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Saturday Cafè: FALLEN

Cari lettori e appassionati di musica Urban
siamo entusiasti di presentarvi la prima intervista della nostra nuova rubrica,
Saturday Cafè,
che Vi accompagnerà ogni Sabato su queste pagine
per esplorare il mondo affascinante della scena Urban
e delle sue brillanti menti artistiche.

Prima di iniziare questa avventura emozionante,
vogliamo fare un tuffo nel passato
e ricordare la versione 2020 di Saturday Cafè,
trasmessa in diretta sui nostri canali social.
Per chi abbia perso le puntate live,
abbiamo preparato qualcosa di speciale per Voi.
Abbiamo creato una playlist esclusiva su YouTube
che raccoglie tutte le emozionanti trasmissioni passate.

Il nostro intento è quello di raccontare attraverso le loro parole
le Storie, le Sensazioni e gli Obiettivi
degli artisti che stimiamo di più nel panorama Urban.
Il format è studiato intorno a sei domande
che verranno poste di volta in volta
ai vari artisti che intervisteremo.
Lasciando loro libertà di tempo e spazio
senza nessun filtro e nessuna censura.

L’artista di oggi è Fallen, artista Rap della scena calabrese.
Originario di Catanzaro e membro attivo della Crew Brigant Fighters“.

Domanda 1:
Raccontaci in modo approfondito la tua storia nel mondo della musica.
Qual è stato il punto di partenza del tuo viaggio artistico
e quali sono state le tappe significative lungo il percorso?
Condividi con Noi le sfide, i momenti di crescita personale e le esperienze
che ti hanno plasmato come artista.
Risposta 1:
Eviterei di usare la parola “approfondito” con me perché altrimenti non ne usciamo più dalle domande 🤣 scherzi a parte…
Cercherò di essere più chiaro e conciso possibile 🙏
Avevo appena 7 anni, era il 1999.
Mia cugina di Milano bazzicava con i rapper milanesi all’epoca
(perché anche lei faceva rap in quegli anni) e ricordo conoscesse Fritz e Bassi.
Quell’anno scese per studiare a Catanzaro

e ricordo che sentii provenire dalla sua stanza delle note gradevoli
di un loop che mi ricordava il vecchio carillon di mamma.
Era Street Opera di Lord Bean (scoperto poi 10 anni dopo).
Saranno state quelle note a conservare dentro di me il flusso del Rap?
Potrebbe essere!
Un’estate di circa 12 anni fa, iniziai a scrivere il mio primo testo su una strumentale

che mi fece impazzire e su cui incisi il mio primo singolo mai pubblicato dal titolo: “Lacrime e inchiostro”.
Erano praticamente circa 100 barre di sfogo totale ed elementare
(ancora lo ricordo a memoria ahah)
senza ritornello, né pause; nettamente uno sfogo vero e proprio.
Crescendo iniziai a far ascoltare altre tracce ad amici

e finii nello studio dell’allora Area 51 Records
per registrare “Solo Ruggine” (Primo singolo pubblico) e “Sklerofobia”.
Precedentemente entrai nel crew Kings Crown Récords

realizzando il mio primo feat: Lo show del Flow.
Con gli anni le strade si divisero e finii per conoscere altri collettivi

tra cui Newcastro Sound e Scratch Your Mind, Calibro Terrone Crew e Sotto Tiro Clan, insieme ad altri rapper, producer e dj made in Calabria,
tra cui mio fratello non di sangue, Dote,
con cui ho condiviso ognuno di questi momenti e anni.
Il tempo passa e le esperienze si sommano e noi prendiamo di petto ogni singola serata, open mic, battle di freestyle e live showcase.
Avevamo fame e troppa voglia di farci sentire e conoscere

oltre che di esplorare il territorio in lungo e in largo.
Partecipare ad aperture di concerti di grossi calibri

come Kaos One, Egreen, Kiave, Mezzosangue, Nitro, Noyz Narcos,
Clementino, Ensi e molti altri fa sicuramente parte del mio percorso,
della crescita e delle sfide personali che mi hanno formato e fatto crescere
come persona e come artista, guidandomi sulla strada per me più giusta.
Anche esibirmi in altre città come Roma, Bologna e Milano ha arricchito il mio percorso e ha fatto sì che potessero conoscermi più teste e rapper, anche affermati.
La cosa che mi da carica è sapere che il percorso continua

e ancora avrò da vivere e raccontare, magari in una futura intervista tra qualche anno 🙌🏽

