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Saturday Cafè: GIUPAZU’

Cari lettori e appassionati di musica Urban
siamo entusiasti di presentarvi la diciottesima intervista
della nostra nuova rubrica,
Saturday Cafè,
che Vi accompagnerà ogni Sabato su queste pagine
per esplorare il mondo affascinante della scena Urban
e delle sue brillanti menti artistiche.

Prima di iniziare questa avventura emozionante,
vogliamo fare un tuffo nel passato
e ricordare la versione 2020 di Saturday Cafè,
trasmessa in diretta sui nostri canali social.
Per chi abbia perso le puntate live,
abbiamo preparato qualcosa di speciale per Voi.
Abbiamo creato una playlist esclusiva su YouTube
che raccoglie tutte le emozionanti trasmissioni passate.

Il nostro intento è quello di raccontare attraverso le loro parole
le Storie, le Sensazioni e gli Obiettivi
degli artisti che stimiamo di più nel panorama Urban.
Il format è studiato intorno a sei domande
che verranno poste di volta in volta
ai vari artisti che intervisteremo.
Lasciando loro libertà di tempo e spazio
senza nessun filtro e nessuna censura.

L’artista di oggi è Giupazù, artista Hip Hop della scena calabrese
membro attivo di Paola Town e Kalibri Kalabri.

