Les Jeux Sont Faits

da Ve. 16 Luglio il nuovo singolo “Les jeux sont faits” (Prod. Lo Spettro & Monky B) su tutti i Digital Stores

Tamburi battenti dal sapore africano definiscono un mood energico, scandito da una ritmica ostinata, incalzante e orgiastica. Riusciresti a non muoverti? 

Rap, Trap, Hip-Hop e Afro si fondono nel nuovo singolo di Smeco Da Rua: “Les jeux sont faits”, prodotto da Lo Spettro e Monky B, in uscita su tutti i Digital Stores, il giorno Ve. 16 Luglio, per l’etichetta BabuZzle, edizioni Thaurus Publishing

Smeco Da Rua

Con un testo tagliente e tutt’altro che scanzonato (a dispetto dello stile happy), una metrica matematica e un flow accattivante, Smeco Da Rua propone la #CALAFROTRAP . 

Che cos’è la #Calafrotrap?  

 Smeco Da Rua scrive: ˂˂ Quando mi chiedono ”di dove sei?”,  io rispondo  “Calafrika!”. Forse perché ci separa solo il mare, forse per il caldo d’estate che fa dire che ti sembra di stare in Africa. Credo anche perché qualcuno, per denigrare le nostre città o la nostra regione Calabria, ci abbia definito “calafrikani”, come per offenderci; ma noi non ci siamo offesi, anzi! Ci siamo tenuti l’appellativo con orgoglio e senza vergogna. Calafrika è, dunque, qualcosa di storico e radicato nella nostra tradizione. 

La musica afro mi ha sempre attratto fortemente e i gruppi, i dj, i cantanti più famosi della mia città (Catanzaro) sono molto legati alla cultura black, suonano Reggae, Dance Hall, Afro e Hip-Hop. Da qualche tempo ho scoperto l’Afrotrap che, dopo tutte le declinazioni del Rap, è un sotto-genere della Trap. Ed è l’unico sotto-genere che mi entra dentro.

Smeco Da Rua

Ma, come non ho mai fatto Rap classico, come pur rappando su beat trap non sono un trapper, così  la mia metrica, le mie parole e il mood sul beat afro non sono, per me,  pura Afrotrap. Dunque, un po’ per omaggiare la terra che mi ha cresciuto, un po’ per scelta stilistica personale, l’obiettivo è stato quello di surfare su una nuova wave: #CALAFROTRAP!!!˃˃

Smeco Da Rua: Ettore Posca, classe ’91. Inizia a scrivere all’età di 12 anni, avvicinandosi alla cultura Hip-Hop la cui ricerca, scoperta e comprensione, attraverso l’ascolto dei grandi classici, lo conduce a trasformare in canzoni le proprie poesie. Arrivano presto le prime pubblicazioni: “Metafora” (200); il MixTape “La Voce dei Muti” (2014); “Paranoia MixTape” (2015). 

Lo Spettro e Smeco Da Rua

La ricerca di nuovi stimoli porta al singolo “Vittima” (base di Watchowski, lavoro in studio de Lo Spettro), parte di un ampio progetto artistico (Greenta Music) che sancisce la collaborazione tra Smeco Da Rua e il producer Lo Spettro, fondatore de La Stanza dei Fantasmi (Netlabel e Officina Sonora nata con l’obiettivo di produrre e promuovere musica Urban emergente). Seguirà anche la collaborazione con l’amico e producer Monky B (con cui firma il brano “Dancing Marijuana”).

Monky B

Nel 2018, Smeco Da Rua si trasferisce a Milano, dove registra diverse tracce presso il Caveau Studios di Jack The Smoker, sempre su beat di Watchowski. Nel 2020, durante il lockdown, pensa, scrive e registra “Al Piano di Sotto Mixtape”, insieme al suo socio di sempre (Lo Spettro). Ad Ottobre 2020 pubblica su YouTube, insieme a Lo Spettro DJ, il video ufficiale di “Vintage” (regia di AnywayAgency). 

