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Non tutti sanno che… “Shaquille O’Neal”

Bella snelli!
Eccoci di nuovo seduti nel nostro salotto virtuale per le due chiacchiere del Lunedì,
qui nel Ghost Building.
Mentre scrivo, vedo Lo Spettro dall’altra parte della Stanza
che armeggia tra mixer e Mac,
questo è un chiaro segno che sta bollendo qualcosa di grosso in pentola ma…
l’unico modo per saperlo è continuare a seguirci.

Intanto io questa mattina ho scoperto decisamente in ritardo
una notizia che mi ha lasciato letteralmente di stucco,
una di quelle cose che ti fa pensare
quanto cazzo è vera la canzone di Chuck Berry, “You never can tell”,
la canzone della scena iconica di Pulp Fiction
in cui Uma Thurman e John Travolta, ballano il Boogie.

Mi è capitata sott’occhio una notizia riguardo un gigante nero
(ben 2,16 mt di altezza e un 58 come misura del piede)
che negli anni ha conquistato i nostri cuori
prima di tutto sbriciolando tabelloni in NBA
e partecipando allo storico film Space Jam.
Avrete capito che sto parlando di Shaquille O’Neal aka Big Diesel.

Ora, forse i più giovani tra di Voi non sanno che negli anni ‘90,
questo gigante buono arrivò alle luci della ribalta non solo per i successi sportivi,
infatti nel 1993 e nel 1994 pubblicò 2 album (Shaq Diesel e Shaq-Fu)
nelle vesti di rapper.
Quando sentii i suoi brani, pensai
ecco la solita cagata all’insegna del marketing più becero”,
perché obiettivamente il risultato senza nè lode infamia
sembrava più che altro un’operazione commerciale.

Intendiamoci, lui ammette tutt’ora
che fu lui stesso il primo a sorprendersi
quando la discografica gli propose di vestire i panni del rapper,
ma essendo l’offerta per farlo una cifra di 10.000.000 di dollari,
non se la sentì di rifiutare.
Figuratevi cosa posso avere pensato questa mattina,
scoprendo che Shaq ora è uscito con un album in cui veste i panni del DJ Diesel
che suonaDubStep?!

L’album si chiama Gorilla Warfare” e, snelli
è una bomba atomica:
appena partita la prima traccia in cuffia sul mio Spotify,
il cervello mi è schizzato dal naso a 60 metri di distanza
e quando lo ho recuperato,
sono corso subito alla tastiera per mettervi a conoscenza perché,
se vi piace il genere, a questo giro Mr. O’Neal
ha centrato l’obiettivo ottenendo solo lode e nessuna infamia.
Inoltre, dall’intervista si capisce che Shaq ha quelle due doti
(a mio avviso fondamentali) per essere DJ:
non è uno “scalettaro” del cazzo, ed ha l’occhio sulla pista.
Quindi mettetevi sul divano, allacciate le cinture
per evitare di cadere per terra e buon ascolto!

(Kappa)

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