Domanda 1:
Raccontaci in modo approfondito la tua storia nel mondo della musica.
Qual è stato il punto di partenza del tuo viaggio artistico
e quali sono state le tappe significative lungo il percorso?
Condividi con Noi le sfide, i momenti di crescita personale e le esperienze
che ti hanno plasmato come artista.
Risposta 1:
Ciao e grazie per l’invito e grazie per avermi fatto fare un salto nelle mie radici & formazione !
Back in the days… nel 1995/96 all’età di 12 anni stavo sempre attaccato a MTV essendo amante della musica in generale, arrivava il riverbero di MTV YO Raps che trasmetteva i video dell’epoca nella cosiddetta Golden Age.
Non era ben chiaro ancora cosa volevo dall’Hip Hop, ma ogni volta che vedevo un graffito bello mi ci pietrificavo ,ogni volta che vedevo un ballerino di break dance mi esaltavo ,ogni volta che vedevo e ascoltavo i DJ scratchare i dischi mi incuriosiva molto ,compreso il mondo dell’mc e dei dischi buoni prestati per mia fortuna dell’epoca erano gli anni di Nocturnal, The Score, Gangsta’s Paradise ecc.. ecc.. dischi e discipline che hanno iniziato a farmi innamorare della comunità Hip Hop.
Un giorno si stava festeggiando il compleanno di 17 anni di mia sorella maggiore quando ad un certo punto si sono presentati due tipi vestiti con pantaloni larghi e felpone durante la festa li vedevo insieme ad altri invitati gesticolare con le mani e parlare in rima e mi avvicinai mi presentai e loro risposero piacere “Macro Marco piacere Palo”.
Rimasi tutta la durata della festa ad ammirare come combinavano il freestyle erano i tempi delle crew paolane OCK & Paola Tribe, quella serata mi servi a capire che il Rap esisteva giù a Paola e che poteva essere una cosa geniale e si poteva fare anche giù da noi, premesso il fatto che da bimbo creavo poesie e facevo invenzioni con materiale elettronico la storia dell’Hip Hop poteva essere la continuazione delle mie roots.
Nei giorni successivi iniziai subito a documentarmi su quello che succedeva qui da noi a Paola e a Cosenza conobbi altri coetanei di Paola che già sperimentavano in giro tag e graffiti.
Essendo amici di infanzia iniziai a cimentarmi con loro con i primi aka partii da Gipsy, poi Io, poi Pazu che i fine quest’ultimo trasformarsi poi in Giupazu.
Avevamo un posto dove riunirsi il pomeriggio dopo scuola chiamato ‘ghetto, ’una casa in costruzione con appena una stanza con mattoni cementati e all’ interno trovavi fanze di allora come AELLE, cassette tape, vinili di allora, un vecchio stereo casalingo con il giradischi a cinghia e 2 piastre per cassetta un’entrata jack microfono, bombolette e skizzi su fogli pronti a essere proiettati sul muro tutto ciò per me era il top!
Premesso il fatto che l’informazione sul genere Rap arrivava con latenza gli unici mezzi che riuscivamo a cogliere era la radio e la tv che trasmetteva quello che cercavo in tarda serata ma essendo già amante del genere aspettavo paziente la sua ora, oppure si facevano ordini via posta per cogliere i primi mixtape nati in Italia o per i vinili o per le fanzine o tape era tutto molto complicato credetemi per quanto mi riguarda anche economicamente parlando, i miei amici al ghetto mi spingevano verso la musica e allora io iniziai a studiarla all’inizio creavamo dei mixtape davvero casalinghi con i brani presi dalle radio e dai programmi dell’epoca e dai vinili venuti in nostra proprietà per nostra fortuna, programmi sul genere Oversize & Black ora di Marco Fortunato & DJ Marcio a Cosenza oppure One Two One Two programma Hip Hop nazionale condotto da Albertino su Radio Deejay.
Erano gli anni di Fritz Da Cat, Neffa, DJ Lugi, OTR Gente Guasta, Joe Cassano, La Famiglia ecc..
I mixtape che creavamo erano davvero casalinghi con i passaggi tra un brano e l’altro fatti con le piastre a cassetta con le frequenze radio che andavano e venivano pensa che la copertina di ogni mixtape che creavamo era fatta a mano con penne bic e uniposca ma la forza di fare conoscere il genere ai nostri coetanei in giro era fortissima! e io stavo sempre al ghetto a registrare su cassetta e a provare a fare gli intro dei mix con un microfono da musica live [erano i primi test] 98/99 non erano i privileggi che hanno le nuove generazioni con Youtube, Spotify, Instagram, Facebook ecc.. negli anni successivi molti amici abbandonarono la cultura chi per lo studio chi perchè vedeva che nel genere ci facessero soldi solo per gli artisti mainstream commerciali poi il ghetto si svuotò sia di materiale sia di componenti umani, ma la mia passione verso la cultura non si poteva fermare alle motivazioni sopracitate, io giravo sempre con il mio socio ballerino di break dance Ekiro che smanettava anche con i giradischi e spray e che poi mi fece conoscere un suo cugino Stefano Troia di Lucerna Svizzera che era un ballerino di break dance professionista che aveva avuto a che fare con i pionieri della disciplina in Italia, io giravo spesso con lui un giorno si esibì ‘in una jam qui a Paola chiamata Sud Shit 1 fece la sua esibizione e lasciò tutti a bocca aperta sfidava tutte le forze di gravità nella danza cosi che molti ballerini locali che parteciparono a quella jam mi chiesero a lungo di lui, cosi da solitario iniziai a stringere rapporti con i Paola Tribe soprattutto con Otto che mi raccontava la musica hip hop in modo schietto, Macro Marco mi prestava i cd e mi fece innamorare ancor di più del genere con le sue parole, Tritonz che produceva le basi iniziava a darmi le dritte sul mestiere, Rebus che da Writer mi faceva sognare sia sui treni che sui muri come Dest che mi portava in giro con la sua macchina per la Calabria dove si svolgevano jam dove lui stesso partecipava come writer e alcune le vinceva e alcune di queste jam sono state svolte nella stessa Paola ed a me mi trovavi in prima linea sotto il palco a gridare Blow!! verso gli MC! avevo a appena 15 /16 anni.
