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Saturday Cafè: RIOMA

Cari lettori e appassionati di musica Urban
siamo entusiasti di presentarvi la quindicesima intervista
della nostra nuova rubrica,
Saturday Cafè,
che Vi accompagnerà ogni Sabato su queste pagine
per esplorare il mondo affascinante della scena Urban
e delle sue brillanti menti artistiche.

Prima di iniziare questa avventura emozionante,
vogliamo fare un tuffo nel passato
e ricordare la versione 2020 di Saturday Cafè,
trasmessa in diretta sui nostri canali social.
Per chi abbia perso le puntate live,
abbiamo preparato qualcosa di speciale per Voi.
Abbiamo creato una playlist esclusiva su YouTube
che raccoglie tutte le emozionanti trasmissioni passate.

Il nostro intento è quello di raccontare attraverso le loro parole
le Storie, le Sensazioni e gli Obiettivi
degli artisti che stimiamo di più nel panorama Urban.
Il format è studiato intorno a sei domande
che verranno poste di volta in volta
ai vari artisti che intervisteremo.
Lasciando loro libertà di tempo e spazio
senza nessun filtro e nessuna censura.

L’artista di oggi è Rioma, artista Hip Hop della scena calabrese
membro attivo di Brunnen Family e Trupija.

Domanda 1:
Raccontaci in modo approfondito la tua storia nel mondo della musica.
Qual è stato il punto di partenza del tuo viaggio artistico
e quali sono state le tappe significative lungo il percorso?
Condividi con Noi le sfide, i momenti di crescita personale e le esperienze
che ti hanno plasmato come artista.
Risposta 1:
Ciao a tutti sono Mario Trotta, in arte Rioma, classe 96, nato e cresciuto a Paola in provincia di Cusè.
Il mio viaggio nel mondo della musica, inizia in realtà molto tardi, almeno per quanto riguarda la parte “attiva” del mio percorso, ovvero quando ho iniziato a mettere le mani su di un giradischi. Stiamo parlando del 2019.
Prima di allora, importante è stato il fatto di avere mio cugino, che faceva musica nei primi 2000 (tra l’altro i tecnici che uso sono i suoi).
Il primo contatto con la musica è stato proprio grazie a lui, passavo molto tempo a casa sua, vedevo dischi ovunque, strumenti e cose di ogni tipo, CD e ovviamente si ascoltava musica.

Magari ascoltavo Sean Paul e 50 Cent per citarne due, non sapevo chi fossero a quei tempi, l’ho scoperto anni dopo.
Quella roba mi piaceva e andava molto a quei tempi, chi non ha mai ascoltato un loro pezzo in quegli anni?
Crescendo mi sono avvicinato sempre di più alla musica ma soprattutto ho scoperto l’ Hip Hop.

Importanti i live a cui ho assistito al Rialzo, i Freestyle sui gradini.
Vedere DJ Kerò fare cose “strane” con i giradischi mi mandava fuori di testa, mi incuriosiva un sacco. Ed eccoci qui. Torniamo al 2019.
Ho questi due giradischi ma inizialmente non so usarli, quando qualche mese dopo ho conosciuto Marco, in arte DJ Whip.
Leghiamo subito ed inizia a darmi qualche dritta.
Il primo set è proprio insieme a lui ed ad un altra figura importante nel mio mondo musicale, Zampo.
Era l’8 dicembre del 2019, ero super impacciato, credetemi non sapevo dove mettere le mani.

Suono altre 2 volte prima del covid.
L’unica cosa positiva della pandemia era che facevi molta pratica a casa, non potendo fare nient’altro.
Post covid le cose iniziavano a girare bene, suonavo sempre di più, facendo sempre più pratica.

Iniziavo a suonare in locali diversi, mettendomi sempre di più alla prova.
Non è stato facile all’inizio, dovevi vedere come reagiva la gente alla tua musica, capire se in quel momento quel genere di musica poteva andare bene o spostarti su altro.
Stavo cominciando a fare esperienza.
Oggi, le cose non cambiano.
Cerco di mettermi sempre alla prova anche in contesti differenti, cercando quindi nuove sfide.

Le difficoltà non mancano, ma si va avanti.
Si deve.

Domanda 2:
Siamo curiosi di conoscere il dietro le quinte del tuo nome d’arte.
Potresti condividere con Noi l’origine di questo nome
ed il motivo per cui hai scelto proprio quello?
Quali significati o simbolismi sono legati a questo nome
ed in che modo si riflette nella tua musica e nella tua identità artistica?
Risposta 2:

Sul mio nome d’arte in realtà non c’è molto da dire, è stata molto facile come cosa.
Eravamo in spiaggia con Fablo Seed, che saluto, ad un certo punto dice: “ti dovresti chiamare Rioma”.
Io subito: “bello, mi piace.”
Rioma non è nient’altro che il rio-contra di Mario.

