IL NUOVO SINGOLO DI “SMECO DA RUA”

ESCE IN DIGITALE IL NUOVO SINGOLO

“ARTISTI IN MALORA”

Dal 30 Settembre 2022 disponibile, su tutti i Digital Stores,
ARTISTI IN MALORA”,
nuovo singolo di Smeco Da Rua
(etichetta Babuzzle – edizioni Thaurus Publishing).

Ascolta il Brano su Spotify.

Dopo il singolo “Les jeux sont faits Smeco Da Rua torna,
con i fedeli produttori Lo Spettro e Monky B,
a proporre la #CALAFROTRAP:
Rap, Trap, Hip-Hop e Afro fusi in uno stile personale,
che non diniega, anzi omaggia con ironia, le proprie origini calabresi.

˂˂ Quando mi chiedono di dove sei?” – afferma Smeco Da Rua- io rispondo “Calafrika!”. Forse perché ci separa solo il mare, forse per il caldo d’estate che fa dire che ti sembra di stare in Africa. Credo anche perché qualcuno, per denigrare le nostre città o la nostra regione Calabria, ci abbia definito “calafrikani”, come per offenderci; ma noi non ci siamo offesi, anzi! Ci siamo tenuti l’appellativo con orgoglio e senza vergogna˃˃.

Fisarmonica – omaggio alla musica popolare calabrese – metriche accattivanti e metafore pungenti sono gli ingredienti di “Artisti in malora”, nuovo brano del rapper calabrese Smeco Da Rua.
Gli artisti caduti in malora cantati da Smeco Da Rua sono un sagace riferimento alla scena Trap, colpevole -secondo il rapper calabrese- di aver talmente svilito testi e contenuti, da aver ridicolizzato gli artisti, sino a condurli alla rovina.

Smeco Da Rua

Ettore Posca, classe 91′

Inizia a scrivere all’età di 12 anni,
avvicinandosi alla cultura Hip-Hop la cui ricerca, scoperta e comprensione,
attraverso l’ascolto dei grandi classici,
lo conduce a trasformare in canzoni le proprie canzoni in poesie.

Arrivano presto le prime pubblicazioni
Metafora (2012); il MixTape La Voce dei Muti (2014); Paranoia MixTape (2015).

La ricerca di nuovi stimoli porta al singolo “Vittima
(base di Watchowski, lavoro in studio de Lo Spettro DJ),
parte di un ampio progetto artistico, Greenta Music,
che sancisce la collaborazione tra Smeco Da Rua e il producer Lo Spettro DJ,
fondatore de La Stanza dei Fantasmi
(Officina Sonora nata con l’obiettivo
di produrre, promuovere e distribuire la musica #Urban).

Seguirà anche la collaborazione con l’amico e producer
Monky B
(con cui firma il brano Dancing Marijuana).

Nel 2018, Smeco Da Rua si trasferisce a Milano,
dove registra diverse tracce presso il Caveau Studios di Jack The Smoker,
sempre su beat di Watchowski.

Nel 2020, durante il lockdown,
pensa, scrive e registra “Al Piano di Sotto Mixtape“,
insieme a Lo Spettro DJ.

Ad Ottobre 2020 pubblica su YouTube, insieme a Lo Spettro DJ,
il video ufficiale di “Vintage” (regia di AnywayAgency).

Continuano gli appuntamenti culturali, tra musica, cinema e intrattenimento
della etichetta indipendente cosentina #LaStanzaDeiFantasmi.

#JustALilBeat – 22 Luglio – [c] Beat – Piazza Duomo (Cosenza)


Dopo il grande successo del 9 Maggio,
che ha visto La Stanza girare, produrre e distribuire il documentario autobiografico,
a sfondo musicale “#NotAnOrdinaryStory di Ed Crain“,
che racconta uno spaccato sociale e culturale,
attraverso gli occhi dei protagonisti della scena Hip-Hop underground.
dei primi anni del nuovo millennio a Cosenza,
con ospiti Claudio Dionesalvi, autore e giornalista, oggi impegnato con iCalabresi.it,
Amaele Serino, fondatore della Street Art School di Cosenza,
e Giuseppe “Kerò” Rimini,
DJ e produttore musicale, come pochi in Italia,
come promotori di una spinta importante del movimento culturale e politico
insieme ai giovani artisti emergenti calabresi Dote, Fallen, Fvkin Erre e Tulvio,
che hanno riempito gli spazi del Dipartimento Autogestito Multimediale,
del “Filorosso“,
messi a disposizione dall’associazione culturale “Entropia“,
con sede presso il “Polifunzionale” dell’Università della Calabria.

9 Maggio @Filorosso – Università della Calabria

Si ritorna in Calabria,
dopo gli ultimi 2 mesi
pieni di appuntamenti
tra DJ Set e Party nella città di Milano,
dove La Stanza,
officina sonora nata a Cosenza da un’idea de Lo Spettro DJ,
con l’obiettivo di produrre, promuovere e distribuire
la musica #Urban nel territorio nazionale,
si è trasferita,
gia prima dei lockdown, in seguito alla pandemia di CoVid-19.

Corso Telesio – Città Storica di Cosenza


La location scelta per questo evento è quella della Città Storica di Cosenza.
Luogo magico, pieno di storia e di tradizione,
che negli ultimi tempi,
nonostante l’incuria strutturale a cui l’intero distretto è soggetto,
sta rivivendo,
attraverso le attività e le manifestazioni sociali
delle realtà del territorio,
(come G.A.I.A ed il Comitato “Piazza Piccola)
impegnate nella ripopolazione di aree abbandonate della Città
e nel reinserimento sociale dei loro abitanti.

