“Dal Rap alla Trap e viceversa”

Nel 2016 in Italia inizia a diffondersi la TRAP sottogenere dell’ Hip Hop nato nel sud degli Stati Uniti e sviluppatosi tra la fine degli anni novanta fino al 2000.

I precursori della Trap in Italia invece furono SFERA EBBASTA e CHALRLI CHARLES, anche se si ritiene che il primo album italiano con alcune sonorità trap sia stato Il ragazzo d’oro di Gué Pequeno del 2011.


Il vero momento epico per la trap in Italia arriva con l’album XDVR del rapper milanese Sfera Ebbasta , prodotto interamente da Charlie Charles, uscito nel giugno 2015 Disco ispirato alla musica statunitense e francese del genere, in particolare per quanto riguarda le sonorità e il mood fino a quel momento in Italia sconosciute. Contemporaneamente, nella scena hip hop romana si delinea il profilo della Dark Polo Gang prodotta da Sick Luke, che riesce in pochissimo tempo ha ritagliarsi un ruolo fondamentale nella nuova scena italiana.


Successivamente uscirono fuori nomi come quello di Ghali, Capo Plaza Izi, Rkomi e Tedua: frequenti collaboratori di produttori e rapper ( Charlie Charles, Sick Luke, Sfera Ebbasta e Dark Polo) considerati anche loro esponenti della cosiddetta nuova scuola dell’hip hop italiano, nonostante un sempre più progressivo distanziamento dalla trap verso sonorità più pop. Tra le donne che possono essere ricordate nella musica trap italiana ci sono Chadia Rodríguez, Leslie (Lisa Cardoni), Beba, Comagatte, Madame. Genere che ha cmq reso possibile la partecipazione del sesso femminile in modo attivo e significativo.


Dopo la trap, è l’ora della drill, sottogenere del rap, seguendo l’esempio di Francia e Gran Bretagna è giunta da noi con gli stessi suoni e le tematiche che la caratterizzano all’estero. Testi malinconici ed esibizione del lusso: rap che non può prescindere da questi due fattori. Genere che è soprannominato “trap nichilista” : sono rappers che raccontano della loro vita difficile nelle periferie d’Italia e di un passato spesso legato alla malavita per il disagio vissuto nei quartieri più poveri delle metropoli. La maggior parte di questi Trapper sono giovani che in questi anni hanno dominato le classifiche e che hanno sempre etichettato i vecchi
RAPPERS come datati e a rischio estinzione.

Oggi la realtà racconta una storia diversa e la nuova generazione è meno forte di qualche anno fa. La trap è durata davvero poco! Non ha saputo rinnovarsi. Non è riuscita a trovare i canali giusti per restare sempre in voga. Sono i quarantenni, infatti, che stanno dominando ora la scena riportando il Rap nei piani alti. Nel 2019 “Persona” di Marracash è stato fondamentale e ha gettato le basi per il ritorno ad un rap di contenuto, di riflessione ma sicuramente non “conservatore” in quanto nei lavoro di Marra sono presenti sonorità attualissime.


Sulla stessa scia di Marra sono riusciti a distinguersi rappers (tutti quarantenni) come Salmo, Guè Pequegno, Noyz Narcos, Gemitaiz,Inoki. Sono riusciti a riportare il pubblico ad ascoltare nuovamente un disco. Abitudine che negli anni si era persa. Attraverso i loro album ricchi di stile e rime tipiche della loro scuola di provenienza (hip hop) e attraverso i contenuti sempre più profondi e originali sono riusciti ad opporsi in modo intelligente ad una nuova generazione che stava comunque spingendo dal basso ma che ormai è destinata ad estinguersi. Questo a dimostrazione del fatto che oggi una “canzone” è concepita per attrarre lo spettatore nell’immediato e non è invece destinata a rimanere nel tempo.

Questi artisti invece sono riusciti a creare degli album che molto probabilmente resteranno nel tempo e che stanno segnando un cambiamento per la musica rap italiana significativo.


Questo nuovo anno ci darà ancora altri dischi che tutti gli amanti del genere aspettano da diverso tempo. Altri due “quarantenni” FABRI FIBRA e LUCHE’ saranno sicuramente protagonisti della scena con i loro nuovi album. Sarà un anno importante in cui molto probabilmente il Rap in Italia inizierà a prendere una direzione ben precisa e forse finalmente riuscirà ad avere il posto che merita lontano dalla musica pop italiana.

Lo Zio Eddy

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