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Perché la sneaker adidas nata nel 1950 è tornata di moda

Frank Ocean è solo l’ultimo di una lunga serie di celeb ad essere stato fotografato con un paio di adidas Samba ai piedi, durante una passeggiata in compagnia di Tyler, the Creator, qualche giorno fa a Parigi. L’endorsement da parte di Ocean, style icon prima ancora che artista e cantante, sembra confermare il ritorno definitivo delle Samba, silhouette storica di adidas che dopo anni di oblio e di marginalizzazione – ma non di sparizione completa – sta tornando a far parte dell’estetica dominante. 

In realtà il ritorno non è poi così improvviso, dato che il progetto di rilancio della scarpa era iniziato nel 2018 con un obiettivo ben preciso per adidas: riguadagnare il proprio ruolo all’interno dello sneaker game. Nonostante infatti la rilevanza storica di adidas nel mondo delle sneaker, nel momento di massima espansione e crescita del settore – iniziato nel 2016, e proseguito l’anno successivo con la collezione The Ten di Nike insieme a Virgil Abloh – che cominciava a registrare numeri strabilianti grazie a silhouette in edizione limitata, release esclusive, riedizioni di vecchie scarpe, adidas inaugurava una strategia stratificata e composita. Mentre il brand di Beaverton tirava fuori dall’archivio qualsiasi tipo di Jordan mai prodotta, passandola ad Abloh per un rework di sicuro successo, adidas ha scommesso tutto su Yeezy per conquistare il cuore degli sneakerhead, non rinunciando mai alle Stan Smith, la scarpa più venduta nella storia del brand, reinterpretata e riproposta in innumerevoli versioni, firmate anche da designer, come Raf Simons, e brand streetwear, come Palace, con alterne fortune. Se da una parte il marchio tedesco ha puntato sulla visione di West (all’epoca un azzardo, a posteriori una scommessa vinta), dall’altra ha mantenuto sempre un piano B, imperniato su una scarpa iconica. 

Mentre il mercato delle sneaker e dello streetwear diventava un bolla sempre più grande popolata da silhouette tutte uguali, infinite riedizioni delle stesse scarpe, collaborazioni non ispirate, si andava a formare, e cresceva, una fetta di pubblico che si è progressivamente allontanato da un settore che aveva perso la sua componente culturale ed estetica. All’hype sfrenato e ingiustificato si è contrapposto in maniera sempre più netta l’heritage, la ricerca d’archivio e la qualità di sneaker che hanno superato la prova del tempo. In tutti questi anni, infatti, senza campagne mirate, senza innovazioni o cambiamenti vistosi, senza insomma l’attenzione riservata a release di grande portata, le adidas Samba hanno continuato a vendere, e tanto (35 milioni di paia in tutta la storia di adidas, dietro solo ai numeri delle Stan Smith), mantenendo, quasi senza sforzi, quell’aura di coolness impossibile da costruire artificialmente. È la colorway originale, nei toni del bianco o del nero, ad essere rimasta un simbolo, portatore di valori ed istanze diverse, che si riassumono in un essenzialità normcore. Sembra essere questo il motivo principale dell’efficace ritorno di una silhouette che è diventata una dichiarazione d’intenti, segnando il definitivo passaggio ad un normcore che rifugge logomania, sneaker ultra rare e fit esagerati, optando per un’estetica più understated, più contemporanea ed evoluta. Non sono servite collaborazioni di alto profilo, nonostante la presenza di Grace Wales BonnerJonah Hill, e persino Beyoncé, per far sì che le Samba tornassero ad avere la rilevanza di un tempo, tanto che la scarpa non è cambiata molto dal 1950, l’anno in cui è nata. 