Nella magnifica cornice di Piazza Duomo,
di fronte alla magnificenza della Cattedrale di Santa Maria Assunta,
si affaccia uno dei locali storici più belli, cool e frequentati della movida cosentina:
il [c] Beat – Music Club.

Piazza Duomo (Cosenza)

Da sempre, le migliori band e i migliori artisti della città, e non solo,
allietano le notti di tutti i giovani, e meno giovani,
che amano apprezzare la bellezza
ed il sano divertimento che la Città Storica sa offrire.

Come non citare lo storico “Festival delle Invasioni“,
che a cavallo del nuovo millennio,
ha permesso a Cosenza, alla Calabria ed al Mezzogiorno d’Italia, tutto,
di poter assistere ed apprezzare alcune performance
coinvolgenti e commoventi,
tra gli artisti di livello internazionale che si sono esibiti,
come Fura dels Baus, Lou Reed, Patti Smith, Caparezza, Susan Vega.

LouReed.it

Cosi come il #RestartLiveFestival
ed il #BeAlternative,
che quest’anno stanno presentando,
sempre nella Città Storica di Cosenza,
un palinsesto di artisti del calibro di Brunori SAS, Ariete e Luchè.

Luchè – #RestartLiveFest

Proprio dopo il concerto di Luchè,
che si terrà nella location del “RendanoArena” ed inizierà alle ore 21:00,
inizierà l’evento in Piazza Duomo della Stanza.
Il 22 Luglio alle ore 22:22 avrà inizio lo spettacolo,
che vedrà la presentazione ufficiale di due prodotti musicali:
un “EP” ufficiale ed un “Singolo“,
che verranno rilasciati su tutte le piattaforme digitali,
dalla mezzanotte del giorno stesso.

The Piluso
Piluso Fly in the Sky – The Piluso

The Piluso EP,
anticipato dal singoloPiluso Fly in the Sky
prodotto interamente composto da un gruppo calabrese,
The Piluso“,
che fanno dei suoni funk un tratto distintivo del loro percorso artistico.
Molto attenti al confezionamento del loro prodotto musicale,
grazie al supporto di grafiche ufficiali di livello,
realizzate dall’artista digitale ScoRe,
per la Band e per l”EP” ufficiale.

87ZERO40

La giovane crew cosentina87ZERO40“,
composta dagli MC’sw “Osa Baby” e “Zaky
e dai produttori musicali “Flebo” e “Seizure“,
(tutti 18enni o poco più)
presenterà ufficialmente il loro primo lavoro,
17xDAVVERO“,
il cui video ufficiale uscito il giorno 1 Luglio 2022
ha gia raggiunto sui vari canali piu di 30000 contatti e visualizzazioni.

Riprese Video – La Stanza Dei Fantasmi

A concludere la serata ci saranno i membri della Stanza
che vedranno alternarsi il sound innovativo e sperimentale
TuttaSanaOssessione,
crew composta da Mista-D
e da il Folle,
seguiti dallo stile inconfondibile e ricercato
affiancate da skills e tecnica
de Lo Spettro DJ,
per un Party come a Cosenza non se ne vedevano da tempo.

Non fartelo raccontare: Vivilo!

#JustALilBeat – 22 Luglio – [c] Beat – Piazza Duomo (Cosenza)

“17xDAVVERO” // Osa Baby (prod. Flebo & Seizure)

Nel quartiere

Venerdì 1 Luglio il primo singolo
di Osa Baby
17xDAVVERO” (prod. Flebo & Seizure)
su YouTube,
distribuito prossimamente su tutte le Piattaforme Digitali,
da La Stanza Dei Fantasmi.

Primo progetto per la crew cosentina87ZERO40,
che vede giovani calabresi,
anzi giovanissimi,
cimentarsi nell’Arte e nella Musica.
Il progetto vede tutti i membri impegnati,
passando dai testi e dalla produzione
alla realizzazione e distribuzione del video.

Lo stile underground e la scelta dei suoni
sono figli del contesto urbano e sociale,
dei quartieri della Città di Cosenza,
dove gli “87ZERO40” sono cresciuti.

Osa Baby

La pubblicazione del prodotto
è frutto di anni di studio e lavoro,
nonostante la giovanissima età di tutti i membri.
La passione ardeva nelle loro menti e nei loro spiriti
gia dal 2017.
Trovando oggi la possibilità e la volontà
di esprimere il loro messaggio
per poter mettere in luce
le proprie peculiarità.

Strictly from Cusenza

Questo primo singolo sarà seguito in breve tempo
da numerosi altri lavori,
che vedono tutti i membri della crew cosentina “87ZERO40
impegnati, insieme e come singoli.

17xDAVVERO // Osa Baby (prod. Flebo e Seizure)

Sul set di “Diavolo Custode”

Smeco Da Rua inizia a scrivere all’età di 12 anni,
avvicinandosi alla cultura Hip-Hop la cui ricerca, scoperta e comprensione,
attraverso l’ascolto dei grandi classici,
lo conduce a trasformare in canzoni le proprie canzoni in poesie.

Arrivano presto le prime pubblicazioni
Metafora (2012); il MixTape La Voce dei Muti (2014); Paranoia MixTape (2015).