Domanda 3:
La carriera musicale è quasi sempre influenzata in modo significativo dalla crew,
dal gruppo di provenienza e dalla città di nascita.
Vorremmo saperne di più sulla tua crew e sul modo in cui avete lavorato insieme
per raggiungere i vostri obiettivi comuni.
Raccontaci delle dinamiche di gruppo, delle esperienze condivise
e di come vi siete supportati reciprocamente nel percorso musicale.
Risposta 3:

Beh la Crew. Brunnen Family.
Il Brunnen Bier mi ha sempre ospitato per arricchire le sue serata con la mia musica, cosa che fa ancora adesso, dandomi sempre più fiducia.
La maggior parte dei miei DJ set la faccio lì al pub, che è un punto di riferimento per l’Urban.
Ha ospitato molti artisti della scena calabrese e non.
Rioma è cresciuto grazie a loro.
Sicuramente gran parte della mia crescita la devo a loro, che abbraccio fortissimo.
Pts crew, anche loro importanti, condividevamo molta musica e non solo, c’era anche il writing. Nottate nei cappucci e flash di telefonini.
Un abbraccione anche agli amici del Pull Up sound, tra i quali DJ Rice con il quale ho il piacere di condividere spesso dei set quando ci si trova in città.
Non possono mancare Fablo Seed e Zampo.
Sicuramente le due persone con cui ho condiviso più.
Mi hanno sempre supportato, dall’inizio, e lo fanno tuttora.
Abbiamo condiviso un sacco di serate insieme.
Con Zampo ricordo i primi graffiti, notti piene di adrenalina e di acrilico.
Anche questa parte fondamentale della mia crescita nell’Hip Hop culture.
Concludo con l’ultima arrivata, Trupija.
Associazione nata pochi mesi fa, proprio con l’intento di promuovere gli artisti emergenti.
L’estate scorsa è stata molto importante.

Domanda 4:
I tuoi ultimi set hanno suscitato grande interesse ed apprezzamento da parte del pubblico.
Ci piacerebbe saperne di più su questo progetto.
Potresti condividere con noi qualche dettaglio speciale e raccontarci eventuali aneddoti o curiosità ?
Quali sfide hai affrontato durante il processo di realizzazione e cosa rende questo periodo così unico nella tua carriera?
Risposta 4:

Le mie ultime uscite sono state molto importanti, ho avuto modo di esprimermi all’interno degli eventi musicali di Trupija, crescendo sempre di più di serata in serata.
Ho conosciuto tanta bella gente, questo ha contribuito sicuramente a far girare di più il mio nome e a farmi notare all’interno della mia città.
La cosa che più mi colpiva era chi mi chiedeva quando avrei suonato di nuovo.
Voleva dire che nelle precedenti serate avevo lasciato qualcosa di bello e la cosa mi faceva stare bene.
Chiudo dicendo che le cose belle di tutte queste serate sono la condivisione, il conoscere sempre più gente, lo scambio di opinioni sui vari generi, artisti.
Nascono legami.
Le risate, le birre, ovviamente la musica fa tutto il resto.

Domanda 5:
Sappiamo che gli artisti sono costantemente alla ricerca di nuove ispirazioni
e di nuovi progetti da realizzare.
Potresti darci un’anteprima esclusiva del tuo prossimo lavoro?
Quali sono le idee e i concetti che stai esplorando
in questa nuova fase della tua carriera?
Ciò che ci puoi svelare ci permetterà di avvicinarci ancora di più
alla tua visione artistica.
Risposta 5:

Allora, al momento sto lavorando su degli scratch, su progetti di artisti che voi conoscete bene.
Non credo di poter dire nient’altro scusate.
No spoiler ahahahah.
A livello artistico, sono sempre alla ricerca di nuova musica e nuove sonorità, che vanno anche oltre quello che è la musica Urban in generale.
Mi piace molto sperimentare.
Cerco nello stesso tempo di non cadere mai nel banale e soprattutto, di mantenere l’originalità e un’identità ben precisa nei miei set.

Domanda 6:
Ti chiediamo di raccontarci il tuo rapporto con il mondo della musica underground e di spiegarci come vedi il ruolo fondamentale della produzione, distribuzione e promozione della musica autoprodotta nel panorama musicale odierno.
Qual è la tua esperienza personale, le sfide affrontate e le opportunità che hai incontrato nell’essere parte del movimento underground ?
Siamo curiosi di scoprire quali strategie hai adottato per far emergere la tua musica in un contesto indipendente e come percepisci la sua risonanza all’interno della scena musicale.
Risposta 6:

Ho sempre cercato secondo le mie possibilità di supportare gli ambienti e la musica underground partecipando agli eventi, prima come semplice spettatore e poi sopra i tecnici.
Quest’ultima parte come dicevo all’inizio, è iniziata tardi ma colgo sempre l’occasione quando si presenta, è importantissimo rappresentare nel nostro ambiente.
Ricordo con piacere le serate in aula e l’ultima a Decollatura.
Bellissimi ambienti, spero di tornarci presto.
Per quanto riguarda la promozione della propria musica, l’unica cosa che posso dire, con la mia poca esperienza, è che bisogna buttarsi, in generale, ma specialmente se un certo tipo di eventi scarseggia, come nella mia zona.
Cercare di suonare sempre di più, girare il più possibile, questo è il modo migliore per promuoversi a parer mio.
Il tuo nome deve girare il più possibile e cosa importante devi spaccare ad ogni singolo set. Suonare in cameretta è importante, ma la vera pratica la si fa fuori a contatto con la gente.

Questo è quello che consiglierei a chi si affaccia per la prima volta a questo mondo.


Concludo ringraziando in primis voi de La Stanza Dei Fantasmi, per l’opportunità che mi avete dato.
Rubrica interessantissima, continuate così!
Un abbraccio grande a Fablo, Zampo, La Brunnen Family, Trupija, che mi supportate ogni giorno.
Senza di voi..col cazzo! ( non so se si può dire in caso bippalo auhauhauh).
Bella anche per gli amici di Nicastro.
Vi voglio bene. Bless.

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