Domanda 2:
Siamo curiosi di conoscere il dietro le quinte del tuo nome d’arte.
Potresti condividere con Noi l’origine di questo nome
ed il motivo per cui hai scelto proprio quello?
Quali significati o simbolismi sono legati a questo nome
ed in che modo si riflette nella tua musica e nella tua identità artistica?
Risposta 2:

Inizialmente il mio nome d’arte era Shorty
(perché all’epoca ballavo breakdance e somigliando ad un b-boy che si faceva chiamare Shorty, mi diedero questo nome i ragazzi della palestra; nome che mi sono portato dietro fino a qualche anno fa) che poi decisi di cambiare per via di Davide Shorty
il quale cognome da vita al suo nome d’arte.
Essendo popolare, famoso e registrato (a differenza di me all’epoca),
decisi di cambiare nome in Fallen, Caduto.
Perché quando si cade ci si rialza sempre no? 💪🏽
Ed è questo che faccio artisticamente e nella vita di tutti i giorni, mi rialzo se cado, rinasco se muoio dentro 🔥 🙌🏽

Domanda 3:
La carriera musicale è quasi sempre influenzata in modo significativo dalla crew,
dal gruppo di provenienza e dalla città di nascita.
Vorremmo saperne di più sulla tua crew e sul modo in cui avete lavorato insieme
per raggiungere i vostri obiettivi comuni.
Raccontaci delle dinamiche di gruppo, delle esperienze condivise
e di come vi siete supportati reciprocamente nel percorso musicale.
Risposta 3:

Per me già il fatto di far parte di un crew significa “Famiglia”,
soprattutto se gli elementi che lo compongo
sono parte integrante della tua vita al di fuori della musica.
Darsi forza l’uno con l’altro è quell’azione che scatena
un susseguirsi di eventi e situazioni favorevoli per tutti,
quasi come se ogni componente fosse parte di un cingolato in costante movimento.
Cito spesso nei testi il gruppo e anche nel mio acronimo sono presenti le iniziali di esso, come se fosse un marchio, un’identità collettiva, quella che è ormai Brigant Fighters. Farci forza e sostenerci a vicenda rende il percorso pieno e carico di emozioni e stimoli che ci hanno portato a crescere e conquistare punti in “graduatoria”
fino a darci modo e credibilità per affrontare
ogni esibizione o brano insieme al massimo.

Domanda 4:
Il tuo ultimo lavoro ha suscitato grande interesse e apprezzamento
da parte del pubblico.
Ci piacerebbe saperne di più su questo progetto.
Potresti condividere con noi qualche dettaglio speciale
e raccontarci eventuali aneddoti o curiosità legati alla sua creazione?
Quali sfide hai affrontato durante il processo di realizzazione
e cosa rende questo lavoro così unico nella tua carriera?
Risposta 4:

Credo che ogni lavoro sia unico e solo.
Ho deciso di pubblicare 10 Tracce realizzate negli ultimi 5 anni

dando vita al mio primo disco interamente autoprodotto
(con l’ausilio di Tuliposki, producer/beatmaker)
da cui ho ricevuto strumentali in tutti questi anni.
In queste 10 Tracce c’è il mio percorso, la mia persona,
gli argomenti più scomodi e toccanti, leggeri e pesanti allo stesso tempo.
Ogni strofa è stata concepita su un beat apposito che poi con il tempo ho plasmato,

ma lasciando tutto com’è nato in origine.
Da lì il nome del disco: Principio.
Proprio perché tutto inizia dal principio, questo disco è nato da zero
fino ad arrivare al giorno della pubblicazione,
dando al pubblico che mi segue un pasto privo di grassi saturi,
boccone per boccone, in alcuni morsi anche amaro.
Sono contento che chi lo ha ascoltato abbia apprezzato veramente
ed ascoltato più volte con piacere.
Posso dire che scorre molto bene e non pesa per niente,
a tal punto che quando finisce sembra il tempo sia passato così velocemente!
Oltretutto, ho voluto dare spazio al lato strumentale aprendo e chiudendo il disco
con due produzioni soundtrack perché appunto è la musica ad essere protagonista.
“Questione di Principio!”