La ricerca di nuovi stimoli porta al singolo “Vittima
(base di Watchowski, lavoro in studio de Lo Spettro DJ),
parte di un ampio progetto artistico, Greenta Music,
che sancisce la collaborazione tra Smeco Da Rua e il producer Lo Spettro DJ,
fondatore de La Stanza dei Fantasmi
(Officina Sonora nata con l’obiettivo
di produrre, promuovere e distribuire la musica #Urban).

Seguirà anche la collaborazione con l’amico e producer
Monky B
(con cui firma il brano Dancing Marijuana).

Nel 2018, Smeco Da Rua si trasferisce a Milano,
dove registra diverse tracce presso il Caveau Studios di Jack The Smoker,
sempre su beat di Watchowski.

Nel 2020, durante il lockdown,
pensa, scrive e registra “Al Piano di Sotto Mixtape“,
insieme a Lo Spettro DJ.

Ad Ottobre 2020 pubblica su YouTube, insieme a Lo Spettro DJ,
il video ufficiale di “Vintage” (regia di AnywayAgency).

Smeco Da Rua

INTERVISTA

Documentandoci un pò su di te abbiamo notato che non sei in qualche modo il primo arrivato.
Raccontaci come hai iniziato e mosso i tuoi passi.

Avevo 12 anni quando cominciai a scrivere.
Fino ai 18 era un mio segreto, anche perché non avevo idea di cosa fosse il rap. Non esisteva alcun esempio, non esisteva alcun mezzo di comunicazione (o quantomeno difficile o impossibile da reperire nella periferia Calabra) così veloce da istruirmi. Quando scoprimmo Mr. Simpatia di Fibra nel quartiere avevo 15 o 16 anni. Quando uscì la famosa notizia della sua morte i writer scrivevano sui muri addio Fibra ed io iniziai ad incuriosirmi sempre di più. Ci fu solo una copia di quel disco nel quartiere e ce lo passavamo tra di noi per ascoltarlo. Quando arrivò a me, sapendo che avrei nuovamente dovuto renderlo, lo ascoltai per 15 ore consecutive. Nel frattempo dunque cominciai a trasformare i miei testi per renderli “rap”. Iniziai a scoprire Eminem e in classe avevo un compagno che mi girarava i dischi di tutti i rapper underground del momento. Arrivato ai 18 andai per la prima volta in uno studio, era a 25km da casa, sulle montagne. Presi immediatamente la patente per poterlo raggiungere. Il fonico dello studio mi ascoltó rappare e disse: “non hai nessuna metrica, nessun flow, non è così che funziona, torna a casa e studia! Ci vediamo quando sarai pronto”.
Il Giorno dopo ero nuovamente lì. Solo e sempre un passo indietro per via della mia vita e del mio quartiere. Da lì in poi, un passo alla volta, ogni fottuto giorno.
Adesso sono ancora qui e molti di quelli che non credevano potessi farlo hanno smesso.

È appena uscito il tuo nuovo singolo Diavolo Custode. Ritieni sia la tua miglior traccia attualmente?

Ritengo sia la mia miglior “canzone”.
Ci sono brani, freestyle, tracce di stile, tracce di tecnica. Questa è una canzone. Non è la mia migliore ma al tempo stesso lo è.
Per il lavoro che c’è dietro, per il video, per il sound da studio e non da cameretta e perché ho parlato di me senza pensare al rap, senza pensare al flow e alla tecnica. Sono io che racconto. Come ho sempre fatto, ma questa volta con il dolore non mascherato dietro una battuta o una risata malefica.


Nella traccia riusciamo in qualche modo a percepire dell’emozione e la profondità del testo, scritto dopo un evento quasi tragico. Se ti va raccontaci un po’ l’accaduto.

Mi trovavo per sbaglio ma anche per scelta nel retro di un’auto, non dovevo essere li. C’era una festa in spiaggia e scoppiò una rissa armata . Misi tutti nella prima auto (in cui inizialmente ero anche io)  e cercai gli altri per formare la seconda auto ma il conducente non era in condizioni di guidare e non volle nemmeno far guidare me. Purtroppo mi fidai. Senza rendermene conto Boom. Nero. Buio.
Uscimmo dall’auto e cominciai a chiedere a tutti “State bene, state tutti bene?” Mentre loro mi guardavano perplessi e shockati. Guardai in basso e vidi una pozza rossa, allora guardai la mia camicia ed era completamente bagnata di sangue. Il mio naso e i miei denti erano rotti ed io ero l’unico a non rendermi conto del rischio e di cosa fosse successo. Il viaggio in ambulanza fu adrenalinico, ridevo come un pazzo e non volevo essere toccato dai medici. Il giorno dopo ero già a lavoro. Ho sofferto per anni senza farlo notare a nessuno.

Quali sono le tue esperienze nei live? Di recente ti sei esibito?

Dai 18 ad oggi avrò fatto più di 1000 live.
Ho aperto i live di quasi tutti i rapper underground e anche di quelli che ora sono i grandi famosi. Ho organizzato, ho viaggiato, mi hanno fatto complimenti, ho sbagliato..ora sono un Asso nei live, anzi c’è chi sostiene (me compreso) che sono molto più forte in live che in studio.

Come nasce il rapporto tra te e Lo Spettro DJ?

ll duo Smeco Da Rua & Lo Spettro Dj nasce da un incontro nel 2014 durante un live in un sottoterra di un locale organizzata da Lo Spettro DJ.
Stesso sogno, stessa passione, stessa attitudine, stesso animo ci legarono immediatamente. Pian piano cominciammo a collaborare sempre di più su più progetti e sempre più unendosi verso una unica via comune.
Nel 2018 ci trasferimmo a Milano per continuare ad espanderci e tentare il salto. Proprio in quell’anno di venerdì 17 , ebbi l’incidente di cui parlo in Diavolo Custode.