Qeste jam si svolgevano al dopolavoro ferroviario di Paola oppure c’erano i party durante le estati al Disco Pulp di Francesco Sapone dove spesso spuntavo con un mio caro vecchio amico di adolescenza Speaker Track poi diventato Clementino che passava le estati qui giù a Paola Town [gia capace e vorace come una Iena nell’incastro del freestyle ! che sperimentavamo sotto il sole cocente di luglio] e sempre al Pulp ho visto per la prima volta con Clementino DJ Lugi presentare l’album Capu’ e fu ‘’Alluginante’’ era il lontano 1999, oppure i party si svolgevano ad un Disco Club chiamato Boomerang, premesso il fatto che ero adolescente e per seguire la cultura un po’ di volte mi sono giocato la scuola e per prendere il treno per andare a capire i movimenti in giro per la Calabria, un giorno alle superiori mi giocai la scuola e andai a Cosenza nel quartiere di via Popilia dove i miei compagni di classe hanno i parenti e mi dissero aspetta qui che adesso veniamo, nell’attesa sentivo dei suoni di scratch che rimbombavano tra le case popolari in piu’ un cutting che sembrava di essere in qualche quartiere del Bronx a New York e fu così che da un balconcino si intravedeva l’ombra di un DJ che vedeva che io scuotevo la testa a ogni sua battuta sui tecnici si affacciò dal balcone e mi disse wagliu’ bella lì che ci fai da ste parti solo? io gli spiegai che stavo aspettando i miei compagni di scuola che erano dagli zii e lui in modo affettuoso mi fece entrare in casa e mi disse piacere DJ Marcio e io risposi piacere Pazu dando il battito sulla mano poi sbattendo il pugno sul petto in senso di rispetto rimasi tutta la mattinata del filone a parlare con lui dell’Hip Hop e della gente in Calabria che faceva cultura.
Ora DJ Marcio non c’e’ più ma mi ricordero’ sempre di lui [rest in press forever]. Ritornando a Paola conobbi sul corso Roma nel centro cittadino due tizi piu’ giovani di me che ascoltavano il mainstream del genere uno si chiamava Skiaffo, un altro Graffio (quest’ultimo diventera’ poi Neroone).
Era circa il 2000, iniziai a stringere rapporti con loro passandogli la robba meno commerciale tramandata a me dai più grandi e loro subito apprezzarono.
Skiaffo era uno dei pochi a possedere un PC a Paola tra i giovani all’epoca e volle subito dopo qualche anno creare il suo primo demo dove io compaio in 2 tracce, Nerone fece lo stesso 2 anni dopo ed io mi ritrovai anche nel suo demo.
Sempre a Paola e sempre su corso Roma in un famoso pub incontrai per la prima volta Spral ! King Stefano Cuzzocrea.
Ci fu subito feeling, lui usciva da storie complicate nella vita e non voleva parlare in quel periodo dell’ambiente Hip Hop, ma io sapevo benissimo che era un pioniere dell’Hip Hop a Paola ed in Calabria.
Lo rispettavo come rispettavo tutte le persone più grandi di me [Cosa che non esiste per alcuni giovanottini di oggi] era davvero bello passare il tempo con lui.
Tanto e’ che lui molti pomeriggi si veniva a prendere il caffè a casa mia aka mansarda b. ed io molte volte andavo a trovarlo a casa sua anche nei periodi più giù.
Lui mi è stato affianco, rifiutava di lavorare per tenermi compagnia.
Era davvero un fratellone nei momenti giù e nei momenti sù per me era il vero Hip Hop. Aprendoci nel tempo ci scambiavamo musica, pareri, consigli che da lui custodisco nell’interno del petto per non parlare poi delle risate infinite..
Stefano poi mori,’ purtroppo il cancro ebbe la meglio, ma rimane sempre nel mio cuore come DJ Marcio.
All’età di 17 anni durante le superiori dopo scuola andavo a lavorare con mio padre svolgendo l’attività di operaio imbianchino e fu così che il giorno del mio diciottesimo compleanno mi guadagnai il mio primo PC con scheda audio a 16 bit [un’appunto: Mio padre mi ha sempre insegnato che se voglio una cosa me la devo guadagnare] ed ero il new maggiorenne più contento del mondo.
Iniziai subito a campionare a fare tante basi con la conoscenza avuta in anni prima di Hip Hop in pratica è come se mi fossi fatto almeno un anno di domiciliari.
E fu così che poi nel 2004/05 formulai il mio primo demo ‘’Un Tempo’’ featuring Otto dei  Paola Tribe.
Io appena patentato ne volevo sapere di più sul genere cosi presi la mia panda bianca vecchio tipo ed iniziai a frequentare Cosenza con mio cugino.
All’inizio andavo su Corso Mazzini dove si radunavano un pò di new mc a fare freestyle e io mi ci tuffavo sempre a occhi chiusi, poi trovai un pub in una contrada di rende che era disposto a farci fare serate sul genere ed a essere onesto tra i tanti locali girati è stato l’unico a darci l’approvo.
Dopo aver fatto delle seratine a Paola ma mai riuscite bene provammo li a Rende.
Pensate che qui a Paola non avevamo nessuno disposto a creare la locandina e la creammo con puppet di writer presi da Aelle con la descrizione dell’evento scritta con pennarello indelebile poi fotocopie delle fotocopie tutta Cosenza tappezzata…
Arrivò quel famoso Venerdì e rimasi stupito.
Al party vennero un tot di gente del posto capaci nella nobile arte del Rap: c’era Kiave che prese il microfono e infiammò il posto, conobbi lì Cario M & Brigante.
Rap dalle visioni dèjà vu, in altri casi poesia metrica con il contenuto!