Domanda 5:
Sappiamo che gli artisti sono costantemente alla ricerca di nuove ispirazioni
e di nuovi progetti da realizzare.
Potresti darci un’anteprima esclusiva del tuo prossimo lavoro?
Quali sono le idee e i concetti che stai esplorando
in questa nuova fase della tua carriera?
Ciò che ci puoi svelare ci permetterà di avvicinarci ancora di più
alla tua visione artistica.
Risposta 5:

Non seguo effettivamente alcun programma.
La vivo di cuore e di pancia nello stesso momento
e posso assicurare che non c’è dietro alcuna “strategia”.
La mia ispirazione principale è il dolore, che mi porta a riflettere,
darmi risposte e fare ragionamenti mirati su molti aspetti della vita
e del pensiero comune o singolare dell individuo.
Quello stimolo che appunto mi spinge a tirar fuori quella forza celata
di cui solo nel tempo assumo pienamente con consapevolezza,
a volte sorprendendo anche me stesso.
Sono un flusso in continua evoluzione e crescita,
non è facile poter prevedere ciò che la mia mente mi porta a costruire 🥲
ma d’altra parte anche questo mi stimola parecchio 🙌🏽🔥

Domanda 6:
Per La Stanza Dei Fantasmi la tua conoscenza
è stata un importante punto di riferimento nel corso degli anni.
Vorremmo sapere qual è stata la tua esperienza di collaborazione con Noi.
Come descriveresti i rapporti con il team
e in che modo ti ha supportato nel raggiungimento dei tuoi obiettivi artistici?
Ci piacerebbe conoscere le sensazioni che provi collaborando con Noi
e come questa collaborazione ha contribuito alla tua crescita.
Risposta 6:

Purtroppo la vita e le vicissitudini mi hanno portato un po’ a distaccarmi
da alcune persone affievolendone i rapporti,
ma non dimenticherò mai ciò che ho vissuto
con e grazie ai ragazzi della Stanza Dei Fantasmi.
Posso metterci una firma sul fatto che sono stati sempre disponibili e calorosi con me (una volta Gabriele si tolse la sua giacca per darla a me perché avevo freddo;
non dimenticherò quel bomberino nero smanicato così caldo durante l’apertura di Kaos One 🙏).
Le Jam Session, i live, le cene, le bevute o semplicemente l’incontrarsi 5 minuti
per un abbraccio e due chiacchiere..
Solo al pensiero ne sento forte nostalgia,
come sono stati presenti loro nel mio percorso,
veramente POCHISSIMI possono essere messi a paragone o a pari merito.
Mi sento in dovere di ringraziarli sempre e quasi con la lacrimuccia
per quanto amore e disponibilità hanno avuto con me singolarmente
e con tutti coloro che ci collaboravano o conoscevano.
Persone davvero affidabili e tutte d’un pezzo 💪🏽
quindi posso dire forte e chiaro che il vero punto di riferimento
sono stati loro per me e non viceversa.
PER QUANTO LE STRADE SI DIVIDONO,
PORTANO TUTTE A QUELL’ANONIMO CORTILE 🥲
Vi voglio bene boys 🖤 Grazie di tutto 🖤

Avremmo voluto chiudere questa Intervista
con un nostro Pensiero, una Riflessione o un Sunto.
Ma ci viene difficile trattenere l’Emozione nel leggere la Storia di “uno di Noi“.
Manuel è sempre stato un Membro della grande Famiglia della Stanza.
Dal primo giorno.
Ci immaginiamo in tanti in quel Cortile così anonimo, ma così speciale.
Manuel e le sue Liriche hanno fatto e faranno parte del nostro Percorso, ed infatti…
No questo ADESSO non lo possiamo proprio dire ne anticipare,
ma sappiate che le Strade non si dividono, sono fatte per rincontrarsi.
Sempre.

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