Tra 3 anni dove ti rivedi?

Se sono vivo è per un motivo.

https://www.tuttosulrap.it/emergenti/abbiamo-intervistato-il-promettente-smeco-da-rua

IL NUOVO SINGOLO DI “SMECO DA RUA”

ESCE IN DIGITALE IL NUOVO SINGOLO

VAYA CON DIOS

Dal 28 Gennaio 2022 disponibile, su tutti i Digital Stores,
VAYA CON DIOS”,
nuovo singolo di Smeco Da Rua
(etichetta Babuzzle – edizioni Thaurus Publishing).

Dopo il singolo “Les jeux sont faits Smeco Da Rua torna,
con i produttori Lo Spettro e Monky B,
a proporre la #CALAFROTRAP:
Rap, Trap, Hip-Hop e Afro fusi in uno stile personale,
che non diniega, anzi omaggia con ironia, le proprie origini calabresi.

˂˂ Quando mi chiedono di dove sei?” – afferma Smeco Da Rua- io rispondo “Calafrika!”. Forse perché ci separa solo il mare, forse per il caldo d’estate che fa dire che ti sembra di stare in Africa. Credo anche perché qualcuno, per denigrare le nostre città o la nostra regione Calabria, ci abbia definito “calafrikani”, come per offenderci; ma noi non ci siamo offesi, anzi! Ci siamo tenuti l’appellativo con orgoglio e senza vergogna˃˃.

Percussioni coinvolgenti e incalzanti ritmiche dal sapore africano
si contrappongono ad una melodia malinconica e a liriche riflessive e autobiografiche.

L’intento dell’artista è indurre l’ascoltatore ad immedesimarsi nel testo
ed a farlo proprio: ˂˂ Vaya Con Dios è solo un pezzo di un enorme puzzle che è la mia vita. Ogni pezzo racconta una storia o, talvolta, può raccontare esperienze, punti di vista, pensieri. Sta all’ascoltatore costruire il puzzle, pezzo dopo pezzo. ˃˃

Smeco Da Rua

Ettore Posca, classe 91′

Inizia a scrivere all’età di 12 anni,
avvicinandosi alla cultura Hip-Hop la cui ricerca, scoperta e comprensione,
attraverso l’ascolto dei grandi classici,
lo conduce a trasformare in canzoni le proprie canzoni in poesie.

Arrivano presto le prime pubblicazioni
Metafora (2012); il MixTape La Voce dei Muti (2014); Paranoia MixTape (2015).

La ricerca di nuovi stimoli porta al singolo “Vittima
(base di Watchowski, lavoro in studio de Lo Spettro DJ),
parte di un ampio progetto artistico, Greenta Music,
che sancisce la collaborazione tra Smeco Da Rua e il producer Lo Spettro DJ,
fondatore de La Stanza dei Fantasmi
(Officina Sonora nata con l’obiettivo
di produrre, promuovere e distribuire la musica #Urban).

Seguirà anche la collaborazione con l’amico e producer
Monky B
(con cui firma il brano Dancing Marijuana).

Nel 2018, Smeco Da Rua si trasferisce a Milano,
dove registra diverse tracce presso il Caveau Studios di Jack The Smoker,
sempre su beat di Watchowski.

Nel 2020, durante il lockdown,
pensa, scrive e registra “Al Piano di Sotto Mixtape“,
insieme a Lo Spettro DJ.

Ad Ottobre 2020 pubblica su YouTube, insieme a Lo Spettro DJ,
il video ufficiale di “Vintage” (regia di AnywayAgency).

Nel 2016 in Italia inizia a diffondersi la TRAP sottogenere dell’ Hip Hop nato nel sud degli Stati Uniti e sviluppatosi tra la fine degli anni novanta fino al 2000.

I precursori della Trap in Italia invece furono SFERA EBBASTA e CHALRLI CHARLES, anche se si ritiene che il primo album italiano con alcune sonorità trap sia stato Il ragazzo d’oro di Gué Pequeno del 2011.


Il vero momento epico per la trap in Italia arriva con l’album XDVR del rapper milanese Sfera Ebbasta , prodotto interamente da Charlie Charles, uscito nel giugno 2015 Disco ispirato alla musica statunitense e francese del genere, in particolare per quanto riguarda le sonorità e il mood fino a quel momento in Italia sconosciute. Contemporaneamente, nella scena hip hop romana si delinea il profilo della Dark Polo Gang prodotta da Sick Luke, che riesce in pochissimo tempo ha ritagliarsi un ruolo fondamentale nella nuova scena italiana.


Successivamente uscirono fuori nomi come quello di Ghali, Capo Plaza Izi, Rkomi e Tedua: frequenti collaboratori di produttori e rapper ( Charlie Charles, Sick Luke, Sfera Ebbasta e Dark Polo) considerati anche loro esponenti della cosiddetta nuova scuola dell’hip hop italiano, nonostante un sempre più progressivo distanziamento dalla trap verso sonorità più pop. Tra le donne che possono essere ricordate nella musica trap italiana ci sono Chadia Rodríguez, Leslie (Lisa Cardoni), Beba, Comagatte, Madame. Genere che ha cmq reso possibile la partecipazione del sesso femminile in modo attivo e significativo.


