionare le migliorie tecniche indicate in precedenza per farli diventare modelli da collezione.

La Stanza dei Fantasmi
presenta
il MixTape di Ed Crain:
Follia” MixTape

Sonorità Hip-Hop, Trap ed Fusion
fanno da sottofondo a questo MixTape.
Lo stato mentale vissuto durante la pandemia,
i disagi e la limitazione della libertà individuale
fanno da sfondo all’immaginario comune.

Pensato e scritto da Ed Crain,
nell’arco di 4 mesi, è stato missato e masterizzato
presso Zero Sucker Studio.

Disegno di Copertina di Ylenia Hudson.

Italo Matteo De Luca (in arte Ed Crainclasse ‘80.
Si avvicina alla scrittura
con stesura di abbozzati testi in prosa,
dall’età adolescenziale.
Le influenze d’oltreoceano, come Gang Starr e Chali 2na,
e quelle nostrane, come Salmo e Primo,
hanno modellato la passione per la cultura Hip-Hop,
attraverso l’approccio alla pratica del Rap.
Nel 2015 pubblica il suo primo MixTape “Fuori Orbita“.
Nel 2018 pubblica, di seguito,
 “A Cosa Pensi ¿” e “A Cosa Pensi ¿ 2.0“.
Nel 2019, rilascia il singolo “Fallo Pure Tu“,
disponibile su tutte le piattaforme digitali,
in collaborazione con Lo Spettro,
autore della composizione e del lavoro in studio,
presso “La Stanza Dei Fantasmi“, a Milano.

Le tendenze che hanno plasmato lo streaming nel 2020 con le speciali classifiche del colosso della musica on demand.
Le canzoni più ascoltate su Spotify nel 2020.
Anche quest’anno il colosso dello streaming musicale ha rilasciato le classifiche con i brani di tendenza dell’anno.
Elencati gli artisti più “streammati” da milioni di utenti.
Presentato il nuovo Spotify Wrapped,
il riassunto personalizzato degli ascolti del 2020,
per gli utenti di tutto il mondo.
A partire dal 2 Dicembre 2020, gli utenti potranno vivere infatti una vera e propria esperienza personalizzata in-app e ripercorrere il riassunto dei loro ascolti quest’anno.
Wrapped è disponibile esclusivamente sull’applicazione mobile Spotify (iOS e Android).
Basterà aprire l’app e dalla propria Home si potrà iniziare l’esperienza.
Quest’anno sono state aggiunte alcune nuove funzionalità per conoscere meglio se stessi in un modo sempre più interattivo.

Canzoni più ascoltate Spotify 2020

Inutile dire che il 2020 è stato un anno diverso dagli altri,
che, nonostante le sue sfide uniche, ha ispirato la creatività. 
Anche il 2020 ha suonato in modo diverso
e in tutto questo l’audio ha agito da compagno,
rafforzando le nostre connessioni con il mondo che ci circonda
e dandoci speranza.

Artisti più ascoltati in streaming a livello globale

Il rapper portoricano Bad Bunny rivendica il primo posto
con oltre 8,3 miliardi di stream quest’anno da fan di tutto il mondo.
Il suo album YHLQMDLG, uscito alla fine di febbraio e con collaborazioni con SechAnuel AA e Daddy Yankee, è anche l’album numero uno in streaming. 
A seguire Bad Bunny è Drake e la star latina J Balvin.
Il quarto artista più ascoltato in streaming è il defunto rapper Juice WRLD, seguito da The Weeknd .

  1. Bad Bunny
  2. Drake
  3. J Balvin
  4. Juice WRLD
  5. The Weeknd

Artiste donne più ascoltate al mondo

Billie Eilish continua il suo regno come artista femminile più ascoltata su Spotify per il secondo anno consecutivo, seguita da Taylor Swift e Ariana Grande nelle posizioni due e tre. La quarta e la quinta artista femminile più ascoltata sono
Dua Lipa e Halsey.

  1. Billie Eilish
  2. Taylor Swift
  3. Ariana Grande
  4. Dua Lipa
  5. Halsey
Billie Eilish


Canzoni più ascoltate a livello globale

La canzone più ascoltata dell’anno è ”Blinding Lights” di The Weeknd ,
che ha resistito forte dopo essere stata la seconda canzone più ascoltata dell’estate con quasi 1,6 miliardi di stream quest’anno.
Al secondo e al terzo posto, rispettivamente, ci sono l’ex busker australiano Tones And I virale del 2019Dance Monkey” e ”The Box” di Roddy Ricch.
La quarta canzone più ascoltata è l’accattivante ”Roses – Imanbek Remix” di Imanbek e SAINt JHN, seguita da ”Don’t Start Now” di Dua Lipa .

The Weeknd
  1. Blinding Lights – The Weeknd
  2. Dance Monkey – Tones And I
  3. The Box – Roddy Ricch
  4. Roses – Imanbek Remix – Imanbek e SAINt JHN
  5. Don’t Start Now – Dua Lipa

Album più ascoltati a livello globale

YHLQMDLG, Bad Bunny

L’album più ascoltato del 2020 è YHLQMDLG di Bad Bunny con oltre 3,3 miliardi di stream,
seguito da “After Hours di The Weeknd
e “Hollywood’s Bleeding” di Post Malone.
A completare la lista degli album più-streammati troverete 
Harry Styles “Fine Line” e Dua Lipa Future Nostalgia

  1. YHLQMDLGBad Bunny
  2. After HoursThe Weeknd
  3. Hollywood’s BleedingPost Malone
  4. Fine LineHarry Styles
  5. Future NostalgiaDua Lipa

Artisti e brani più ascoltati in Italia

Quello che emerge da Wrapped 2020 è che i generi più ascoltati in Italia e nel Mondo sono Rap e Trap, i più amati dai giovanissimi.
Dietro tha Supreme, si piazzano Sfera Ebbasta, Marracash, Gue Pequeno e Geolier.
Tra gli artisti dell’anno emerge Irama: la sua Mediterranea è la canzone più ascoltata nel 2020.
Grandissima Elodie: il suo album, This is Elodie, ha superato i 360 milioni di stream accaparrandosi il titolo di album di donna più venduto nel 2020 in Italia.

tha Supreme

Gli artisti più ascoltati

1. tha Supreme
2. Sfera Ebbasta
3. Marracash
4. Guè Pequeno
5. Geolier

Le canzoni più ascoltate
1. Mediterranea – Irama
2. Good Times Ghali
3. M’ Manc – Shablo feat. Geolier and Sfera Ebbasta
4. A Un Passo Dalla Luna – Ana Mena e Rocco Hunt
5. blun7 a swishland – tha Supreme

Gli album più ascoltati
1. 24 6451tha Supreme
2. PersonaMarracash
3. DNAGhali
4. Mr. FiniGuè Pequeno
5. Emanuele (Marchio registrato)Geolier