La sneaker indossata solo qualche giorno fa da Frank Ocean, e molto amata anche da A$AP Rocky, è nata infatti nel 1949, entrando in produzione l’anno successivo, ed è una creazione dello stesso Adi Dassler. La Samba nasce come scarpino da calcio, una silhouette tecnica caratterizzata da una suola ricoperta di tacchetti, pensati per le condizioni climatiche e di gioco più estreme, come terreni duri o ghiacciati. Nel giro di poco, grazie alla sua comodità e al design deciso e minimale, la scarpa divenne un accessorio irrinunciabile per calciatori professionisti e non, invadendo anche i campi da calcio indoor. La silhouette fu scelta come la scarpa della nazionale di calcio tedesca ai Mondiali di Calcio del 1954, che la videro trionfare. Fin da allora la prima colorway – tomaia nera intervallata da Three Stripes bianche, suola in gomma e logo col trifoglio oro sulla linguetta – si è evoluta, senza radicali cambiamenti, mantenendo quel gusto sportivo ma classico, elevato da un color blocking minimal e da una silhouette semplice e indimenticabile. 

Il calcio resta uno dei leit-motiv nella storia della scarpa, che cementifica la propria fama e il proprio status symbol all’interno della terrace culture e dell’estetica casual inglese. Negli outfit dei tifosi inglesi, composti per lo più da capi di brand di sportswear italiani, come FILA, Sergio Tacchini, Ellesse e Stone Island, adidas deteneva praticamente il monopolio in fatto di sneaker. Indossare un paio di adidas, fossero esse GazzelleTrimm TrabCampusSpezial o Samba, diventa un vezzo dei tifosi inglesi, sneakerhead ante-litteram che durante la trasferte in Germania erano soliti mettersi alla ricerca di sneaker adidas introvabili o non disponibili sul mercato inglese. Le sneaker del brand diventano dunque parte della divisa ufficiale dei casuals, un ulteriore modo per dare forma ad un’identità anche stilistica, un modo per distinguersi dai tifosi di altre squadre, tanto che le Samba restano tuttora il simbolo dei tifosi del Liverpool

Le Samba travalicano presto i confini dei campi da calcio, diventando a tutti gli effetti un accessorio di lifestyle. Il successo delle scarpe, e la sua durata nel tempo, risiede nella loro polivalenza, nel loro essere iconiche ma non univoche, parte della storia di sport ed estetiche diverse, tanto della skate culture quanto del mondo Brit Pop di inizio anni Duemila, con i fratelli Gallagher, e i Blur di Damon Albarn. Sono state ai piedi di Bob Marley e di Freddie Mercury, di Owen Wilson e di Shia Lebouf, di Ashton Kutcher e di Donald Glover in Atlanta – uno dei volti con cui adidas cerca di conquistare la Black culture, fino al ciclismo di oggi. 

Gli anni Duemila segnano anche il decennio di oblio della scarpa, che rimane prigioniera proprio di quell’estetica casual e Brit Pop che aveva progressivamente perso popolarità e rilevanza. La scarpa però non scompare, ma resiste, rimane nelle collezioni di adidas, sugli scaffali degli store, nei retailer online, anche negli outlet, sempre uguale a sè stessa, e continua a vendere. È quasi una consapevolezza tardiva quella con cui adidas decide di riprendere coscientemente in mano la scarpa rilanciandola senza alterarla, elevandola in definitiva a quello status di leggenda normcore che solo una sneaker come la New Balance 991 può vantare. Il rilancio delle Samba è arrivato al momento giusto, ma sembrerebbe essere stato compreso fino in fondo solo ora, in un periodo in cui abbiamo riscoperto un’essenzialità, un minimalismo, nei gusti, nei gesti, in quell’estetica New Normal di cui la Samba è diventata portavoce. 