Dopo la trap, è l’ora della drill, sottogenere del rap, seguendo l’esempio di Francia e Gran Bretagna è giunta da noi con gli stessi suoni e le tematiche che la caratterizzano all’estero. Testi malinconici ed esibizione del lusso: rap che non può prescindere da questi due fattori. Genere che è soprannominato “trap nichilista” : sono rappers che raccontano della loro vita difficile nelle periferie d’Italia e di un passato spesso legato alla malavita per il disagio vissuto nei quartieri più poveri delle metropoli. La maggior parte di questi Trapper sono giovani che in questi anni hanno dominato le classifiche e che hanno sempre etichettato i vecchi
RAPPERS come datati e a rischio estinzione.

Oggi la realtà racconta una storia diversa e la nuova generazione è meno forte di qualche anno fa. La trap è durata davvero poco! Non ha saputo rinnovarsi. Non è riuscita a trovare i canali giusti per restare sempre in voga. Sono i quarantenni, infatti, che stanno dominando ora la scena riportando il Rap nei piani alti. Nel 2019 “Persona” di Marracash è stato fondamentale e ha gettato le basi per il ritorno ad un rap di contenuto, di riflessione ma sicuramente non “conservatore” in quanto nei lavoro di Marra sono presenti sonorità attualissime.


Sulla stessa scia di Marra sono riusciti a distinguersi rappers (tutti quarantenni) come Salmo, Guè Pequegno, Noyz Narcos, Gemitaiz,Inoki. Sono riusciti a riportare il pubblico ad ascoltare nuovamente un disco. Abitudine che negli anni si era persa. Attraverso i loro album ricchi di stile e rime tipiche della loro scuola di provenienza (hip hop) e attraverso i contenuti sempre più profondi e originali sono riusciti ad opporsi in modo intelligente ad una nuova generazione che stava comunque spingendo dal basso ma che ormai è destinata ad estinguersi. Questo a dimostrazione del fatto che oggi una “canzone” è concepita per attrarre lo spettatore nell’immediato e non è invece destinata a rimanere nel tempo.

Questi artisti invece sono riusciti a creare degli album che molto probabilmente resteranno nel tempo e che stanno segnando un cambiamento per la musica rap italiana significativo.


Questo nuovo anno ci darà ancora altri dischi che tutti gli amanti del genere aspettano da diverso tempo. Altri due “quarantenni” FABRI FIBRA e LUCHE’ saranno sicuramente protagonisti della scena con i loro nuovi album. Sarà un anno importante in cui molto probabilmente il Rap in Italia inizierà a prendere una direzione ben precisa e forse finalmente riuscirà ad avere il posto che merita lontano dalla musica pop italiana.

Lo Zio Eddy

Les Jeux Sont Faits

Da Venerdì 16 Luglio il nuovo singolo
Les Jeux Sont Faits” (prod. Lo Spettro DJ & Monky B)
su tutti i Digital Stores.

Tamburi battenti dal sapore africano definiscono un mood energico,
scandito da una ritmica ostinata, incalzante e orgiastica.

Riusciresti a non muoverti? 

Rap, Trap, Hip-Hop e Afro si fondono nel nuovo singolo di Smeco Da Rua:
Les jeux sont faits”, prodotto da Lo Spettro DJ e Monky B,
in uscita su tutti i Digital Stores,
il giorno Venerdì 16 Luglio,
per l’etichetta BabuZzle, edizioni Thaurus Publishing.

#CALAFROTRAP

Con un testo tagliente e tutt’altro che scanzonato
(a dispetto dello stile happy),
una metrica matematica e un flow accattivante,
Smeco Da Rua propone la #CALAFROTRAP

Che cos’è la #CALAFROTRAP?  

Smeco Da Rua

 Smeco Da Rua scrive:
Quando mi chiedono ”di dove sei?”,  io rispondo  “Calafrika!”. Forse perché ci separa solo il mare, forse per il caldo d’estate che fa dire che ti sembra di stare in Africa. Credo anche perché qualcuno, per denigrare le nostre città o la nostra regione Calabria, ci abbia definito “calafrikani”, come per offenderci; ma noi non ci siamo offesi, anzi! Ci siamo tenuti l’appellativo con orgoglio e senza vergogna. Calafrika è, dunque, qualcosa di storico e radicato nella nostra tradizione. 
La musica afro mi ha sempre attratto fortemente e i gruppi, i dj, i cantanti più famosi della mia città (Catanzaro) sono molto legati alla cultura black, suonano Reggae, Dance Hall, Afro e Hip-Hop. Da qualche tempo ho scoperto l’Afrotrap che, dopo tutte le declinazioni del Rap, è un sotto-genere della Trap. Ed è l’unico sotto-genere che mi entra dentro.

Ma, come non ho mai fatto Rap classico, come pur rappando su beat trap non sono un trapper, così  la mia metrica, le mie parole e il mood sul beat afro non sono, per me,  pura Afrotrap. Dunque, un po’ per omaggiare la terra che mi ha cresciuto, un po’ per scelta stilistica personale, l’obiettivo è stato quello di surfare su una nuova wave: #CALAFROTRAP!!!

Lo Spettro DJ e Smeco Da Rua

Smeco Da Rua inizia a scrivere all’età di 12 anni,
avvicinandosi alla cultura Hip-Hop la cui ricerca, scoperta e comprensione,
attraverso l’ascolto dei grandi classici,
lo conduce a trasformare in canzoni le proprie canzoni in poesie.

Arrivano presto le prime pubblicazioni
Metafora (2012); il MixTape La Voce dei Muti (2014); Paranoia MixTape (2015).