Poi diventati miei amici, Don Diegoh ed altri..durante la serata mandavo beat e brani e la serata si svolse a colpi di freestyle e ballate e per me fu davvero bello!
La ripetemmo altre volte, era come un ritrovo per alcuni e per me fu soprattutto un punto di accrescimento.
Nel 2007 DJ Lugi fu invitato a una serata organizzata da me e il mio amico Neroone qui a Paola Town, la serata fu fighissima tanto che continuò fino alle luci dell’alba in riva al mare e fu così che iniziammo a stringere rapporti amichevoli con BIG Lugi e gli regalammo i nostri demo tape auto prodotti [Paola Town & Giupagroove in Casa del Crudo].
Lugi apprezzò e nell’estate del 2008 scese a Cosenza da Bolo e radunò tanti MC provenienti da molte città della Calabria grandi e più piccoli e formammo il collettivo Kalibri Kalabri.
In quei giorni di Agosto davvero infottati partivo da Paola e salivo a Cosenza subito dopo il lavoro con il motorino.
Non volevo assolutamente perdere una così grande occasione:
Lugi mi diede il compito di chiamare a Paola tutti gli mc capaci a fare il Rap ed io di conseguenza lo feci.
Il disco fu registrato in vari posti: al Filo Rosso, a casa del Cudo ed a casa di Ciccio B. Lugi nelle 2 settimane stava a produrre basi giorno e notte anche senza dormire e gente che andava e veniva registrava rime tra giri di freestyle, chicche e pensieri nacque cosi la filosofia del ‘Bidimo chi Nescia’ tradotto in italiano [vediamo che ne esce]
[essendo noi stessi con il nostro modo di parlare in in dialetto in molti casi senza vincoli]
Vi racconto due chicche sulla storia della registrazione del disco:
Una sera salgo a Cosenza da solo con il motorino e arrivo a casa del Cudo dove si stava registrando Sup’ u Beat.
Ero appena arrivato nel cortile e si sentiva una voce rauca dal Rap hardcore dalle metriche a tornado che si sentiva almeno a 3 isolati.
Allora citofonai per farmi salire, entrai a casa del Cudo e dissi subito wagliù che sta succedendo ?
Lugi mi rispose subito “tranquillo Giupa è Tonypolo che sta registrando !”
Allora mi avvicinai e stringemmo subito un rapporto di amicizia.
In precedenza avevo già sentito parlare di lui in Calabria, ma lo avevo visto solo in qualche jam, poi la diversità di età nei 90’s non mi permetteva di andare tanto in giro essendo minorenne.
Una sera si stava registrando la traccia Prima di Dormire io e Ladylah siamo saliti a Cosenza con il mio motorino.
Ci siamo radunati a casa di Ciccio B: io, Dest, Lugi, Ciccio B., Ladylah e Ylah.
Arrivammo presto, ma la serata fu molto lunga premesso il fatto che io mi svegliavo tutti i giorni alle 6 di mattina per essere alle 7 a lavoro tra dritte di Lugi sulla registrazione e perfezionamenti di beat.
Io iniziai a dormire verso le 4 di mattina a casa di Ciccio sognando sulla base di Lugi, ad un certo punto squilla il mio Nokia vecchio tipo!
Allora vivevo con mia madre che al telefono mi disse “ma dove sei? Alle 7 devi essere a lavoro !”
Io molto assonnato le risposi di getto “Si Ma! Si Ma! Che Mi Staiu Ricuglinn Staiu Facinn u Pizz Soul Ma!” tradotto in italiano (Si Mamma Si Mamma Mi Sto Ritirando Sto Facendo La Canzone Soul Mamma)
Come per dire “non sto facendo niente di male mamma!”
quel giorno poi arrivai in orario a lavoro a filo senza aver dormito regolarmente & Lugi volle introdurre nel pezzo la telefonata e così fu
Tornando alla vostra domanda sulle tappe significative lungo il percorso?
Ve ne potrei elencare tante altre ma non basterebbero tanti altri fogli…
Negli anni successivi ho sperimentato altri Demo ed EP e poi LP.
Mettendo a confronto nuove e vecchie generazioni, ho conosciuto tanta altra gente nell’ambiente da tutte le parti del sud Italia, spostandomi da Paola andando ad un tot di party oppure organizzando io stesso a Paola:
Nei miei dischi autoprodotti dove potete trovare tanti featuring di gente che conosco di persona perchè per come vedo io il vero Hip Hop è una comunità con il centro interno comunicativo, collaborativo, costruttivo.
Hip Hop Famiglia come lo vivo ancora con mio fratello Tiskio della South Posse e mi sento fortunato di iniziare a seguire questa cultura dalla cosiddetta Golden Age con tutte le sue fasi, regole e tempi bellissimi per il genere Hip Hop.
I tempi cambiano soprattutto qui a Paola dove al momento senti puzza di piedi di cantanti indie o alitate puzzolenti di musica Trap dal cattivo umore.
Appena si aprirà un nuovo spiraglio di party underground perchè per Rap Underground sta per musica futuristica forse dopo tanto tempo mi ritroverò io stesso ad organizzare qualcosa dopo tanto tempo.
Nei Miei Dischi Autoprodotti potete trovare la partecipazione di Otto, Dest, Neroone, Cario M, Brigante, DJ Jumbo, DJ Rekakawashima, Rametto, Alsogoood, Don Go Co’, Enzion Parimai, Pablo & Fabio L, Manlio, Targato, Stono, Vampa, Libbera’, DJ Testa, Omarito Aka F.U.L.A, DJ Rice, PTS, DJ Nersone, Ladylah, Kreo, Gamba The Lenk, Tonypolo, Jay Vas, DJ Peticchio, M.S Fritty, FFiume, Kiave, Tiskio, DJ Lugi, Clementino.
Ho aperto o chiuso dalla consolle o dal mic artisti del calibro di Cato, Kiave, Killacat, Shorty, Clementino, DJ Lugi, Macro Marco, Turi, DJ Double S, Gioman, Tanya Stephens,  Million Stylez, Jugglerz e tanti altri..
Partecipando musicalmente a Festival importanti come 2Bepop, One’ South ed eventi storici come Cosenza Posse (Con i Pionieri Dell’Hip Hop al Sud ITA).
DJ Marcio Memorial
Suonando più volte nella Piazza della mia cittadina.
Serate & concerti portando avanti il mio stile ben riuscite!
Anche restando qui nel profondo sud!
Con il solo aiuto di noi stessi e sono state fasi che mi hanno segnato nel percorso.

