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Oppressi ed Oppressori: La Nascita delle Rime

Cercare di comprendere a pieno
una delle correnti musicali più ascoltate in tutto il mondo,
significa relazionarsi con le radici storiche all’origine del Rap afroamericano.
Per farlo occorre partire dall’esperienza collettiva dei neri in America,
dai continui mutamenti storici e dalle correnti artistiche
che hanno attraversato la storia del sottoproletariato nero.

L’Hip Hop si rifà decisamente all’esperienza dell’oppressione nera
e, come tale, ha sempre cercato di costruire un legame stretto
tra il nazionalismo nero e l’espressione artistica
proveniente dagli strati sociali più svantaggiati delle metropoli americane.

Fin dalle origini i canti di lavoro
hanno sempre costituito un genere quasi completamente abbandonato:
servivano a coordinare e facilitare le operazioni ripetitive e faticose
che oggi vengono svolte dalle macchine.
Appartengono a questo genere i canti della mietitura e i canti delle mondine.
Canti spesso eseguiti in rima.

Parliamo delle “Work Songs” che sono appunto canti di lavoro che gli schiavi neri, portati nelle piantagioni americane,
eseguivano per accompagnare il duro lavoro nei campi

In quei canti di lavoro la voce assunse un’importanza
che in nessun’altra forma musicale nera aveva avuto fino ad allora:
e così, come l’inimitabile variazione dei ritmi percussivi Africani,
aveva per secoli costituito un mezzo per diffondere notizie,
così le altrettanto intraducibili inflessioni foniche inserite nelle “Work Songs
furono fondamentali, per esecutori e ascoltatori,
qualcosa di nuovo e inimitabile
e, congiuntamente, un altro dei mattoni sui quali,
nel tempo, avrebbe avuto saldo appoggio il futuro edificio jazzistico.
I canti di lavoro afroamericani si sono sviluppati
originariamente nell’era della schiavitù.
Poiché facevano parte di una cultura quasi prevalentemente orale,
non avevano una forma fissa
e cominciarono a essere registrati solo al termine dell’era della schiavitù
e cioè dopo il 1865.
Molte di queste trovavano origine nella tradizione musicale africana
ed erano probabilmente cantate dagli schiavi per ricordarsi della loro casa;
altre invece vennero ideate dagli schiavisti
per alzare l’umore e per mantenere un ritmo di lavoro costante
utilizzando spesso le rime ed improvvisando delle vere e proprie canzoni
che oggi possiamo definire Rap.
I canti afroamericani sono stati anche visti come un mezzo
per sopportare le difficoltà e per esprimere la rabbia e la frustrazione
attraverso la creatività o un’occulta opposizione verbale.

Già nei primi anni del Novecento, prima della nascita del Rap,
si affermò la scrittura di poesie che sottolineavano la marginalizzazione urbana.
Nello stesso tempo, a dominare la scena musicale afroamericana,
ci pensò il Jazz in una forma particolare: il Bebop.
Trait d’union tra la schiavitù e gli sconvolgimenti degli anni Sessanta,
il periodo di fermento culturale dei primi anni Venti
pose in essere alcuni dei germi di resistenza politica ripresi,
successivamente, dal Rap.

Tra le organizzazioni principali che vennero fuori negli anni successivi
contaminati da questa cultura musicale,
va sicuramente ricordato il movimento del Black Power.
Nella nascita dell’Hip Hop,
ciò che influì maggiormente sullo stato delle minoranze nere in America
fu, senza dubbio, il passaggio “dalla speranzosa retorica della Great Society
degli anni Sessanta, al conservatorismo che caratterizzò
la rivoluzione reaganiana degli anni Ottanta”.

Fin dall’inizio, l’Hip Hop ha rappresentato un mezzo
per il sottoproletariato di costruire una propria narrazione
sulla violenza dei quartieri,
per costruire un dialogo interno alla comunità nera
teso a resistere alle dinamiche di sfruttamento.
L’Hip Hop si costituì quindi come fenomeno culturale estremamente ampio,
quasi istantaneamente reso commerciale dal mercato vicino alla cultura di massa,
introducendo un enorme cambiamento nel vestiario dei giovani afroamericani
e contribuendo, allo stesso tempo, al diffondersi di nuove forme artistiche
come i murales/graffiti o la breakdance.
Il Rap, invece, costituì dell’Hip Hop la parte ben più radicata
nell’esperienza quotidiana dei giovani afroamericani e ben più militante.

(IMDL)

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