La ricerca di nuovi stimoli porta al singolo “Vittima
(base di Watchowski, lavoro in studio de Lo Spettro DJ),
parte di un ampio progetto artistico, Greenta Music,
che sancisce la collaborazione tra Smeco Da Rua e il producer Lo Spettro DJ,
fondatore de La Stanza dei Fantasmi
(Officina Sonora nata con l’obiettivo
di produrre, promuovere e distribuire la musica #Urban).

Seguirà anche la collaborazione con l’amico e producer
Monky B
(con cui firma il brano Dancing Marijuana).

Monky B

Nel 2018, Smeco Da Rua si trasferisce a Milano,
dove registra diverse tracce presso il Caveau Studios di Jack The Smoker,
sempre su beat di Watchowski.

Nel 2020, durante il lockdown,
pensa, scrive e registra “Al Piano di Sotto Mixtape“,
insieme a Lo Spettro DJ.

Ad Ottobre 2020 pubblica su YouTube, insieme a Lo Spettro DJ,
il video ufficiale di “Vintage” (regia di AnywayAgency).

Maxtape è il nuovo progetto di Nerone: non un semplice mixtape, ma qualcosa di più, come suggerisce il titolo. Il titolo è chiaramente ispirato al nome di battesimo, Massimiliano,  ma di fatto è aggettivo adatto a presentare il prodotto.

All’interno infatti troviamo tantissimi rapper, di fama e livello tecnico elevatissimo. Troviamo Emis Killa & Jake la Furia, Fabri Fibra, Boro Boro, Gianni Bismark, Axos, Nitro, Gemitaiz, Highsnob, Danti, Tormento, J-Ax, Maruego, Mido e Clementino. Insomma, non proprio gli ultimi della scena.

Nerone è riuscito a fare da fulcro e trovare affinità con tutti i rapper ospitati nel proprio progetto, anche se apparentemente molto distanti tra loro. Giovani e veterani, rapper vecchia scuola e trapper innovativi. Nerone riesce ad affiancarsi a tutti questi, senza mai sfigurare, anzi… Cosa non banale, quando si hanno tanti ospiti in un proprio progetto: il rischio è quello perdere la propria identità creando un effetto “compilation”. Invece Nerone riesce a tenere in mano le redini del progetto, per dimostrare che non ha nulla da invidiare  ai più grandi della scena.


Lo stile di Nerone, caratterizzato da barre potenti, incastri e giochi di parole non viene meno in nessuno dei brani. Il suo rap polemico, dissacrante, con tante punchline come una volta è accompagnato da un sound fresco e variegato. Le produzioni sono curate da Sine, Bella Espo, A-Kurt, Funkyman, 2P, Foreigner, Biggie Paul, Frenkie G, Marco Azara, Mastermaind, Garelli, PJ Gionson e Big Joe.


All’interno del disco sono contenuti i singoli già pubblicati negli ultimi mesi: Bataclan (feat. Fabri Fibra), Radici (feat. Clementino) e Un sec (feat. Nitro e Gemitaiz).

Se il Real Talk di qualche giorno fa aveva fatto crescere l’hype intorno a Maxtape,
con la release del progetto intero possiamo dire che questa attesa è stata ben ripagata.

Per restare aggiornati seguite i social di Nerone ed il sito dedicato a Maxtape!

https://www.rapologia.it/2021/03/26/maxtape-nerone-streaming/

“Il Mio Consiglio é…”
Questa citazione è presa da un vecchio brano della Spaghetti Funk
(se non sai chi sono torna a studiare)
per indicare appunto i nostri consigli all’ascolto.

Due i parametri di valutazione: contenuti e sound, con un punteggio dei parametri che va da 1 a 5 👻 “fantasmini”.

Medioego – Inoki

Il ritorno di INOKI per come lo abbiamo conosciuto, non per come lo abbiamo visto negli ultimi anni. Mi spiego meglio: Per molti “Boomer” e/o “Millenials” , Inoki è uno dei rapper che ha deluso di più nel corso degli anni per via dei suoi atteggiamenti, almeno per me è stato così ( e noi della “Stanza” abbiamo aperto diversi suoi Live in Calabria nonchè siamo stati punto “Rap Pirata Calabria” per la provincia di Cosenza) ed ho ritrovato questo pensiero in molti miei coetanei. Oggi però siamo qui a parlare del nuovo INOKI, un rapper che ha una storia da far invidia a qualsiasi B-BOY.

Infatti lui nasce come rapper nella Bologna di Zona Dopa, di Sangua Misto e di Joe Cassano. Tutti noi conosciamo e cantiamo brani iconici di quest’ultimo insieme proprio ad inoki: “Giorno e Notte” ne è un esempio lampante. Il Ness, all’inizio della sua carriera è un Bolo Rappresent, rappresentante di quell’hip hop fatto di colori, vestiti larghi e jam. Pietra miliare “Bolo by Night” presente nel disco 60Hz di Dj Shocca

Ma veniamo al fulcro della questione. “MEDIOEGO”, l’ultimo disco di Inoki, rilasciato il 15 Gennaio 2021, per cui un disco freschissimo, recente, che però al suo interno nasconde una profondità e maturità artistica e personale.

A sette anni da L’Antidoto, il suo quarto disco, del 2014, Inoki è tornato a fare parlare di sé per un disco con una finalità precisa: sottolineare le incoerenze e le controversie della società moderna e del suo periodo storico, ribattezzato – da qui il titolo del CD – “MedioEgo“.