Domanda 2:
Siamo curiosi di conoscere il dietro le quinte del tuo nome d’arte.
Potresti condividere con Noi l’origine di questo nome
ed il motivo per cui hai scelto proprio quello?
Quali significati o simbolismi sono legati a questo nome
ed in che modo si riflette nella tua musica e nella tua identità artistica?
Risposta 2:

Da ragazzino frequentavo due tipologie di amici qui a Paola:
quelli della mia scuola, il professionale maschile, e quelli del liceo scientifico.
Ai tempi del professionale io ed i miei compagni di classe eravamo davvero fuori di testa!
Il mio motorino stava solo su una ruota, giravo nei quartieri che se ci entravano quelli del liceo scientifico gli tremavano le gambe.
Eravamo bande, si facevano risse per stronzate e guai all’ordine del giorno che quando li portavo a casa mio padre mi dava il resto.
Quindi poi la giostra non poteva continuare a girare.
Cosi che un mio amico del liceo un giorno mi fece una domanda:
“Giuse’ ma tu si pazz? Statti con noi..”
[Tradotto in Italiano dal dialetto paolano.. Giuseppe ma tu sei pazzo? Stai con noi]
E fu così che avvicinandomi all’Hip Hop fu la nascita di Giupazù.
Invece il nome [Giupagroove] appartiene alla storia: marchio di Producer & DJ Selecta.
L’Hip Hop ed i suoi insegnamenti mi hanno aiutato a salvarmi.