Le tendenze che hanno plasmato lo streaming nel 2020 con le speciali classifiche del colosso della musica on demand.
Le canzoni più ascoltate su Spotify nel 2020.
Anche quest’anno il colosso dello streaming musicale ha rilasciato le classifiche con i brani di tendenza dell’anno.
Elencati gli artisti più “streammati” da milioni di utenti.
Presentato il nuovo Spotify Wrapped,
il riassunto personalizzato degli ascolti del 2020,
per gli utenti di tutto il mondo.
A partire dal 2 Dicembre 2020, gli utenti potranno vivere infatti una vera e propria esperienza personalizzata in-app e ripercorrere il riassunto dei loro ascolti quest’anno.
Wrapped è disponibile esclusivamente sull’applicazione mobile Spotify (iOS e Android).
Basterà aprire l’app e dalla propria Home si potrà iniziare l’esperienza.
Quest’anno sono state aggiunte alcune nuove funzionalità per conoscere meglio se stessi in un modo sempre più interattivo.

Canzoni più ascoltate Spotify 2020

Inutile dire che il 2020 è stato un anno diverso dagli altri,
che, nonostante le sue sfide uniche, ha ispirato la creatività. 
Anche il 2020 ha suonato in modo diverso
e in tutto questo l’audio ha agito da compagno,
rafforzando le nostre connessioni con il mondo che ci circonda
e dandoci speranza.

Artisti più ascoltati in streaming a livello globale

Il rapper portoricano Bad Bunny rivendica il primo posto
con oltre 8,3 miliardi di stream quest’anno da fan di tutto il mondo.
Il suo album YHLQMDLG, uscito alla fine di febbraio e con collaborazioni con SechAnuel AA e Daddy Yankee, è anche l’album numero uno in streaming. 
A seguire Bad Bunny è Drake e la star latina J Balvin.
Il quarto artista più ascoltato in streaming è il defunto rapper Juice WRLD, seguito da The Weeknd .

  1. Bad Bunny
  2. Drake
  3. J Balvin
  4. Juice WRLD
  5. The Weeknd

Artiste donne più ascoltate al mondo

Billie Eilish continua il suo regno come artista femminile più ascoltata su Spotify per il secondo anno consecutivo, seguita da Taylor Swift e Ariana Grande nelle posizioni due e tre. La quarta e la quinta artista femminile più ascoltata sono
Dua Lipa e Halsey.

  1. Billie Eilish
  2. Taylor Swift
  3. Ariana Grande
  4. Dua Lipa
  5. Halsey
Billie Eilish


Canzoni più ascoltate a livello globale

La canzone più ascoltata dell’anno è ”Blinding Lights” di The Weeknd ,
che ha resistito forte dopo essere stata la seconda canzone più ascoltata dell’estate con quasi 1,6 miliardi di stream quest’anno.
Al secondo e al terzo posto, rispettivamente, ci sono l’ex busker australiano Tones And I virale del 2019Dance Monkey” e ”The Box” di Roddy Ricch.
La quarta canzone più ascoltata è l’accattivante ”Roses – Imanbek Remix” di Imanbek e SAINt JHN, seguita da ”Don’t Start Now” di Dua Lipa .

The Weeknd
  1. Blinding Lights – The Weeknd
  2. Dance Monkey – Tones And I
  3. The Box – Roddy Ricch
  4. Roses – Imanbek Remix – Imanbek e SAINt JHN
  5. Don’t Start Now – Dua Lipa

Album più ascoltati a livello globale

YHLQMDLG, Bad Bunny

L’album più ascoltato del 2020 è YHLQMDLG di Bad Bunny con oltre 3,3 miliardi di stream,
seguito da “After Hours di The Weeknd
e “Hollywood’s Bleeding” di Post Malone.
A completare la lista degli album più-streammati troverete 
Harry Styles “Fine Line” e Dua Lipa Future Nostalgia

  1. YHLQMDLGBad Bunny
  2. After HoursThe Weeknd
  3. Hollywood’s BleedingPost Malone
  4. Fine LineHarry Styles
  5. Future NostalgiaDua Lipa