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Il punto di partenza dell’album è da ricercare nel suo titolo “Medioego“, termine generato dalla fusione di “Medioevo“, era associata in molte interpretazioni a decadenza e stagnazione intellettuale, ed “egoismo“, inteso come la ricerca permanente del proprio vantaggio davanti a quello della collettività. Dunque Medioego, presentandosi come un disco sociale, consisteva in una sfida ardua e piena di potenziali ostacoli: su tutti, la necessità di evitare qualsiasi forma di superficialità e soprattutto – specialmente per una persona emotiva e impulsiva come Inoki – di evitare ragionamenti “di pancia”. A livello lirico-testuale, inoltre, Medioego è un disco di gran qualità, che affronta argomenti complicati in maniera convincente, che graffia quando deve colpire e provocare e che rallenta quando bisogna far riflettere l’ascoltatore. Soprattutto, come si è detto precedentemente, ha un pregio fondamentale: l’unicità.

Sound : 👻👻👻👻 (4)

Attenzione, non parliamo dei beats.
Il Sound è quella sensazione inconscia che provoca stati d’animo e sensazioni nell’ascoltatore, anche la scelta dei mix vocali e degli strumenti utilizzati influiscono nella creazione del sound.

La sensazione è che lo stile musicale del rapper sia ormai talmente definito da essere impermeabile alle tendenze dei colleghiMedioego non suona come un album degli anni ’90 o del 2010 o ancora del 2020, ma come un progetto “alla Inoki“, portando una ventata d’aria fresca a una scena spesso troppo uniforme. A livello di sound, infatti, si parla di un CD di grande caratura, realizzato con l’impegno, la cura e l’intelligenza con cui si lavora ai capolavori del genere, e ne va dato il merito allo straordinario e polivalente Chryverde, con cui Inoki ha evidentemente un’intesa fuori dal comune, e agli altri producer che hanno lavorato al progetto: Stabber, Salmo, DJ Shocca, Garelli, Chris Nolan, Big Joe e Phra dei Crookers. In particolare va sottolineato il proficuo dialogo artistico di Inoki con Salmo e con Stabber, autore delle splendide strumentali di Duomo Trema e, ancora di più, la capacità di Chryverde di esaltare, da un lato, le tracce più aggressive e avvelenate e, dall’altro, di regalare al rapper beat catartici e magici come Immortali Ispirazione, che mettono l’anima dell’ascoltatore direttamente in contatto con la natura. Quest’ultima, infatti, impreziosita da un ritornello di Noemi che altro non è che pura arte, permette di ragionare sul “fattore featuring“. La scelta di Inoki, per Medioego, è stata la seguente: “pochi ma fondamentali“. Solo tre ospiti: una Noemi preziosa come l’oro che canta nel ritornello di Ispirazione, una travolgente BigMama al debutto nella “Serie A del rap italiano” e un Tedua più decisivo che brillante. Infatti, la strofa e il ritornello del genovese in WildPirata non sono qualitativamente straordinarie, ma la loro collaborazione è molto significativa proprio perché fortemente voluta e nata per sincera ammirazione reciproca.

Totale 👻👻👻👻👻👻👻👻 (8)

Per concludere, comunque, “Medioego” è un disco ottimo e brillante, di qualità elevata sotto tutti i punti di vista, con una struttura chiara e d’impatto e, soprattutto, unico, perché affronta un tema diverso, un tema controverso e complicato. È un grande album perché porta l’ascoltatore a riflettere e, che si trovi d’accordo o meno con i pensieri di Inoki, lo mette nella condizione di porsi dei dubbi e darsi delle risposte.

E forse è proprio questo il senso dell’arte e – più nello specifico – del rap...

Fonti:

Perché la sneaker adidas nata nel 1950 è tornata di moda

Frank Ocean è solo l’ultimo di una lunga serie di celeb ad essere stato fotografato con un paio di adidas Samba ai piedi, durante una passeggiata in compagnia di Tyler, the Creator, qualche giorno fa a Parigi. L’endorsement da parte di Ocean, style icon prima ancora che artista e cantante, sembra confermare il ritorno definitivo delle Samba, silhouette storica di adidas che dopo anni di oblio e di marginalizzazione – ma non di sparizione completa – sta tornando a far parte dell’estetica dominante. 

In realtà il ritorno non è poi così improvviso, dato che il progetto di rilancio della scarpa era iniziato nel 2018 con un obiettivo ben preciso per adidas: riguadagnare il proprio ruolo all’interno dello sneaker game. Nonostante infatti la rilevanza storica di adidas nel mondo delle sneaker, nel momento di massima espansione e crescita del settore – iniziato nel 2016, e proseguito l’anno successivo con la collezione The Ten di Nike insieme a Virgil Abloh – che cominciava a registrare numeri strabilianti grazie a silhouette in edizione limitata, release esclusive, riedizioni di vecchie scarpe, adidas inaugurava una strategia stratificata e composita. Mentre il brand di Beaverton tirava fuori dall’archivio qualsiasi tipo di Jordan mai prodotta, passandola ad Abloh per un rework di sicuro successo, adidas ha scommesso tutto su Yeezy per conquistare il cuore degli sneakerhead, non rinunciando mai alle Stan Smith, la scarpa più venduta nella storia del brand, reinterpretata e riproposta in innumerevoli versioni, firmate anche da designer, come Raf Simons, e brand streetwear, come Palace, con alterne fortune. Se da una parte il marchio tedesco ha puntato sulla visione di West (all’epoca un azzardo, a posteriori una scommessa vinta), dall’altra ha mantenuto sempre un piano B, imperniato su una scarpa iconica. 