Domanda 3:
La carriera musicale è quasi sempre influenzata in modo significativo dalla crew,
dal gruppo di provenienza e dalla città di nascita.
Vorremmo saperne di più sulla tua crew e sul modo in cui avete lavorato insieme
per raggiungere i vostri obiettivi comuni.
Raccontaci delle dinamiche di gruppo, delle esperienze condivise
e di come vi siete supportati reciprocamente nel percorso musicale.
Risposta 3:

A Paola CS sin dagli inizi si formavano delle crew e ne ho cambiate diverse per il semplice motivo che finivano perchè o uno doveva studiare o uno doveva lavorare.
Alcuni si davano ad altri generi musicali o molti si arrendevano per il semplice fatto che non ci trovavano riscontro economico, duravano poco !
Si faceva qualche prodotto insieme poi lo stop!
Io non ho mai preso l’Hip Hop come una cosa di secondo livello ed ho sempre cercato altrove famiglia.
Per esempio con Kalibri Kalabri ho ancora un rapporto forte, con DJ Lugi che stimo tantissimo e mi ci passo molte volte le festività e vacanze estive insieme e per me è il padre dell’Hip Hop in Italia sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista umano. Con altri che quando ci rincontriamo dopo tanto tempo è come se ci fossimo lasciati ieri..
Con Neroone ci siamo sempre aiutati a vicenda, chi in un modo chi in un altro e gli voglio bene nonostante delle volte abbiamo dei litigi, lui per me è un fratello!
Poi come me nel suo genere reggaehiphop si ci e’ tuffato e ci ha creduto e credo continui a crederci.
Io e Neroone a Paola con la musica ne abbiamo passate tante e non solo nella musica dai tempi che la gente ci prendeva in giro per i pantaloni larghi, gli stessi che adesso ci chiedono i nostri CD.
Non abbiamo mai mollato compresi tanti altri artisti di qui che sono andati a trovare fortuna altrove.
Sicuramente le crew nel tempo mi hanno aiutato nella crescita un big up a Paola Town & Kalibri Kalabri Shit.

Domanda 4:
Il tuo ultimo lavoro ha suscitato grande interesse ed apprezzamento da parte del pubblico.
Ci piacerebbe saperne di più su questo progetto.
Potresti condividere con noi qualche dettaglio speciale e raccontarci eventuali aneddoti o curiosità legati alla sua creazione?
Quali sfide hai affrontato durante il processo di realizzazione e cosa rende questo lavoro così unico nella tua carriera?
Risposta 4:

Il mio ultimo LP Si chiama 10 Mondi, nuova esperienza con il mio stile, fare musica con quello che al momento ho nelle mani e parlare come mangio a mio modo, LP vede la partecipazione dei Giovanissimi del posto:
Rioma, Wip, Fablo Seed insieme a Veterani del posto come Ekiro & Tiskio (from SOUTH POSSE).
Il prodotto nel contesto parla anche del fatto che io inizia a provare simpatia verso il Buddismo, non scordando mai che ogni religione abbia il suo fulcro di verità quindi bisogna sempre rispettare le altre religioni.
Il disco è interamente prodotto da me alla Mansarda Bastarda a Paola Town all’interno del CD trovate tracce che appartengono al mondo delle metriche e tecniche, altre di contenuto ed altre che raccontano un po’ della mia storia.
Sulla mia pagina Instagram trovate nella bio il multi link dove potete ascoltare questo prodotto oltre ai miei vecchi lavori.
Oppure comprate la musica per mandare avanti gli artisti e partecipate alle serate.

