Il Rap è una forma di poesia che si lega perfettamente ad un beat.
Proprio come uno scrittore emergente ha bisogno di studiare i grandi poeti,
un rapper emergente ha bisogno di ascoltare i migliori rappers della scena
così da capire come scrivere un testo Rap da chi ha alle spalle anni di esperienza.
L’ascolto della musica e nel frattempo dei testi
serve a cogliere a pieno il concept della traccia.

La velocità del beat (bpm) è passata dai canonici 90 bpm del Rap classico
fino ad arrivare ai 60 bpm = 120bpm.
La lentezza del beat porta il rapper ad esplorare nuovi stili e metriche (extrabeat)
e così facendo la mole di rime da parte dell’artista raddoppia.
Oltre a questo la lentezza del beat fa si che per coprire una singola barra
servano il doppio delle rime ed anche il doppio del tempo
da parte dell’ascoltatore per sentire tutta la strofa.
La base alterna tempi forti e deboli;
il testo in metrica alterna sillabe toniche ed atone.
Il bel flow, grazie a cui le parole ricevono il giusto peso,
si ottiene se le sillabe toniche coincidono coi tempi forti
e le atone coi tempi deboli.
Per quanto ci siano dei criteri tecnici per valutare il flow,
come l’andare a tempo e se la chiusura della rima avviene sul rullante,
si preferisce intendere un buon flow come la piacevolezza
che il rapper induce fondendo le proprie barre con la strumentale,
c’è una parte di criterio tecnico legata alla scrittura
che determina la potenza del flow,
ma questo non è l’unico criterio valutativo che può influenzarlo.

La pulizia con cui si scandiscono le parole
è uno dei fattori che può determinare la godibilità del flow.
La pronuncia chiara e nitida rende le rime più accessibili
e comprensibili che devono avere anche altri elementi.
Il cambio di flow, nelle e tra le strofe,
cioè il cambio di ritmica e cadenza tra una quartina e quella seguente,
cattura l’attenzione dell’ascoltatore mantenendo alto il “focus”
per tutta la durata della canzone.
Neffa ha fatto parte di uno dei gruppi più importanti dell’Hip Hop italiano,
i Sangue Misto.
Nei Novanta, con largo anticipo, i componenti di questo gruppo
già dimostravano flow elastici e morbidi,
con cui si destreggiavano su qualsiasi strumentale.
Lungimiranti nella creazione di un proprio slang e nella flessibilità dei flow
all’epoca meccanici e statici,
possono considerarsi i progenitori degli attuali flow più cantati e stravaganti.
La struttura di una canzone va determinata in base alla lunghezza della strofa.
La maggior parte dei versi Rap sono composti da 16 barre,
il che significa che generalmente sono 2 rime ogni barra.
Nelle collaborazioni solitamente si chiedono 16 barre
anche se negli ultimi anni con l’esplosione della Trap
molti artisti decidono di accorciare le barre fino a 12.
I motivi sono principalmente due:
Skill complessa da padroneggiare,
il rischio è quello di sbagliare nella distribuzione delle sillabe sul beat
e ritrovarsi in anticipo o in ritardo sulla chiusura della rima.
Uno degli elementi vincenti della Trap è il ritornello melodico,
c’è chi preferisce dedicare più barre ad esso
invece di focalizzarsi prettamente sui versi.
Come accennato prima anche la cadenza della tonalità vocale
ha un ruolo importante,
soprattutto oggi in cui autotune ed intonazioni
condiscono sempre maggiormente le strofe rappate.
Blocchi di rime con vocalizzi più distesi, allungati, cantilenati
e variazioni del tono della voce
possono spezzare la monotona frenesia di una strofa
a patto che siano calibrati e adatti alle capacità vocali dell’artista.
I flow possono anche essere impreziositi da barre
in cui la musicalità è ulteriormente ricercata
attraverso assonanze interne alle barre
e non solo alla sillaba di chiusura finale della rima.

Anche se i rappers di talento possono toccare
molti argomenti in poche righe (vedi Marracash),
tutte le migliori strofe hanno un’idea o un tema centrale
che costituisce la spina dorsale del brano.
Spesso questa idea è semplice come l’autocelebrazione o le punchline,
ma molte canzoni raccontano storie
ed è questo che gli ascoltatori cercano davvero.

(IMDL)

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