Mentre il mercato delle sneaker e dello streetwear diventava un bolla sempre più grande popolata da silhouette tutte uguali, infinite riedizioni delle stesse scarpe, collaborazioni non ispirate, si andava a formare, e cresceva, una fetta di pubblico che si è progressivamente allontanato da un settore che aveva perso la sua componente culturale ed estetica. All’hype sfrenato e ingiustificato si è contrapposto in maniera sempre più netta l’heritage, la ricerca d’archivio e la qualità di sneaker che hanno superato la prova del tempo. In tutti questi anni, infatti, senza campagne mirate, senza innovazioni o cambiamenti vistosi, senza insomma l’attenzione riservata a release di grande portata, le adidas Samba hanno continuato a vendere, e tanto (35 milioni di paia in tutta la storia di adidas, dietro solo ai numeri delle Stan Smith), mantenendo, quasi senza sforzi, quell’aura di coolness impossibile da costruire artificialmente. È la colorway originale, nei toni del bianco o del nero, ad essere rimasta un simbolo, portatore di valori ed istanze diverse, che si riassumono in un essenzialità normcore. Sembra essere questo il motivo principale dell’efficace ritorno di una silhouette che è diventata una dichiarazione d’intenti, segnando il definitivo passaggio ad un normcore che rifugge logomania, sneaker ultra rare e fit esagerati, optando per un’estetica più understated, più contemporanea ed evoluta. Non sono servite collaborazioni di alto profilo, nonostante la presenza di Grace Wales BonnerJonah Hill, e persino Beyoncé, per far sì che le Samba tornassero ad avere la rilevanza di un tempo, tanto che la scarpa non è cambiata molto dal 1950, l’anno in cui è nata. 

La sneaker indossata solo qualche giorno fa da Frank Ocean, e molto amata anche da A$AP Rocky, è nata infatti nel 1949, entrando in produzione l’anno successivo, ed è una creazione dello stesso Adi Dassler. La Samba nasce come scarpino da calcio, una silhouette tecnica caratterizzata da una suola ricoperta di tacchetti, pensati per le condizioni climatiche e di gioco più estreme, come terreni duri o ghiacciati. Nel giro di poco, grazie alla sua comodità e al design deciso e minimale, la scarpa divenne un accessorio irrinunciabile per calciatori professionisti e non, invadendo anche i campi da calcio indoor. La silhouette fu scelta come la scarpa della nazionale di calcio tedesca ai Mondiali di Calcio del 1954, che la videro trionfare. Fin da allora la prima colorway – tomaia nera intervallata da Three Stripes bianche, suola in gomma e logo col trifoglio oro sulla linguetta – si è evoluta, senza radicali cambiamenti, mantenendo quel gusto sportivo ma classico, elevato da un color blocking minimal e da una silhouette semplice e indimenticabile. 

Il calcio resta uno dei leit-motiv nella storia della scarpa, che cementifica la propria fama e il proprio status symbol all’interno della terrace culture e dell’estetica casual inglese. Negli outfit dei tifosi inglesi, composti per lo più da capi di brand di sportswear italiani, come FILA, Sergio Tacchini, Ellesse e Stone Island, adidas deteneva praticamente il monopolio in fatto di sneaker. Indossare un paio di adidas, fossero esse GazzelleTrimm TrabCampusSpezial o Samba, diventa un vezzo dei tifosi inglesi, sneakerhead ante-litteram che durante la trasferte in Germania erano soliti mettersi alla ricerca di sneaker adidas introvabili o non disponibili sul mercato inglese. Le sneaker del brand diventano dunque parte della divisa ufficiale dei casuals, un ulteriore modo per dare forma ad un’identità anche stilistica, un modo per distinguersi dai tifosi di altre squadre, tanto che le Samba restano tuttora il simbolo dei tifosi del Liverpool

Le Samba travalicano presto i confini dei campi da calcio, diventando a tutti gli effetti un accessorio di lifestyle. Il successo delle scarpe, e la sua durata nel tempo, risiede nella loro polivalenza, nel loro essere iconiche ma non univoche, parte della storia di sport ed estetiche diverse, tanto della skate culture quanto del mondo Brit Pop di inizio anni Duemila, con i fratelli Gallagher, e i Blur di Damon Albarn. Sono state ai piedi di Bob Marley e di Freddie Mercury, di Owen Wilson e di Shia Lebouf, di Ashton Kutcher e di Donald Glover in Atlanta – uno dei volti con cui adidas cerca di conquistare la Black culture, fino al ciclismo di oggi. 

Gli anni Duemila segnano anche il decennio di oblio della scarpa, che rimane prigioniera proprio di quell’estetica casual e Brit Pop che aveva progressivamente perso popolarità e rilevanza. La scarpa però non scompare, ma resiste, rimane nelle collezioni di adidas, sugli scaffali degli store, nei retailer online, anche negli outlet, sempre uguale a sè stessa, e continua a vendere. È quasi una consapevolezza tardiva quella con cui adidas decide di riprendere coscientemente in mano la scarpa rilanciandola senza alterarla, elevandola in definitiva a quello status di leggenda normcore che solo una sneaker come la New Balance 991 può vantare. Il rilancio delle Samba è arrivato al momento giusto, ma sembrerebbe essere stato compreso fino in fondo solo ora, in un periodo in cui abbiamo riscoperto un’essenzialità, un minimalismo, nei gusti, nei gesti, in quell’estetica New Normal di cui la Samba è diventata portavoce.