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Il Rap è Provocazione

Il Rap, ormai da tempo è diventata una musica anche per i bianchi,
una musica per tutti, universale, senza confini e unificante.
La voglia di rompere gli schemi e di cambiare le cose è, e sarà, sempre
presente nei giovani, soprattutto in quelli che non hanno nulla da perdere.
Dove c’è noia, c’è protesta.
Dove c’è protesta c’è provocazione, dove c’è provocazione c’è arte.
Il Rap è, e sarà, sempre lì, come fedele arma di un’ampissima fetta di persone,
non solo giovani.
Perché chi è cresciuto col Rap,
spesso non riesce a dimenticare facilmente questa splendida cultura.

Non c’è da stupirsi che in un’Italia anestetizzata da ripetitive e noiose discussioni
su fascismo/antifascismo o comunismo/anticomunismo,
il malessere sociale o le rivendicazioni contro la burocrazia
che ammorba ogni nostro passo si ritrovino a combaciare
con il senso di disagio vissuto dalle nuove generazioni

In tempi in cui la figura dell’intellettuale impegnato e del rivoluzionario
funziona solo a sinistra, Fabri Fibra, il rapper di Senigallia
è uno dei potenziali “maître à penser” delle giovani generazioni
che è riuscito attraverso la sua musica e le sue rime
a penetrare nella mente di tantissimi ragazzi italiani.
Ed i suoi dischi sono pieni di provocazioni e di sollecitazioni
volte a interpretare l’insoddisfazione dei ragazzi
nei confronti dell’Italia che li circonda e della politica.

Cartesio diceva Cogito ergo Sum“,
ma in effetti esistiamo perché quel pensiero
lo trasformiamo in suoni, segni, significati:
esistiamo perché comunichiamo.
La provocazione fa parte della comunicazione e nel Rap è fondamentale
in quanto ne rappresenta i contenuti essenziali
I concetti vengono espressi con una semplicità disarmante,
ma la loro efficacia permette di capirne anche le più piccole sfumature.
Critica e intimismo, raffinatezza ed esplicita provocazione:
tutto è Rap fino alla consapevolezza di restare ancora fuori da determinati circuiti.  

Un altro artista, in Italia,
che incarna perfettamente il rapper anticonformista e provocatorio è Salmo:
primo artista Rapcrossover Rock ad esibirsi allo Stadio San Siro
davanti a 50 mila persone.
L’artista conta oggi oltre 2,9 miliardi di streaming totali,
67 dischi di platino e 41 dischi d’oro.
Il disco Flop, uscito il primo Ottobre del 2021, certificato triplo platino,
ha raggiunto oltre 250 milioni di streaming.
Salmo ha iniziato la sua carriera musicale a 13 anni,
incidendo le sue prime rime tra il 1997 e il 1998.
Nel 1999 ha pubblicato le demo Premeditazione” e “Dolo
con i rapper Bigfoot e Scascio
(con i quali formava il gruppo Premeditazione e Dolo“),
mentre nel 2004 ha pubblicato la prima demo da solista, intitolato Sotto Pelle.
Un artista che sicuramente ha una grandissima esperienza musicale alle spalle
e che attraverso la sua musica e i suoi live è riuscito a riportare in Italia
un Rap anticonformista e rivoluzionario.

Il mainstream italiano vorrebbe una versione edulcorata del Rap,
ma il Rap è così: senza filtri.
Eminem, per esempio, andò a Sanremo con dei testi molto forti.
Il Rap è volutamente provocatorio, serve anche per trattare certi temi.
L’esclusione di Junior Cally fu un’esagerazione.
Se decidi di invitare dei rapper puoi aspettarti anche questo:
non si può pretendere da certi rapper una versione pulita di sé stessi
altrimenti non sarebbero più credibili.

Eminem diventò tale grazie ad una canzone My Name Is” uscita nel 1999,
fu infatti il suo primo singolo e fece letteralmente impazzire l’America.
Sin da subito Eminem fece riconoscere il suo stile,
ma soprattutto le sue provocazioni.
In questo brano si presenta con la maschera del suo alter ego, Slim Shady.
Con essa, Eminem è riuscito a creare un personaggio che dice la verità nuda e cruda,
raccontando in modo diretto una società sempre più ricca di problemi.

Apparteniamo ad una generazione di ascoltatori per cui questo genere musicale
è stato sinonimo di provocazione ed anticonformismo.
Anche se, come in molti hanno ricordato negli anni,
si è trattato di una deformazione tutta italiana,
rimane il fatto che nel nostro paese abbiamo conosciuto il Rap
subito nella sua forma più rivoluzionaria.
Parliamo ovviamente delle Posse, dei concerti nei centri sociali,
degli Assalti Frontali, 99 Posse, Frankie Hi NRG e di tutta questa nuova musica parlata” che sembrava il mezzo migliore per comunicare un messaggio
prima di tutto politico e sociale.
Pare folle ricordarlo oggi in un momento in cui all’apice di popolarità
il Rap italiano ha perso quasi totalmente
ogni sua connotazione impegnata o ideologica,
ma vale la pena ricordare che
anche se il Rap ha perso in parte la sua connotazione politica
sarà sempre un veicolo fondamentale per dare sfogo alle nuove generazioni
che attraverso questo linguaggio
riusciranno a trasmettere i loro disagi verso la società e lo stato.

(IMDL)

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