Domanda 5:
Sappiamo che gli artisti sono costantemente alla ricerca di nuove ispirazioni
e di nuovi progetti da realizzare.
Potresti darci un’anteprima esclusiva del tuo prossimo lavoro?
Quali sono le idee e i concetti che stai esplorando
in questa nuova fase della tua carriera?
Ciò che ci puoi svelare ci permetterà di avvicinarci ancora di più
alla tua visione artistica.
Risposta 5:

Voglio rimanere in silenzio.
Vi posso solo dire che come ogni mio nuovo prodotto ci saranno artisti nuovi insieme a gente con la quale sognavo di collaborare da una vita.
Tornando al fatto che è gente che ho conosciuto in anni di Hip Hop ed il suono del nuovo disco sarà più compatto e forte.
Lo sto già registrando e ci sto spendendo tempo e denaro, ma lo sto formulando anche con passione ed amore.
Mattone dopo mattone sta prendendo forma.

Domanda 6:
Ti chiediamo di raccontarci il tuo rapporto con il mondo della musica underground e di spiegarci come vedi il ruolo fondamentale della produzione, distribuzione e promozione della musica autoprodotta nel panorama musicale odierno.
Qual è la tua esperienza personale, le sfide affrontate e le opportunità che hai incontrato nell’essere parte del movimento underground ?
Siamo curiosi di scoprire quali strategie hai adottato per far emergere la tua musica in un contesto indipendente e come percepisci la sua risonanza all’interno della scena musicale.
Risposta 6:

Premetto il fatto che io amo fare musica!
Quindi tutto poi viene al naturale.
Non passa giorno ormai da tanti anni che non mi aggiorni su nuove uscite di artisti che mi interessano, non passa mese senza comprare un vinile o cd nuovo, non passano giorni senza produrre nuovi beat o che scriva nuovi pensieri su foglio o che mi immerga in schemi metrici o nuovi test al microfono.
La strategia sta nell’essere sempre se stessi con i propri pregi e con i propri difetti.
Dire sempre le cose in faccia anche davanti al Papa:
Non vendersi per fare la fine dei fasulli.
Potrai fare i soldi, ma non stai a posto con quello che sei se lo sei..
Per me questo è underground.
Poi basti pensare che nell’Hip Hop mondiale ci sono nuovi artisti che fanno album underground di altissimo livello basti pensare a Joe Badass & i Griselda oppure nei party di oggi trovi la selecta dei nuovi DJ che passano gli album che uscivano a i miei tempi nella Golden Age e gli stessi artisti dell’epoca che ancora sfornano capolavori di LP.
Per me underground sta per musica futuristica, immortale, sempre fresca.
Anche se ha i suoi alti e bassi..
Oggi come oggi si può emergere anche da soli e ci sono tutti i mezzi per farlo quindi è un mondo che è basato molto sull’apparenza delle cose.
Pensare che emergono anche quelli che si cacciano il posteriore da fuori!
Quindi emergere si, ma emergere dipende come e per chi…
Amo la musica, ma non troppo quello che ci sta dietro la promozione.
Come un tipo che mi voleva nella sua etichetta e poi mi forzava a fare pezzi in linguaggio forzato in italiano!
Abbandonato prima del tempo e ricordo che parlo come mangio..
Come se ai giovanotti di oggi gli spieghi qualcosa che a te hanno tramandato i più grandi e ti etichettano come professore!
Va bene lasciamo perdere… come quando stai suonando e la gente si diverte con Roy Ayers, arriva il titolare del localino e ti dice senti mi metti un po’ di Trap!
Così che il buon umore si trasformi in fastidio..
Dammi il 5 zi…
Come quando ci sono i titolari dei localini quelli comprati dai papini che pensano che dovrei leccargli i piedini per suonare nei loro festini!
Sognate pure.
Non mi va neanche di mostrarmi troppo sui social per attirare l’attenzione con cose poco concrete.
Per me la gavetta è sempre non si finisce mai di imparare come in tutto, per me artista emergente è qualcosa di inedito che senti con le orecchie e quando c’è qualcosa di rilevante vai tranquillo che lo spingo e me ne accorgo.
Se il contrario rimango in letargo fino a nuovi giorni di sole.

Un abbraccio Wagliu’

Viva la stanza dei Fantasmi, grazie per la compagnia.
Complimenti per il sito e continuate a fare queste cose che ci vogliono!
Un saluto allo Spettro che per quel poco che conosco mi è sembrato subito un ragazzo in gamba, anche artisticamente parlando!
Chi sa un giorno una collaborazione.
Mi farebbe immenso piacere.
Perché è bello avere nuove esperienze nei miei futuri progetti.
Bless
Peace G.

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