Artisti e brani più ascoltati in Italia

Quello che emerge da Wrapped 2020 è che i generi più ascoltati in Italia e nel Mondo sono Rap e Trap, i più amati dai giovanissimi.
Dietro tha Supreme, si piazzano Sfera Ebbasta, Marracash, Gue Pequeno e Geolier.
Tra gli artisti dell’anno emerge Irama: la sua Mediterranea è la canzone più ascoltata nel 2020.
Grandissima Elodie: il suo album, This is Elodie, ha superato i 360 milioni di stream accaparrandosi il titolo di album di donna più venduto nel 2020 in Italia.

tha Supreme

Gli artisti più ascoltati

1. tha Supreme
2. Sfera Ebbasta
3. Marracash
4. Guè Pequeno
5. Geolier

Le canzoni più ascoltate
1. Mediterranea – Irama
2. Good Times Ghali
3. M’ Manc – Shablo feat. Geolier and Sfera Ebbasta
4. A Un Passo Dalla Luna – Ana Mena e Rocco Hunt
5. blun7 a swishland – tha Supreme

Gli album più ascoltati
1. 24 6451tha Supreme
2. PersonaMarracash
3. DNAGhali
4. Mr. FiniGuè Pequeno
5. Emanuele (Marchio registrato)Geolier

Greenta Music & La Stanza Dei Fantasmi
presentano                            
il nuovo Singolo di
Smeco Da Rua

prodotto da Monky B

Fragile



Fragile,
di
Smeco Da Rua
in collaborazione con Monky B,
è una nuova visione artistica degli autori,

sperimentando nuovi stili.
______________________

Amici e collaboratori ormai da anni, Smeco Da Rua e Monky B,
hanno composto questo brano
ispirandosi alle produzioni melodiche della nuova scena Urban Italiana,
rimanendo fedeli alle loro contaminazioni Black. 
La produzione di Monky B, caratterizzata da suoni acustici come chitarre e arpe, immette l’ascoltatore nel mood ispiratore, cosicchè le figure retoriche utilizzate da Smeco Da Rua siano perfettamente rappresentate.
Il brano è stato lavorato in collaborazione con Lo Spettro che ha curato la registrazione e Master nella Stanza dei Fantasmi a Milano
Il 27 novembre sarà disponibile su Spotify / Apple Music / Amazon Music / YouTube e tutti i distributori Digitali

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Smeco Da Rua

Ettore Posca (in arte Smeco Da Rua) classe ‘91.
Inizia a scrivere all’età di 12 anni, avvicinandosi alla cultura Hip/Hop attraverso l’ascolto dei grandi classici,
con l’obiettivo di trasformare le “prime poesie” in canzoni.
Ricerca, Scoperta e Comprensione,
di quella cultura e di quel genere
sono state parte integrante del percorso di crescita.

A 18 anni i primi “successi” come “Metafora”.
Nel 2014 pubblica il MixTapeLa Voce dei Muti“.
Nel 2015  “Paranoia MixTape”.
La ricerca di nuovi stimoli
porta al singolo, molto apprezzato su YouTube,
Vittima“,
parte del progetto “Greenta Music”,
su base di Watchowski, e lavoro in studio de Lo Spettro,
presso “La Stanza Dei Fantasmi“.

Nel 2018 si trasferisce a Milano,
dove registra diverse tracce presso
il Caveau Studiosdi Jack The Smoker,
sempre su beat di Watchowski.

Nel 2020, durante il LockDown, pensa, scrive e registra, 
insieme al suo socio di sempre Lo Spettro,
Al Piano di Sotto Mixtape
insieme a Lo Spettro DJ,
al piano di sotto de “La Stanza Dei Fantasmi“.

Ad Ottobre 2020 pubblica il video ufficiale di “Vintage” su YouTube,
regia di AnywayAgency
insieme a Lo Spettro DJ
disponibile su tutte le piattaforme digitali. 

Monky B

Alberto Mauro in arte Monky B.
Nato a Catanzaro classe ’91.
Cresciuto nella periferia della città inizia a comporre le prime basi per gli amici e a caricarle su YouTube come “Dancing Marijuana” insieme a Smeco Da Rua.
Si trasferisce a Roma dove conobbe altri beatmaker e fondono un gruppo dal nome “Ram Jam Production”,
collaborando con artisti come Brusco e Attila.
Successivamente il gruppo si sciolse,
ma l’amicizia con gli altri produttori non finì e iniziarono a comporre brani
per “Connor las Americas“, artista di Anzio.
Notevole riscontro su YouTube e sui digital store,
con i pezzi “Alaska”- “Pretty Boy” – “Inverno ad Agosto” – “ONDV”.
Notati dal produttore Michele Canova,
che firma un contratto con il cantante
ed inizia a collaborare con i produttori.
Pubblicano “Eivissa” e “Diamanti” per Universal Music.

Dopo una campagna promozionale di proporzioni “Colossal,
con un docufilm esclusivo Amazon Prime,
una collaborazione speciale con la catena di fast food KFC,
una piazza intitolata a Gionata Boschetti,
finalmente l’uscita di “Famoso”,
il nuovo album di Sfera Ebbasta.

“Famoso – Sfera Ebbasta”

Sedici milioni di streaming nel giorno di uscita.
Rilasciato il 20 novembre, per Island Records,
è il disco italiano più ascoltato di sempre su Spotify nel giorno di uscita:
oltre 16 milioni gli stream complessivi
e l’album ha conquistato con i suoi 13 brani le prime 13 posizioni della Top 50 Italia e tra le prime e nella global top 200.
Sin dal primo ascolto, un elemento in particolare sovrasta e domina la struttura dell’album:
un mix di generi e stili, in cui la parte sonora letteralmente eclissa la parte testuale, quasi ormai ininfluente nell’approccio all’ascolto di questo album.
I testi sono al puro servizio del ritmo, non graffiano,
non dicono nulla di nuovo e di significativo, tranne qualche frase a effetto.
Inutile cercare profondità a tutti i costi in questo genere di musica,
la parte fondamentale per questo genere e i suoi sostenitori è l’immaginario che crea.
Infatti Sfera non ha mai nascosto il suo obiettivo di diventare un artista di fama internazionale
ed il modo migliore per farlo è dando alla musica un carattere totalmente internazionale.

È un album completo, c’è musica per quasi tutti i gusti.
Ha sicuramente una importante impronta Trap, in stile americano,
mischiando le sonorità pop con le batterie tipiche della Trap,
grazie anche alla partecipazione di colossi “Made in USA”,
come Future, Offset e il giovane Lil Mosey.
È anche Reggaeton con J Balvin, uno dei maggiori esponenti del reggaeton al mondo e non poteva che venire fuori una hit.
Rap: perché nell’ultima traccia dell’album, “$€ Freestyle”,
Sfera rappa davvero, sicuramente non è il migliore a livello tecnico,
ma comunque cerca di dare una sua appartenenza al genere;
ci sono anche i due sovrani del Rap italiano Marracash & Guè Pequeno,
che danno sempre un ottimo contributo di tecnica e livello altissimo,
mantenendo il loro “Status“.
Famoso” è anche un album Dance,
perché Steve Aoki ha regalato a Sfera Ebbasta una base
sulla quale è impossibile tenere i piedi fermi.
E infine è molto Pop,
è un album di 13 tracce, e se non sono 13 hit da classifica, ci va poco lontano.

Time Square – New York

Il lavoro di produzione di questo album è il meglio in circolazione,
ogni base suona alla perfezione.
Le linee melodiche delle voci di ogni canzone si legano perfettamente ai beat, entrando in testa con allegria, ed il brano “Hollywood“, prodotto da Diplo, è fantastico. Ricorda molto l’immaginario da scuola superiore americana dei primi anni 2000.
Ma nonostante i nomi altisonanti presenti nella tracklist,
Sfera Ebbasta rimane assolutamente il protagonista dell’album.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/11/21/sfera-ebbasta-famoso-album-italiano-piu-ascoltato-di-sempre_fecf462f-393c-41f0-a411-fc1c8c591e55.html